Intervento del Presidente dell’Associazione Culturale “Iskra”
L’omaggio a Lenin, la sua targa e le bandiere del PMLI non sono graditi dalla Gioventù fascista di Ischia
di Luigi Villani*
C’era da aspettarselo. I giovani fascisti isolani (ma chi sono? C’è un responsabile, un segretario?) dopo un anno dall’apposizione della targa di Lenin a Villa Arbusto, si son fatti sentire perché non hanno gradito le bandiere del PMLI alla cerimonia tenuta in occasione dei 102 anni dalla morte di Lenin. Ma nel Giardino di Anna, dove si nota il volto di Lenin realizzato da Paolo May, non erano presenti solo le Cellule di Ischia e di Napoli del PMLI. C’erano il Centro Studi dell’isola d’Ischia, il Co.Ri.Verde, la Pro Loco di Ischia, il Germoglio, l’associazione Iskra, i VAS, lo spazio sociale La Stanza, l’associazione 20 Luglio, l’associazione Parco Culturale Ischia. Tutti comunisti? O erano presenti, come ha sottolineato la Presidente del Parco Culturale Caterina Mazzella, per partecipare ad un evento essenzialmente culturale?
I giovani fascisti dell’isola sono intervenuti sulle colonne de Il Dispari , per dimostrare che loro e solo loro, conoscono la storia, quella “vera”, del truce Lenin responsabile di violenze, di repressione e cose del genere.
Vogliamo spiegare a questi giovanotti che Lenin è stato un rivoluzionario ed un intellettuale, ovviamente non da tastiera o da divano. Per chi volesse ignorarlo, ricordiamo che Lenin è stato il padre della Rivoluzione d’Ottobre (che non fu, come disse Mao, un pranzo di gala) ed è stato il fondatore dell’URSS che cambiò il mondo, che spazzò via lo stato feudale, il colonialismo. Cose da poco?
A Lenin si deve la Costituzione che sanciva il nuovo ordinamento politico del Paese. Sono gli anni del supporto allo sviluppo delle coscienze nazionali nelle diverse repubbliche, gli anni dell’alfabetizzazione di massa; della riforma della lingua russa e del suo alfabeto e dell’adozione del calendario gregoriano. Sono gli anni dell’abolizione del comunismo di guerra, della NEP, la nuova politica economica, introdotta con lo scopo di promuovere il rinvigorimento dell’economia, consentendo, seppur in maniera contenuta, il libero commercio. Facciamo un esempio: se durante gli anni della guerra civile e del comunismo di guerra ai contadini venivano requisiti i loro raccolti per redistribuirli e garantire un minimo sostentamento a tutti, nel periodo della NEP furono aboliti i sequestri. Ai contadini era richiesto il pagamento di una semplice tassa in denaro, mentre era consentito loro di commerciare le proprie eccedenze di raccolto, cosa che risultò un incentivo a produrre di più.
I risultati della nuova politica economica permisero al giovane Stato, reduce da una guerra mondiale e da un conflitto intestino di feroce crudeltà, di riprendersi.
Con Lenin si fissano le basi, confermate poi dal suo successore Stalin, che assicurano un alto livello di emancipazione delle donne, una conquista che le donne in Italia cominciano ad intravvedere solo con la rivolta del ’68.
Gli anni del risanamento economico della giovane Unione Sovietica coincisero con l’aggravarsi delle condizioni di salute di Lenin, che, colpito da un infarto, morì nel 1924.
Sappiamo bene che anche i giovani fascisti di Ischia conoscono Lenin ma devono ignorare la sua opera gigantesca, non possono dirlo anche a costo di non essere intellettualmente onesti. E poi sono attratti dall’ansia di farsi notare in un momento particolare, quello che vede Lacco Ameno impegnato in una competizione elettorale. Un’occasione ghiotta per scagliarsi contro il sindaco Giacomo Pascale chiamato a “confessare il peccato”. Cioè quello di aver aperto le porte di un luogo pubblico ai marxisti-leninisti e a Lenin. Vogliono ignorare, ma è comprensibile ovviamente, la lungimiranza della giunta Pascale che ha anteposto un evento storico, come la presenza di Lenin ad Ischia (anche se per pochi giorni) e senza Rolex, per coglierne la valenza turistica e culturale. Ed ha dimostrato una sensibilità che forse non hanno altri amministratori che ignorano, per sciatteria amministrativa e non solo, la presenza sull’isola di altri personaggi cui non hanno dedicato né una targa, né l’intitolazione di una strada o di altri spazi. Occasioni che offrirebbero ai turisti ma soprattutto ai residenti, la possibilità di sapere chi e perché tanti personaggi sono stati sull’isola. È ben poco edificante ricordare Mussolini che ha sorvolato Ischia per chiedere l’apposizione di una targa in memoria di questo episodio. In primis perché sarebbe una motivazione ridicola ma soprattutto perché parliamo di un personaggio che ha distrutto un Paese, che ha preferito diventare compare di un feroce nazista, che ha lasciato gesta ignobili. Ma non sarebbe invece cattiva l’idea di apporre una targa a Forio, per ricordare i giorni trascorsi nel Palazzo Covatta da Rachele Mussolini che, pur non avendo compiuto nulla di particolare, ha comunque avuto un ruolo particolare e che andrebbe a suscitare la curiosità del visitatore. Ma non mancano altri esempi: la presenza di Pasolini sull’isola, documentata da una serie di suoi reportages sulla stampa; o la presenza dell’anarchico Gino Lucietti (che desiderava di uccidere Mussolini) ucciso alla Pagoda insieme all’ischitano Franco Buono. Ed altri ancora, necessari a documentare la presenza di personaggi indipendentemente dalle loro idee. A tal proposito cogliamo l’occasione per proporre una commissione intercomunale per programmare un lavoro attento e utile.
Ricordiamo ai giovani fascisti di Ischia, scandalizzati dall’omaggio a Lenin, che a Capri, a Cavriago dove sono stati eretti monumenti a Lenin, ci sono forse giunte leniniste? Eppure il turista va a visitare l’opera di Manzù ed ovviamente rende omaggio a Lenin. È la stessa “colpa” commessa da Giacomo Pascale? A questo punto è evidente che proprio chi accusa il sindaco di Lacco Ameno di fiancheggiare i marxisti-leninisti fa della propaganda tipica di giovani che si surriscaldano inutilmente ma che non intervengono invece, su problematiche che sarebbero di maggiore e concreto interesse per le masse di Lacco Ameno e non solo.
Presidente dell’Associazione Culturale “Iskra”

18 febbraio 2026