Il bonus bollette elettriche è una vera e propria truffa
Un contributo massimo di 115 euro al posto di 200 e a un numero più ristretto di famiglie
Il governo vuole sospendere le limitazioni sulle emissioni di CO2

Dopo 9 mesi di gestazione il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato il nuovo decreto bollette, presentato in pompa magna come un provvedimento in grado di ridurre il peso del caro energia su famiglie e imprese. Ma se Confindustria e Confcommercio lo giudicano positivo (come al solito però volevano ottenere di più), per quanto riguarda i gruppi familiari più in difficoltà, si è trattato dell'ennesimo inganno. Un vero è proprio “gioco delle tre carte”, dove si toglie da una parte per mettere dall'altra e che si traduce, per la maggioranza delle persone, addirittura in una diminuzione dei contributi.
Prima di parlare di cifre però bisogna fare un po' di chiarezza, perché la propaganda del governo neofascista della Meloni, come abbiamo imparato in questi anni, fa largo uso di mistificazioni, bluff e vere e proprie fake news . Il presupposto è che nel 2026 non è stata rinnovata l'estensione fino a 25mila euro di Isee del bonus bollette extra, ossia quella misura una tantum, del valore di 200 euro, introdotta dopo l'inizio della crisi energetica causata dalle speculazioni post covid e dall'invasione russa dell'Ucraina. Una misura straordinaria, ma che non aveva ragione di essere annullata, visto che i prezzi dell'energia continuano a crescere di mese in mese.
Fatto chiarezza su questo rimane il bonus sociale bollette, una misura strutturale, che varia dai 146 ai 204 euro annui, in base al numero dei componenti familiari, ed è calcolato dall'Arera (Agenzia di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente). Ma il requisito per ottenerla è avere un Isee sotto i 9796 euro (prima erano 9530). Questa platea, tra l'altro molto ristretta, perderà la portata degli sgravi, perché i 115 euro di bonus contenuto nel decreto si aggiungeranno al bonus sociale ma andranno a sostituire quello extra da 200. In soldoni la fascia meno abbiente dei consumatori pagherà 85 euro in più la bolletta elettrica.
Inoltre i requisiti per ottenere questo bonus si fanno molto più restrittivi. Se nel 2025 i 200 euro erano estesi fino a 25mila euro, adesso per ottenerne 115 viene posto lo stesso limite di 9796 euro del bonus sociale, oppure avere un Isee entro i 20mila euro ma con almeno 4 figli, mentre tra i 20 e 25 mila sarà a discrezione del fornitore. In sostanza questa platea di famiglie, molto ampia, in gran parte non avrà più diritto né ai vecchi 200 euro extra, ne ai nuovi 115. Insomma, una vera e propria presa in giro, perché i media in mano al governo, Rai in primis, spacciano misure per un valore di 315 euro, quando in realtà 150/200 euro sono già stabiliti con vecchie regole dall'Arera, i 115 euro (al posto di 200) toccheranno solo a chi non ha nemmeno i soldi per piangere, mentre la maggioranza delle famiglie subirà un aggravio della bolletta elettrica.
I vantaggi andranno come sempre alle imprese, specie a quelle energivore, cioè ad alto consumo, che avranno dei rimborsi sulle bollette pari a un milione di euro nel triennio 2026-2028. La copertura economica arriverà da un incremento del 2% dell'Irap (l'imposta regionale sulle attività produttive) sulle società attive nella produzione, distribuzione e vendita di energia. Un aumento delle tasse compensato dai lauti profitti accumulati negli ultimi anni dalle aziende del settore. Ma c'è di più. Il Governo intende compensare l'aumento, benché indolore, dell'Irap, attraverso “la riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite il rimborso del valore […] del costo del gas per la produzione di energia elettrica, nel limite della quotazione dei diritti riconosciuti per l’Ets”. L’intervento, però, dovrà ricevere l’approvazione della Commissione europea.
L'EU Ets (European Union Emissions Trading System) prevede la compravendita della CO2. Chi vuol continuare a produrla deve compare delle quote dalle aziende “virtuose” per non incorrere in sanzioni. È nato con lo scopo di rendere sconveniente l’utilizzo di combustibili fossili e favorire la diffusione di fonti e tecnologie rinnovabili. Intervistato dal Sole 24 Ore , il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin, ha spiegato che il meccanismo Ets “danneggia in particolare l’Italia rispetto ad altri paesi dell’Unione per via del mix energetico che ci contraddistingue, fondato sul gas”, perciò intende sospendere l'Ets. In perfetto stile Trump, il governo di Mussolini in gonnella dà la colpa del caro energia alle norme restrittive a salvaguardia dell'ambiente, e non al ritardo dell'Italia nell'affrontare la decarbonizzazione.
Infine, a proposito di propaganda, il ministro dei trasporti Salvini non ha voluto lasciare campo libero alla Meloni e ai suoi camerati, ma ha cercato di ritagliare un po' di visibilità per sé stesso e il suo partito. Il caporione della Lega ha colto l'occasione del Cdm che ha approvato il decreto, per tornare a chiedere un “sacrificio” alle banche per aiutare famiglie e imprese a pagare le tariffe di luce e gas. La solita farsa, per una proposta che sa benissimo non andrà in porto per l'opposizione della sua stessa maggioranza. Così, però, il leader leghista si spaccia per colui che si batte per il popolo, chiedendo agli istituti che registrano fatturati da record di pagare più tasse e aiutare i cittadini.
 
25 febbraio 2026