Comunicato dell’Organizzazione di Biella del PMLI
Contro il “Giorno del ricordo”. No alla mistificazione revisionista!
Domani 10 febbraio 2026 a Biella l’amministrazione comunale celebrerà il cosiddetto “Giorno del ricordo” con una cerimonia ufficiale e una conferenza che ripropongono la consueta narrazione istituzionale sulle foibe e sull’esodo giuliano-dalmata. Una narrazione che continua a mescolare deliberatamente piani storici diversi e a funzionare come strumento di revisionismo storico.
Il “Giorno del ricordo” fu istituito nel 2004 con una legge votata bipartisan dalla destra e dalla “sinistra” di regime neofascista, non nasce da esigenze di verità storica, ma da una precisa operazione politica. Il “Giorno del ricordo” è un cavallo di Troia del revisionismo storico che rovescia le responsabilità, rimuove i crimini del fascismo e del nazismo e finisce per legittimarne la rivalutazione pubblica. È necessario ribadire con forza che la vicenda delle foibe non ha nulla a che vedere con l’esodo dei profughi giuliano-dalmati. L’esodo fu un fenomeno complesso, legato agli assetti del dopoguerra e alle scelte politiche dei governi, non una diretta conseguenza delle foibe, come la propaganda vorrebbe far credere. Mentre si insiste nel presentare come “martiri” alcune decine di gerarchi fascisti e nazisti infoibati, si continua a tacere sull’occupazione fascista della Jugoslavia, sulla repressione antipartigiana, sulle deportazioni, sui campi di concentramento e sulle stragi di massa compiute dall’esercito italiano tra il 1941 e il 1943, ampiamente documentate. Il “Giorno del ricordo” serve così a screditare la Resistenza e a riscrivere la storia in chiave nazionalista e reazionaria. A questa operazione contrapponiamo la difesa della memoria autentica della Resistenza, dei suoi valori e del suo insegnamento, a partire dalle scuole.
Vale infine la pena sottolineare come, fino allo scorso anno, la sinistra di lotta e alternativa biellese sia sempre riuscita a organizzare contro-dibattiti e momenti di riflessione critica sul “Giorno del ricordo”. Quest’anno nulla è stato organizzato. Un dato politico che dice molto sia sul clima sempre più pesante di revisionismo storico che stiamo attraversando, sia sulle difficoltà e sulle continue posizioni di difesa in cui è oggi costretta la sinistra comunista biellese. Ciò non cancella né sminuisce l’impegno di chi continuerà comunque a scendere in piazza contro il revisionismo, ma impone una riflessione seria e autocritica sullo stato del fronte antifascista locale.
Per il PMLI.Biella
Gabriele Urban
Biella, 9 febbraio 2026