In provincia di Caltanissetta
Il movimento No Muos in piazza: “Niscemi non cade”
Centinaia di manifestanti denunciano le responsabilità del governo e delle istituzioni per la frana. Chiesta la smilitarizzazione della Sicilia. Il PMLI interviene in assemblea, diffonde il volantino e le parole d'ordine del Partito contro il governo Meloni e il Muos
Dal corrispondente del PMLI per la Sicilia
Domenica 8 febbraio si è svolto a Niscemi (Caltanisetta) un corteo-presidio indetto dal movimento "No Muos" Coordinamento regionale dei comitati No Muos con la parola d'ordine “Niscemi non cade".
Il concentramento in largo Maschione dove si sono ritrovate diverse centinaia di manifestanti. A guidare lo striscione "Niscemi non cade", poi un cartello fai da te di una manifestante: "non siamo pecore da spostare a casaccio ma pretendiamo il diritto alle decisioni sul nostro territorio". Un altro cartello accusa le istituzioni "Niscemi: al fianco della popolazione colpita dalla frana. No alle passerelle dei delinquenti istituzionali. La frana avanza mettendo tutta la popolazione in pericolo, mentre Musumeci non vede soluzioni... Continua lo sciacallaggio catastrofico del governo fascista della Meloni da cacciare”. Il ciclone Harry è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma è addirittura dal Settecento che la frana ha dato i primi segnali del dissesto franoso del territorio.
Sul Corriere di Gela era scritto: "Frana di Niscemi. Ministro, governatori e sindaco nel mirino della procura di Gela. Il governatore Renato Schifani, il ministro nello Musumeci e Rosario Crocetta. Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci (FdI), potrebbe essere sentito nei prossimi giorni della procura della Repubblica del tribunale di Gela, nella qualità di ex presidente della regione Sicilia dal 2017 al 2022, se non indagato quantomeno come persona a conoscenza dei fatti riguardo alle responsabilità penali sulla complessa vicenda che dalla frana di Niscemi del 1997 arriva a quella di questi giorni senza che siano state adottate le opportune misure di messa in sicurezza della collina. Considerato i tempi di prescrizione del contemplato reato di disastro colposo (12 anni), con lui potrebbero essere chiamati a comparire almeno altri due governatori in carica nell'ultima dozzina di anni (Rosario Crocetta e Renato Schifani) e gli ultimi due sindaci del comune di Niscemi (Francesco La Rosa e Massimiliano Conti)".
E la cosa non finisce qua perché le responsabilità sono lontane e attuali. Ma se gli investigatori dovessero accertare che atti interruttivi hanno allungato i tempi delle procedure trentennali, il termine massimo di prescrizione può estendersi ulteriormente fino a un totale di 15 anni. In tal caso finirebbero per essere indagati anche l'ex governatore Raffaele Lombardo (in carica dal 2008 al 2012) e il sindaco Giovanni Di Martino (in carica dal 2007 al 2012).
Il corteo ha attraversato alcune strade percorribili, evitando le zone rosse , combattivo, con tante bandiere No Muos e dei partiti in corteo per concludersi con gli interventi di solidarietà alle famiglie che hanno perso la casa e il lavoro perché alcune aziende sono state costrette a chiudere.
C'è stato anche l'intervento del compagno Sesto Schembri, a nome del PMLI, che ha denunciato "che la frana di Niscemi è storica, già se ne parlava nel Settecento, e le istituzioni non l'hanno mai affrontata seriamente, ci sono delle responsabilità, ed è giusto che la magistratura indaghi affinché chi ha sbagliato paghi”. Egli ha esortato a uno sciopero generale cittadino, affinché la popolazione partecipi attivamente per rivendicare finanziamenti e aiuti dallo Stato per case, lavoro e messa in sicurezza idrogeologica. Destinare i miliardi di euro per il ponte sullo Stretto, un'opera inutile, per le priorità di Niscemi (e del Meridione). L'intervento è terminato richiamando il socialismo. Altri interventi si sono focalizzati sulle critiche alle istituzioni borghesi e ai loro personaggi, altri hanno allargato la denuncia alla presenza nel territorio di Niscemi della sovrastruttura militare Usa del Muos funzionale alle guerre imperialiste, nata contro la volontà del popolo siciliano che lotta per smilitarizzare l’Isola dalle basi Usa e Nato.
I nostri compagni hanno distribuito il volantino con riprodotto l'articolo de "Il Bolscevico" che riguarda il ciclone Harry e la frana di Niscemi, articolo accolto con interessanti dialoghi coi niscemesi che ci hanno raccontato la loro sfiducia verso i politici borghesi che fanno i loro interessi clientelari. I compagni indossavano il “corpetto” No Muos e portavano il manifesto contro il governo neofascista Meloni con la rossa bandiera del PMLI. Hanno partecipato alla giornata di lotta i promotori del movimento contro il Muos, i sindacati USB e Cobas, PMLI, PRC, PLC, AVS, Fgc, FAS e tante altre realtà.

11 febbraio 2026