Commenti al Documento del CC del PMLI Vota NO al referendum
Il documento del PMLI sulla “riforma” Nordio smaschera chiaramente il suo obiettivo reale: riportare la giustizia borghese com'era all'epoca della dittatura mussoliniana

di Massimo Mani - Pontassieve (Firenze)
Il documento del CC del PMLI dimostra chiaramente che la cosiddetta “riforma” Nordio, mastino della presidente del Consiglio Mussolini in gonnella, non ha affatto l’intenzione di migliorare l’efficienza della magistratura (come del resto ha confermato anche lo stesso Nordio), ma l’unico scopo di sottomettere il potere giudiziario al potere legislativo, come ai tempi della dittatura fascista di Mussolini.
Una “riforma” infatti che fa riferimento al “piano di rinascita democratica” della P2 di Gelli e Berlusconi, non a caso rivendicata anche dalla figlia Marina Berlusconi e preconizzata all’epoca dal presidente del MSI Almirante, fucilatore di partigiani.
Gli obiettivi infatti sono pressoché identici, la separazione delle carriere tra pm e giudici, tra requirente e giudicante, attraverso la creazione di due Csm per entrambi, il sorteggio “secco” e la sottrazione della giurisdizione disciplinare ai Csm attraverso la creazione di un’alta corte, ecc. Modifiche che non hanno altro scopo che quello di indebolire il Csm stesso, minare la sua indipendenza, per sottomettere il potere giudiziario ai voleri della maggioranza del parlamento, e quindi del governo col suo potere legislativo.
Anche soltanto questo aspetto dovrebbe far capire quale sia la vera natura di questa “riforma”, ed infatti il documento del PMLI fa appello agli astensionisti di sinistra e ai sinceri antifascisti e anticapitalisti affinché si rechino alle urne il 22 e 23 marzo per affossare attraverso il referendum questa controriforma. Non si tratta di legittimare o no una parte politica, ma di difendere quei pochi diritti democratici borghesi rimasti e quel poco di “Stato di diritto” seppur borghese, rispetto ad un definitivo Stato di polizia che il governo neofascista Meloni già applica attraverso i manganelli dei decreti “sicurezza” da piena dittatura fascista.
Come recita il documento, la separazione delle carriere ha infatti il fine di creare un corpo separato dei pubblici ministeri (pm) che risponda solo al ministro della Giustizia; il quale, quando sarà abolita l'obbligatorietà dell'azione penale (un provvedimento già pronto che il governo tiene coperto per non allarmare le elettrici e gli elettori), deciderà insindacabilmente quali inchieste perseguire e quali seppellire in qualche cassetto.
Quindi da un punto di vista di analisi di classe non è difficile capire quali inchieste verrà deciso di mettere in un cassetto e quali proseguire: nel cassetto andranno quelle che incentiveranno garantismo e impunità per i potentati economici, per i ricchi, per la classe sociale borghese e per i colletti bianchi marci e corrotti. Allo stesso tempo ci sarà invece repressione spietata e giustizialismo contro gli oppositori politici e sociali del regime capitalista neofascista, e contro le masse lavoratrici e popolari e contro i più deboli.
Votare NO ed affossare questa “riforma” non consiste solo nel difendere l’autonomia della magistratura e alcuni dettami della Costituzione borghese oramai ridotta a carta straccia da decenni di riforme da destra e imposte anche dalle attuali opposizioni di fatto compiacenti e complici; si tratta di impedire un ulteriore salto di qualità autoritario in camicia nera del regime capitalista neofascista, un salto di qualità del quale fanno parte passaggi come l’eliminazione dell’abuso d’ufficio, l’indebolimento della Corte dei conti, una legge elettorale ultra maggioritaria (già nel cassetto del governo) e i già citati decreti sicurezza. Tutto ciò con il fine ultimo, anche questo previsto dal piano della P2, di arrivare al premierato di stampo fascista in modo che il manovratore non possa essere disturbato come dichiarato, a conferma del loro progetto nero, da Mussolini in gonnella nel discorso pronunciato alla sua investitura come capo del governo.
Oggi per i sinceri antifascisti, anticapitalisti, sinceri democratici, progressisti, ecc., di fronte a questa “riforma” si tratta di resistere, attraverso mobilitazioni e propagande attive, attraverso la partecipazione in fronte comune con i vari comitati per il NO nonostante le divergenze di opinioni, senza settarismi e preclusioni. La sola cosa che conta è unirsi per l’affossamento della fascistissima controriforma Nordio.
Il documento del PMLI, oltre a smascherare quale sia il reale obiettivo della “riforma”, fa capire anche quanto sia importante costituire e far vivere questo fronte comune antifascista.
Io senza dubbio alcuno voterò No e contribuirò a fare propaganda per vincere questa battaglia insieme alla Celllula della Valdisieve del PMLI ed anche all’interno dei comitati per il NO nati sul mio territorio.

18 febbraio 2026