La verità fa male al governo neofascista
Gratteri: "Voteranno Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere"
La canea meloniana cerca di tappare la bocca al Procuratore di Napoli che risponde: “non mi lascio intimorire. È l’anticipazione di quello che succederà con l’alta Corte disciplinare”
Intervistato in video dal Corriere della Calabria
, quotidiano della regione nella quale è nato e dove ha esercitato una parte notevolissima delle sue funzioni di magistrato, Nicola Gratteri ha risposto in questo modo a una domanda di una giornalista che gli chiedeva quale fosse la tipologia di persone orientate a votare sì e no al referendum costituzionale: “per il No
– ha affermato Gratteri - voteranno le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.
Per questa intervista il magistrato è stato fatto oggetto, da parte di esponenti del governo e delle istituzioni dello Stato, di una feroce campagna intimidatoria e diffamatoria che ricorda quelle, provenienti dalla stessa parte politica e giornalistica, ai danni di due donne magistrato, Iolanda Apostolico e Silvia Albano.
Contro Gratteri si è mossa la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio Benito La Russa di Fratelli d'Italia, il quale ha affermato: “sono basito, offende milioni di cittadini
”.
Anche la terza carica dello Stato, il presidente della Camera Lorenzo Fontana della Lega, ha voluto dire la sua: “sono stupito e dispiaciuto, il dibattito resti sobrio”
, e l'invito alla sobrietà sembra essere un riferimento non tanto al dibattito referendario, ma alla persona stessa del procuratore Gratteri, invitato in modo elegante a non bere prima delle interviste.
Anche il capogruppo dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, si è scagliato contro Gratteri affermando che quest'ultimo “considera delinquente chi non la pensa come lui”.
Il presidente di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dal canto suo ha affermato: “non sono massone, non sono imputato e voterò convintamente Sì”.
Il segretario della Lega nonché ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ha addirittura scritto sul social network X “io lo denuncio. E voterò Sì”
mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha messo in dubbio l'equilibrio mentale del magistrato calabrese: “sono sconcertato
– ha affermato Nordio - mi domando se l’esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”.
Calenda, Lupi, Sisto, Occhiuto, Malan e numerosi altri parlamentari di destra e anche di centro hanno attaccato Gratteri per le sue parole, e gli attacchi non si sono limitati alle invettive o alle minacce.
Infatti Enrico Aimi, consigliere laico di Forza Italia al Consiglio superiore della magistratura, è passato dalle parole ai fatti diffondendo una nota nella quale ha fatto sapere di preparare una formale accusa in quella sede contro Nicola Gratteri: “in relazione alle dichiarazioni rese dal procuratore Gratteri, sul referendum sulla riforma della magistratura, si informa che sarà proposta l’apertura di una pratica presso il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura. L’iniziativa è finalizzata a verificare se le affermazioni rese pubbliche – per il loro contenuto e per il contesto in cui sono state pronunciate – possano rilevare nel procedimento di valutazione di professionalità del magistrato, con particolare riferimento al requisito dell’equilibrio, essenziale nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e nella tutela del prestigio dell’ordine giudiziario. Contestualmente, sarà interessato il procuratore generale presso la Corte di Cassazione per valutare l’eventuale sussistenza di profili disciplinari”.
La virulenza dell'attacco contro Gratteri fa chiaramente comprendere quanto sia indispensabile impedire che il governo assoggetti la magistratura, perché se esponenti della maggioranza parlamentare e del governo si permettono oggi tali toni contro un magistrato in carica che ha comunque espresso un'opinione in qualità di cittadino, è difficile immaginare cosa accadrà ai magistrati per mano del potere politico se passerà la controriforma. Tutto ciò non può non suscitare allarme, ed è un motivo in più per votare, come consiglia anche Gratteri, un chiaro NO.
Successivamente lo stesso Nicola Gratteri ha affermato in un'intervista al Corriere della Sera
a proposito delle reazioni alle sue parole e alle intimidazioni subite: “non mi stupisco. È l’anticipazione di quello che succederà con l’alta corte disciplinare. È tutto per intimorire. Non mi stupisco. Ma ovviamente non mi lascio intimorire”.
Successivamente il magistrato chiarisce l'esatto significato delle parole da lui pronunciate durante l'intervista al quotidiano calabrese: “pentito di che? Io ho detto
– ha affermato Gratteri - che la mafia, i centri di potere e la massoneria deviata votano Sì. Non ho detto che chi vota Sì fa parte della ‘ndrangheta di un centro di potere, della massoneria deviata”.
Le precisazioni di Nicola Gratteri sono inequivocabili, come altrettanto inequivocabili sono le infamanti e inaudite parole sparate dal Guardasigilli meloniano Nordio contro la magistratura quando ha accusato come “para-mafioso il sistema del Csm”.
18 febbraio 2026