Mobilitazione contro la provocatoria manifestazione nazionale del “Comitato Remigrazione e Riconquista”
Il 7 marzo tutti in Piazza Duomo a Prato
Panzarella in assemblea: buttiamo giù il governo neofascista Meloni per difendere la memoria antifascista e impedire le deportazioni di migranti
Dal corrispondente della Cellula “G. Stalin” di Prato
A Prato, Firenze, Pistoia e nel resto della Toscana cresce la mobilitazione antifascista di protesta contro la manifestazione nazionale indetta dai neofascisti del “Comitato Remigrazione e Riconquista” per sabato 7 marzo a Prato.
La Cellula “G. Stalin” di Prato del PMLI si è già mobilitata per dare il proprio contributo e il proprio appoggio al corteo di protesta promosso dal sindacato di base Sudd Cobas Prato-Firenze e dal Comitato 25 Aprile dal titolo “La Prato 'libera, operaia e antifascista' si mobilita contro il corteo sulla 'remigrazione' del 7 marzo” che partirà alle 15,30 da Piazza Duomo con destinazione da definire.
Il 28 febbraio presso il Circolo Arci “E. Curiel” si è svolta una partecipata assemblea cittadina a cui hanno preso parte circa 300 antifascisti, operai (tra cui il Collettivo ex GKN), studenti, lavoratori immigrati, insegnanti, attivisti di associazioni e militanti di partito che ha deciso di organizzare una grande contromanifestazione per rispondere all'ennesima provocazione dei neofascisti che hanno annunciato di voler marciare sulla nostra città, Medaglia d'argento per la Resistenza e vittima, proprio il 7 marzo 1944, della feroce repressione nazifascista con l'arresto e la deportazione nei campi di sterminio tedeschi di 133 operai che partecipavano allo sciopero generale.
All'assemblea è intervenuto anche il compagno Franco Panzarella che fra l'altro ha ribadito che “Il PMLI condivide in pieno l'appello all’unità antifascista lanciato dalle compagne e dai compagni del Sudd Cobas Prato-Firenze e dal Comitato 25 Aprile, di cui peraltro facciamo parte.
Come il 23 marzo del 2019 (contro la provocatoria e oltraggiosa celebrazione del centenario della fondazione dei fasci di combattimento di Mussolini) e il 28 giugno 2025 (contro la presentazione del libercolo di Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del duce, dal titolo: "Mussolini e il fascismo, l’altra storia" organizzata nel covo neofascista dell'associazione “Etruria 14”) noi saremo in piazza il 7 marzo per rispondere all'ennesima provocazione dei fascisti del “Comitato Remigrazione e Riconquista” che proprio in questa data storica per la città di Prato, vittima della deportazione dei 133 operai arrestati dai nazi-fasciti durante gli scioperi del marzo 1944 e Medaglia d’argento per la Resistenza, hanno annunciato di voler tenere nella nostra città una manifestazione nazionale.
Crediamo - ha proseguito Panzarella - sia importante scendere in piazza non solo per difendere la memoria storica antifascista, non solo per lottare contro la deportazione di migranti proposta da Casapound e Futuro Nazionale, ma, come antifascisti conseguenti, abbiamo anche il dovere di lottare contro il governo neofascista Meloni che li sostiene, li sponsorizza e garantisce loro impunità e agibilità sociale e politica.
Crediamo altresì che le destre non si battono con le urne e la piena attuazione della Costituzione borghese del 1948 che peraltro è stata già ampiamente tradita e controriformata in senso neofascista e comunque non è servita a impedire il ritorno dei fascisti al potere.
Il governo Meloni e i neofascisti, che nel 2022 hanno compiuto una nuova marcia elettorale su Roma e al posto dei carri armati e dell’olio di ricino usano nuovi metodi per opprimere i lavoratori le masse popolari e il dissenso a cominciare dai fascistissimi decreti sicurezza, si possono battere solo nelle piazze con la lotta di classe.
E a proposito di lotta di classe chiudo il mio intervento con una riflessione. Alcuni compagni che mi hanno preceduto hanno proposto di lottare anche per 'dare una prospettiva al movimento e di lottare per costruire dal basso, attraverso l’autorganizzazione, un futuro migliore'.
La mia domanda è: ma questo futuro migliore lo si vuole costruire dentro o fuori dal capitalismo, con la classe dominante borghese al potere o con la classe operaia?
Un futuro migliore lo vogliamo tutti ma noi crediamo che ciò sia possibile solo se si instaura una nuova società che per noi è il socialismo e ciò può avvenire solo abbattendo il capitalismo, spazzando via con la rivoluzione proletaria la classe dominante borghese al potere e se tutto il potere politico passa nelle mani del proletariato”.
4 marzo 2026