La lungimiranza del PMLI e de “Il Bolscevico” deriva dallo studio e dall'applicazione della scienza del marxismo-leninismo-pensiero di Mao. L'obiettivo finale è e deve essere la Rivoluzione socialista
di Giorg – Roma
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Intellettuali del popolo seguite l'esempio del compagno Giorg
Pubblichiamo con estremo piacere questo importante e profondo articolo sulla lungimiranza del PMLI e de “Il Bolscevico” scritto dal compagno Giorg di Roma, storico simpatizzante del PMLI.
Oltre alla profondità di pensiero e sapere dell'Autore, questo articolo dimostra quanto siano necessari e utili gli intellettuali del popolo per il successo della causa del PMLI e del socialismo.
Speriamo che presto altri, molti altri intellettuali del popolo si uniscano al PMLI prendendo esempio dal compagno Giorg.
Il Segretario generale e Maestro del PMLI compagno Giovanni Scuderi nel discorso commemorativo di Mao dal titolo “Mao e le due culture”, pronunciato a Firenze il 16 settembre 2001 a nome del CC del PMLI ha lanciato “un solenne appello a tutti gli intellettuali progressisti e democratici (filosofi, economisti, storici, giuristi, insegnanti, scienziati, biologi, medici, scrittori, giornalisti, artisti, attori, musicisti, ecc.) affinché diano corpo e vita a un grande esercito della cultura proletaria rivoluzionaria al servizio del PMLI, del proletariato e della nobile causa del socialismo.”
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“Quando il profeta parlerà in nome dell'Eterno, e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che l'Eterno non ha detta; il profeta l'ha detta per presunzione; tu non lo temere” (Deuteronomio, XVIII, 22, Nuova Riveduta).
Questa norma giuridica di carattere sacro è tratta dal quinto libro della Bibbia, il Deuteronomio, messo per iscritto a partire dall’VIII secolo a.E.V. e contenente norme, temi e concetti fatti risalire addirittura all’epoca di Mosè (XIII secolo a .E.V.): essa mostra come sia stato sempre fondamentale, per ogni collettività e società umana organizzata, di poter disporre di una guida sociale, all’epoca un profeta, che fosse in grado di comprendere con chiarezza gli avvenimenti futuri, e potere così indirizzare le società.
Per millenni l’uomo ha cercato di individuare nell’universo leggi che gli permettessero di anticipare gli avvenimenti futuri ed è nata la religione, poi la magia, quindi la filosofia metafisica e infine la scienza sperimentale: quest’ultima, con il minimo comun denominatore costituito dal linguaggio matematico, è stata in grado di individuare nell’universo leggi fisiche che consentono all’uomo di individuare fenomeni costanti, esattamente come le norme giuridiche introducono comportamenti sociali costanti all’interno delle società e dei gruppi umani, colpendo con sanzioni coloro che non vi si conformano.
Quando, infine, la scienza sperimentale si è rivolta, oltre che ai fenomeni del mondo fisico, anche allo studio delle stesse società umane è nato il marxismo ad opera di Marx ed Engels che con il materialismo storico ha individuato le leggi che hanno da sempre governato i gruppi umani individuandone il minimo comun denominatore nei rapporti economici, ovvero strutturali, e separando dai rapporti economici i prodotti intellettuali, ovvero sovrastrutturali, che si sovrappongono in modo evidente e vistoso a quelli economici, e in essi sono ricompresi in primo luogo il diritto ma anche le arti e tutti i prodotti culturali, tra i quali c’è la scienza, dalla quale le collettività umane si attendono la capacità di prevedere - quantomeno in senso probabilistico come nella medicina, nella biologia e nella meccanica quantistica - lo svolgimento di avvenimenti futuri. Lenin, Stalin e Mao hanno poi dimostrato con la prassi la validità dell’approccio teorico marxista, arricchendo la scienza del socialismo scientifico con importantissime analisi.
Si legga ora attentamente il seguente brano, del quale si offrirà, ma solo in seguito, una esauriente esegesi, avvertendo sin da ora di fare attenzione alle parti sottolineate.
“Per centinaia di anni l'Alta Italia è stata, ancor più del Belgio, il campo di battaglia su cui tedeschi e francesi hanno combattuto le loro guerre. Per l'aggressore, il possesso del Belgio e della Pianura Padana è una condizione necessaria sia per un'invasione tedesca della Francia sia per un'invasione francese della Germania; è solo in virtù di tale possesso che i fianchi e le retrovie dell'invasione sono pienamente sicuri. L'unica eccezione potrebbe essere una neutralità completamente affidabile di queste due regioni, e tale caso non si è mai verificato. Se il destino di Francia e Germania è stato deciso indirettamente sui campi di battaglia della Pianura Padana fin dai tempi di Pavia, il destino dell'Italia è stato simultaneamente deciso direttamente. Con gli enormi eserciti permanenti dei tempi moderni, con la crescente potenza di Francia e Germania e con la disgregazione politica dell'Italia, la vecchia Italia propriamente detta, la regione a sud del Rubicone, perse ogni importanza militare, e il possesso dell'antica Gallia Cisalpina portò inevitabilmente con sé il dominio della lunga e stretta penisola. Nei bacini del Po e dell'Adige, sulle coste genovesi, romagnole e venete, si concentrava la popolazione più densa, e lì si concentravano l'agricoltura più fiorente d'Italia, l'industria più attiva e il commercio più vivace. La penisola, Napoli e lo Stato Pontificio, rimasero relativamente stazionari nel loro sviluppo sociale; la loro potenza militare non contava da secoli. Chiunque controllasse la Pianura Padana tagliava le comunicazioni terrestri della penisola con il resto del continente e poteva facilmente sottometterla se si fosse presentata l'occasione, come fecero i francesi due volte durante la guerra rivoluzionaria e gli austriaci due volte in questo secolo. Di conseguenza, solo i bacini del Po e dell'Adige hanno importanza militare. Racchiuso su tre lati dalla catena ininterrotta delle Alpi e degli Appennini e sul quarto, da Aquileia a Rimini, dal Mar Adriatico, questo bacino forma una regione nettamente delimitata dalla natura, attraversata dal Po da ovest a est. Il confine meridionale, o appenninico, non ci interessa qui; quello settentrionale, o alpino, ci interessa ancor di più. La sua dorsale innevata presenta solo pochi passi con strade carrozzabili; anche il numero di sentieri carrozzabili, mulattiere e viottoli è limitato; lunghe e strette gole conducono ai passi sulle alte vette. Il confine tedesco delimita l'Italia settentrionale dalla foce dell'Isonzo al passo dello Stelvio; da lì a Ginevra il confine è con la Svizzera; da Ginevra alla foce del Varo è con la Francia.
Proseguendo verso ovest dall'Adriatico al passo dello Stelvio, ogni passo conduce più in profondità nel cuore del bacino del Po rispetto al precedente e quindi aggira qualsiasi posizione di un esercito italiano
o francese che si trovi più a est.
La linea di confine dell'Isonzo è immediatamente aggirata dal primo passo da Caporetto a Cividale
; il passo di Pontebba aggira la posizione sul Tagliamento, che è a sua volta aggirata da due passi sterrati provenienti dalla Carinzia e dal Cadore. Il passo del Brennero costeggia la linea del Piave tramite il passo di Podestagno da Brunico a Cortina d'Ampezzo e Belluno, la linea del Brenta tramite la Valsugana fino a Bassano, la linea dell'Adige tramite la valle dell'Adige, il Chiese tramite la Giudicaria, l'Oglio tramite strade sterrate attraverso il Tonale e infine tutto il territorio a est dell'Adda tramite il passo dello Stelvio e la Valtellina”.
A prima vista, il brano citato sembrerebbe scritto dopo la fine della prima guerra mondiale in quanto vengono lucidamente presi in considerazione sia la possibilità di un’invasione tedesca del territorio francese attraverso il Belgio, effettivamente avvenuta tra il 4 e il 24 agosto del 1914, sia la vulnerabilità dell’esercito italiano a ridosso delle località di Caporetto e di Cividale, e la storia ci dice che le battaglie di Caporetto e di Cividale, avvenute rispettivamente il 24 e il 27 ottobre del 1917, furono effettivamente disastrose per l’esercito italiano, che rischiò di perdere l’intero Veneto e, forse, parte della Lombardia.
Eppure l’autore di questa lucidissima analisi militare aveva pubblicato a Berlino il suo testo dal titolo originale Po und Rhein, dal cui secondo capitolo è stato estratto il brano sopra riportato, all’inizio di aprile del 1859, ossia oltre 55 anni prima dell’invasione del Belgio da parte dell’Impero Tedesco e oltre 58 anni prima delle disastrose sconfitte subite dal Regno d’Italia a Caporetto e Cividale. L’autore del testo e della lucidissima analisi è Federico Engels (F. Engels, Po e Reno, Edizioni Rinascita, Roma, 1951) che lo scrisse nel contesto delle tensioni internazionali che vedevano contrapposte in Europa da alcuni anni sia Francia e Prussia, che confinavano sul Reno e che si sarebbero militarmente affrontate undici anni più tardi nella guerra franco prussiana (e ciò spiega i riferimenti alla possibilità dell’attraversamento del Belgio sia da parte dei francesi sia dei tedeschi) che comunque non vide uno sconfinamento in territorio belga, sia soprattutto Francia e Austria, che si sarebbero combattute proprio sulla pianura del Po nella seconda guerra d’indipendenza italiana, che sarebbe scoppiata il 27 aprile del 1859, pochi giorni più tardi rispetto alla pubblicazione dell’opera, e che sarebbe terminata il 12 luglio di quello stesso anno. Quest’ultima guerra vide lo Stato italiano del Regno di Sardegna alleato della Francia contro lo Stato italiano del Regno Lombardo Veneto supportato dall’Impero d’Austria, dal quale di fatto dipendeva. L’ipotesi formulata da Engels era che gli eserciti italiano e francese, dopo avere conquistato il territorio dell’intero Regno Lombardo Veneto giungendo ai piedi delle Alpi friulane avessero iniziato a invadere anche il territorio dell’Impero d’Austria a est di Caporetto (località che si trovava all’epoca nel territorio dell’Impero d’Austria) e di Cividale (che si trovava all’epoca nel territorio del Regno Lombardo Veneto) per unire al Regno di Sardegna anche zone che, pur facendo parte dell’Impero d’Austria, erano di lingua italiana. Le previsioni di Engels si avverarono solo in parte su quest’ultimo punto (truppe francesi sbarcarono temporaneamente solo sulle isole di Lussino e di Cherso e la guerra del 1859 terminò con la perdita, da parte del Regno Lombardo Veneto, di parte della sola Lombardia), ma Engels metteva in guardia sul fatto che le truppe austriache avrebbero potuto facilmente penetrare nella pianura veneto-friulana dalle Alpi proprio a Caporetto e Cividale qualora i franco piemontesi fossero giunti ai piedi delle Alpi, ma non vi giunsero mai perché si fermarono sulla Lombardia orientale, e ne seguì l’armistizio.
Engels, cofondatore del socialismo scientifico insieme a Marx, pur osservando gli avvenimenti a lui contemporanei e che si sarebbero svolti durante la sua vita (la seconda guerra d’indipendenza italiana del 1859 e la guerra franco prussiana del 1870-71) mise lucidamente in risalto fatti (l’importanza geografica del Belgio e la sua debolezza militare nonché la vulnerabilità per un esercito, che operi a sud delle Alpi friulane, delle aree di Caporetto e di Cividale nei confronti di un esercito che provenga da settentrione) fu in grado di predire eventi storici che si sarebbero verificati decine di anni più tardi solo grazie alla scientificità del materialismo dialettico, esattamente come Galileo Galilei con il suo metodo sperimentale e l’uso sistematico della matematica aveva introdotto la possibilità, per la scienza fisica, di predire fenomeni fisici.
Poco più di un secolo dopo la premonitrice analisi di Engels, nel 1962, un altro gigante della scienza socialista, Mao Zedong, così si esprimeva in un momento storico nel quale sembrava, apparentemente, che il socialismo fosse in espansione in tutto il mondo:
“la società socialista abbraccia un periodo storico molto lungo, nel corso del quale esistono ancora le classi, le contraddizioni di classe e la lotta di classe, esiste la lotta tra le due vie, il socialismo e il capitalismo, ed esiste il pericolo di una restaurazione del capitalismo. Dobbiamo comprendere che questa lotta sarà lunga e complessa, aumentare la vigilanza, e svolgere un lavoro di educazione socialista. Dobbiamo comprendere e risolvere in modo giusto le contraddizioni di classe e la lotta di classe, distinguere le contraddizioni fra il nemico e noi e le contraddizioni in seno al popolo e dare ad esse una giusta soluzione. Altrimenti un paese socialista si trasformerà nel suo opposto, cambierà natura e si avrà la restaurazione. D'ora in poi, dobbiamo parlare di questo problema ogni anno, ogni mese e ogni giorno, in modo da averne una comprensione abbastanza chiara e seguire una linea marxista-leninista”
(Mao Zedong, Discorso alla riunione di lavoro del Comitato centrale del Partito comunista cinese tenuta a Beidaihe nell'agosto del 1962 e alla X Sessione plenaria dell'VIII Comitato centrale del Partito comunista cinese del settembre 1962). Mentre l’analisi scientifica di Engels si incentrava su precisi dati geografici e su rapporti di forza tra gli Stati, il compito che si prefiggeva Mao nel 1962 era ancora più complesso, in quanto incentrato su un dato sfuggente e complesso come la realtà sociale composta da centinaia di milioni di cinesi. Eppure Mao con assoluta lucidità e sicurezza prevedeva che - qualora il Partito comunista cinese non fosse rimasto saldo nei principi del materialismo storico e dialettico e fosse scivolato nella buccia di banana del revisionismo, che è un fenomeno antiscientifico che erode il pensiero marxista leninista e ne falsifica i risultati – il capitalismo sarebbe tornato a dominare la Cina senza colpo ferire e, nonostante nel mondo a quell’epoca in tanti potessero pensare che Mao esagerasse, le sue previsioni si sono avverate puntualmente già pochi anni dopo la sua morte, e la Cina del 2026 non è soltanto un Paese capitalista ma è anche diventato imperialista.
Mao si è comportato come un direttore di un moderno laboratorio che mette in guardia i suoi assistenti a mantenere il massimo rigore sul metodo sperimentale nell’elaborazione degli esperimenti: se soltanto qualcuno degli assistenti, durante gli esperimenti, si affida nel metodo o nelle conclusioni all’astrologia, all’alchimia, ai tarocchi o alla lettura della mano è un miracolo che non salti in aria l’intero laboratorio. Se si sostituisce la parola “metodo sperimentale” con “materialismo storico e dialettico” (e quest’ultimo altro non è che l’applicazione del metodo sperimentale alle società umane) si comprende perché purtroppo in Cina, e non soltanto in Cina, è tornato il capitalismo e perché Mao Zedong, per la lucidità scientifica delle sue analisi e non solo, è considerato un maestro del socialismo scientifico.
Anche il nostro Partito marxista-leninista italiano è stato in grado di formulare previsioni che poi si sono puntualmente avverate, e non certo perché il compagno Giovanni Scuderi, segretario generale, si affidi agli oroscopi o perché Monica Martenghi, direttrice dell’organo settimanale Il Bolscevico, interpreti i fondi del caffè ma perché entrambi, insieme a tutti coloro che si riconoscono nel Partito, formulano le analisi alla luce della scienza marxista leninista integrata dal pensiero di Mao.
Si legga, al fine di comprendere quanto il Partito Marxista Leninista Italiano sia stato e sia proficuo nell’assimilazione della scienza del materialismo dialettico, quanto scritto appresso a proposito della famigerata Ice, la United States Immigration and Customs Enforcement.
“Il 6 giugno, dopo l’ennesime retate degli agenti dell’Ice, la polizia federale per il controllo delle frontiere, con decine di arresti di presunti irregolari, a Los Angeles, in California, è scoppiata la rivolta dei migranti. Il giorno dopo il dittatore fascista Trump ha ordinato l’invio di duemila soldati della guardia nazionale, il principale corpo di riservisti dell’esercito statunitense, alzando il livello dello scontro il 9 giugno con il richiamo di altri duemila riservisti e ben 700 marines, il corpo di fanteria della marina, facendo capire di voler invocare l’Insurrection act, una legge del 1807 che dà al presidente americano la possibilità di ricorrere all’esercito sul territorio nazionale in circostanze straordinarie. Misure da dittatura fascista aperta quelle di Trump, che è passato sopra come un bulldozer anche al parere contrario delle autorità della California. Il governatore dello Stato, il democratico Gavin Newsom, ha chiesto invano al segretario alla difesa Pete Hegseth di richiamare i soldati. Trump, ha affermato il governatore della California, dopo averlo definito un ‘dittatore’: ‘Ha scelto l'escalation, ha scelto la forza, ha scelto la teatralità sulla sicurezza pubblica. Questi sono gli atti di un dittatore, non di un presidente’”.
Il brano è tratto dall’articolo intitolato “Trump manda l'esercito a Los Angeles per sedare la rivolta dei migranti” e pubblicato a pagina 13 de Il Bolscevico n. 25 del 26 giugno 2025. Eppure la stampa italiana, e non solo, e soprattutto quella che in Italia e nel mondo fa riferimento alla ‘sinistra’ borghese si è accorta della marmaglia poliziesca dell’Ice, i cui metodi rivelano un vero e proprio regime fascista come sottolineato dal giornale, solo a gennaio del 2026, sei mesi più tardi rispetto all’analisi del nostro giornale, quando due appartenenti a questo corpo di polizia hanno assassinato a sangue freddo a Minneapolis due cittadini statunitensi inermi.
Allo stesso modo nell’articolo intitolato “L'incontro alla Casa Bianca ha rafforzato l'asse neofascista e razzista tra Trump e Meloni”
, pubblicato nello stesso settimanale a pagina 4 del n. 17 del 1° maggio 2025, si legge, a proposito dell’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Giorgia Meloni: “inorgoglita a petto in fuori la Mussolini in gonnella Meloni può ritenersi soddisfatta dall’incontro di Washington del 18 aprile dove di fatto esce rafforzato l’asse neofascista e razzista con il presidente USA e un’alleanza tra l’imperialismo americano e quello italiano foriera di ulteriori sventure per le nostre masse popolari e lavoratrici”.
Nessuno tra i politici e i giornalisti della ‘sinistra’ borghese italiana all’epoca ha intuito il pericolo autoritario costituito da Trump e, se qualcuno lo ha fatto, ha comunque minimizzato le affinità ideologiche tra i due caporioni politici, ritenendo che un’eventuale svolta autoritaria negli Stati Uniti non fosse replicabile in Italia. Persino di fronte ai due morti ammazzati a Milano per opera di due appartenenti alle ‘forze dell’ordine’ italiane che, in due occasioni diverse, hanno mirato e sparato alla testa con lo scopo di uccidere (e lo hanno fatto lo scorso gennaio mentre anche a Minneapolis l’Ice ha sparato per ben due volte anche questa volta con l’intento di uccidere, ed effettivamente ha ucciso) la ‘sinistra’ borghese politica e giornalistica è rimasta in sordina, come sta rimanendo in sordina di fronte alla chiara intenzione del governo Meloni di fornire uno scudo penale agli appartenenti ai corpi di polizia (il che equivale, per chi non lo volesse comprendere, a licenza di uccidere) e di comprimere e limitare la libertà di manifestazione attraverso ulteriori decreti in materia di sicurezza.
Come si vede, anche in questo caso Il Bolscevico
, organo del Partito marxista-leninista italiano, aveva compreso con molti mesi di anticipo la svolta autoritaria, repressiva e assassina del regime meloniano e delle masse di manovra che ora sono a sua disposizione come in passato furono di Mussolini, e sbugiarda con la sua analitica lucidità la falsa tesi che la ‘sinistra’ borghese politica e giornalistica diffonde, ovvero che l’esperienza dell’Ice non sarebbe replicabile in Italia in quanto le ‘forze dell’ordine’ italiane sarebbero, secondo questi benpensanti, ben differenti dalla marmaglia armata statunitense.
Il Partito marxista-leninista italiano e il suo organo Il Bolscevico
, però, hanno un notevole vantaggio scientifico rispetto agli apprendisti della ‘sinistra’ borghese, perché entrambi sanno esattamente che cosa sono realmente i corpi di polizia, al di là di ogni illusione metafisica che ottenebra queste menti sinistrate: essi non sono altro che “distaccamenti speciali di uomini armati”
(come li definisce Engels nel IX capitolo de L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato
) i quali sono indispensabili e connaturati alla sovrastruttura statale borghese in quanto tale (indipendentemente dalla forma di Stato e di governo) che copre la struttura economica capitalista, che devono essere eliminati senza esitazione attraverso la Rivoluzione socialista e sostituiti, come scrive Lenin nella III Lettera da lontano
, da “una milizia realmente popolare, che sia cioè anzitutto composta da tutta la popolazione, da tutti i cittadini adulti dei due sessi, e che inoltre riunisca in sé le funzioni dell'esercito popolare e quelle della polizia, quelle dell'organo principale e fondamentale per mantenere l'ordine pubblico e amministrare lo Stato”.
L’Ice statunitense è stata istituita nel marzo 2003, essa è semplicemente uno degli strumenti repressivi che si comporta in modo più brutale quando le contraddizioni sociali e la lotta di classe aumentano e si comporta in modo meno brutale quando esse diminuiscono proprio come il mantice di una fisarmonica si allarga e si restringe per volontà del suonatore, che è lo Stato borghese. Allo stesso modo corpi di polizia antichi di secoli – che in Italia hanno attraversato il Regno di Sardegna quando era monarchia assoluta, il Regno di Sardegna quando esso divenne monarchia costituzionale, il Regno d’Italia quando fu dapprima monarchia costituzionale e poi parlamentare, il ventennale regime fascista, la Repubblica Sociale Italiana e infine la Repubblica Italiana - si comportano in modo più brutale quando le contraddizioni sociali e la lotta di classe aumentano e si comportano in modo meno brutale quando esse diminuiscono, e a seconda di chi governa essi agiscono: certamente coloro che imposero materialmente e con la violenza agli operai le norme corporative, agli ebrei le leggi razziali, ai popoli africani le normative coloniali, agli slavi l’italianizzazione forzata sono gli stessi che oggi si lamentano in quanto, a loro dire, avrebbero le mani legate e scalpitano per avere uno scudo penale. Anche in questo caso il mantice della fisarmonica si restringe o si allarga a discrezione del suonatore e in base alla sua volontà. Ma noi marxisti-leninisti dobbiamo creare le condizioni per gettare via tale degradato strumento, la cui musica stona ormai da secoli alle orecchie delle masse popolari, e impedirgli per sempre di suonare, anzi dobbiamo anche allontanare il musicista che lo suona, ossia il governo di turno, che ieri era diretto da Antonio di Rudinì, poi da Francesco Crispi, quindi da Benito Mussolini e infine da Giorgia Meloni.
Il Partito marxista-leninista italiano, quindi, deve essere attentamente ascoltato dalle masse lavoratrici in Italia, e nel resto del mondo, perché prevede gli avvenimenti futuri attraverso un’analitica lettura della realtà data dal socialismo scientifico, e ciò in piena aderenza con quanto elaborato dai fondatori di tale movimento di pensiero Marx ed Engels e dai magistrali prosecutori Lenin, Stalin e Mao che in realtà geopolitiche di dimensioni continentali lo realizzarono.
Prendano quindi i lavoratori, gli studenti, soprattutto i giovani, il loro posto nel Partito, collaborino con esso, smascherino i profeti di sventure e di sciagure politiche della ‘sinistra’ borghese, confutino le loro fuorvianti tesi e contribuiscano non soltanto a mettere a fuoco ma soprattutto a scrivere il futuro, con l’atteggiamento degli scienziati in un laboratorio che evitano ogni forma di individualismo e agiscano per il solo amore della scienza, tenendo presente che tale laboratorio è il mondo dell’uomo: chi mette a fuoco le nefandezze della struttura economica capitalista e individua la spregevole truffa nelle sue sovrastrutture istituzionali non può che dirigere tutti i propri sforzi verso la Rivoluzione socialista, che è e deve essere il fine ultimo di tutto il nostro imponente lavoro politico.
Lavoratori di tutti i Paesi, unitevi!
18 febbraio 2026