Durissima contestazione al neopodestà di Napoli e barone universitario Manfredi
5mila in piazza contro la mancata bonifica di Bagnoli e Coroglio
Rimuovere la colmata, ripristinare la linea di costa e lasciare la spiaggia libera. Partecipazione del PMLI

Redazione di Napoli
Sale di nuovo la rabbia a Bagnoli, Coroglio e zona Ovest di Napoli. Questa volta è presa di mira la competizione velica America’s Cup (ribattezzata dai Comitati territoriali “America’s Pacco) le cui gare si svolgeranno tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 in un’area che ancora non è stata toccata dalla rimozione della colmata, dalla bonifica di Bagnoli e Coroglio e dal progetto che si doveva concludere con la spiaggia libera e l’area ex Italsider destinata a verde pubblico con l’apertura di un parco.
Il neopodestà di “centro-sinistra” di Napoli e barone universitario Gaetano Manfredi, Commissario straordinario proprio per Bagnoli confermato dal governo suo amico Meloni, in quasi cinque anni di mandato ha disatteso completamente le richieste delle masse popolari e soprattutto dei Comitati territoriali, lasciando in una inerzia ben calcolata dalla sua amministrazione tutta la zona che va da piazzetta Bagnoli, copre l’area ex Ilva e arriva fino a Nisida.
Già dall’annuncio che l’America’s cup sarebbe di nuovo venuta a Napoli si erano mobilitati gli attivisti dei Comitati per bloccare i camion che portavano il materiale verso il quartiere popolare per adeguare il litorale alle esigenze dell’evento. Successivamente, con la collaborazione dei centri sociali “Laboratorio Iskra” e la Casa del Popolo “Villa Medusa”, i Comitati ambientalisti decidevano di convocare una manifestazione per chiedere al Commissario che vengano ripristinate le opere necessarie per la zona sotto l’egida e il controllo proprio dei Comitati e delle masse popolari. Così, sabato 7 febbraio in più di 5mila hanno invaso nella mattinata la zona che va da Bagnoli a Coroglio fino a Nisida per chiedere la rimozione della colmata, dove saranno sistemati hangar e infrastrutture per la competizione, la realizzazione con scogliere e pontili di un “bacino di calma” a mare per le barche il mantenimento e lo sviluppo di una grande spiaggia libera. Presenti anche il Movimento disoccupati “7 novembre”, quello del “Cantiere 167” di Scampia, i Si.Cobas, Potere al Popolo, gli attivisti di exOPG Occupato, la Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli del PMLI con il Segretario compagno Luigi Prodomo, ma soprattutto i leader storici del centro sociale “Officina 99” che, tramite Mario Avoletto, hanno prelevato campioni di terreno e di guaina: “li faremo analizzare da organismi indipendenti per conoscere un pezzetto di verità in questa grande ipocrisia istituzionale”.
Il corteo colorato ma fortemente deciso a far valere le ragioni del territorio e critico con la giunta antipopolare Manfredi chiede il blocco dei lavori fino a quando non ci siano le garanzie affinché un giorno il litorale di Bagnoli torni ad essere méta di visitatori e non lo specchio di vecchi e nuovi speculatori.
Nel pomeriggio del 7 febbraio si è tenuta a Bagnoli l’Assemblea nazionale “Osiamo lottare, osiamo vincere” con organizzazioni politiche soprattutto del Mezzogiorno e della Campania. Eddy Sorge, portavoce dei disoccupati organizzati “7 novembre” ha aperto i lavori parlando della vittoria, nuova e storica, dei disoccupati sul fronte delle assunzioni che stanno avvenendo come da cronoprogramma con le istituzioni e che ha raggiunto ormai le centinaia di nuovi assunti per servizi di pubblica utilità. Eddy ha poi spostato l’attenzione sulla questione delle guerre, del riarmo e sul governo Meloni e le sue politiche da Stato poliziesco, oltre la precarizzazione e repressione del lavoro, con il processo contro 43 disoccupati che incombe nelle prossime settimane presso il Tribunale di Napoli.
Successivamente vi è stata la testimonianza di una militante dell’Uds-Udu che ha spiegato la criminalizzazione del dissenso anche nell’università e nelle scuole, respingendo il ddl Gasparri che equipara l’antisemitismo all’antisionismo, e ha lanciato la manifestazione contro le guerre imperialiste fissando la data per il 5 marzo. Altri interventi sono stati da Cosenza, da parte di un operaio e un disoccupato. Era presente il compagno Luigi Prodomo che ha condiviso e sostenuto l’intervento iniziale di Eddy Sorge.

11 febbraio 2026