Dopo l’attacco USA-nazisionista
Manifestazione davanti al Consolato USA di Milano contro l’aggressione imperialista all'Iran
Il PMLI con bandiera, cartello e volantini di condanna dell’attacco. Dalla piazza si leva l’appello a fermare l’escalation bellica e a difendere l’autodeterminazione dei popoli del Medio Oriente

Redazione di Milano
Il 3 marzo si è svolto a Milano un presidio in piazza Stati Uniti d’America, davanti al Consolato statunitense, per protestare contro la proditoria aggressione militare lanciata il 28 febbraio dall’imperialismo USA e dalla criminale entità statale e militare sionista e genocida d’Israele, per volere dei criminali di guerra Trump e Netanyahu, contro l’Iran, episodio che ha fatto precipitare tutto il Medioriente in un una nuova spirale di guerra.
L’iniziativa, organizzata da CGIL, ANPI e ARCI, ha denunciato con forza l’attacco lanciato da Washington e Tel Aviv contro uno Stato sovrano, un’azione che rappresenta l’ennesima dimostrazione della politica aggressiva e guerrafondaia dell’imperialismo statunitense e del suo principale alleato nella regione. I manifestanti hanno indicato negli Stati Uniti il principale responsabile delle tensioni internazionali e delle guerre che devastano il Medio Oriente, portando morte, distruzione e instabilità ai popoli della regione. Tra i partiti politici ci sono quelli con bandiera rossa e falce-martello come PMLI, PRC, PaP, RdC e CARC; presenti le organizzazioni studentesche OSA e Cambiare Rotta.
Sono stati esposti cartelli e striscioni: “No alla guerra all’Iran. Fermare gli aggressori USA e nazisionisti. L’Italia prenda le distanze e faccia pressione perché cessino subito la guerra” si leggeva nella riproduzione del manifesto realizzato dal Comitato lombardo del PMLI - nel quale è rappresentato il boia fascioimperialista Trump che fa il saluto fascista mentre poggia l’altra mano sulla spalla del suo compare criminale di guerra e nuovo Hitler nazisionista Netanyahu - portato su un cartello e nei “corpetti” dai compagni della Cellula “Mao” di Milano del PMLI, assieme alla bandiera del Partito.
I nostri compagni hanno anche diffuso centinaia di copie di un volantino che riportava il comunicato nazionale “ll PMLI condanna l'aggressione Usa-Israele all'Iran”. Il volantino del Partito, andato letteralmente a ruba, è stato subito letto da molti manifestanti.
Conversando con alcuni partecipanti al presidio, i nostri compagni hanno sottolineato che nessuno Stato imperialista può arrogarsi il diritto di stabilire quali Paesi possano o meno dotarsi dell’arma atomica: se essa è nelle mani degli Stati Uniti e di Israele, non spetta certo a loro impedirla ad altri Paesi, né usare come pretesto la lotta del popolo iraniano contro il regime per aggredire militarmente il Paese e tentare di imporre un governo fantoccio. I compagni hanno anche incontrato uno studente cinese a Parigi in visita a Milano che si è dichiarato maoista e quindi felice di incontrare i sostenitori di Mao in Italia. Con lui si sono condivise le stesse vedute ideologiche in merito ai cinque Maestri del proletariato e le stesse vedute politiche in merito all’attualità cinese e internazionale; al termine dell’incontro gli è stato inoltre consegnato un volantino con i recapiti elettronici e il sito nazionale del PMLI.
Durante il presidio si sono registrati anche momenti di tensione verbale con alcuni provocatori iraniani fautori della restaurazione del regime dello Scià fantoccio degli USA, che hanno contestato le posizioni dei manifestanti, specialmente quelle di altri iraniani con la bandiera della Repubblica Islamica dell’Iran. Tra le due parti sono volati insulti e accuse reciproche mentre gli organizzatori ribadivano che l’iniziativa era rivolta contro la guerra e non costituiva un sostegno al governo iraniano ed alla sua sanguinaria politica interna repressiva contro le proteste dei giovani e delle masse popolari.
Ci sono stati anche contrasti tra manifestanti, sia iraniani che italiani, che da una parte sostengono l’attuale regime teocratico e dall’altra lo respingono assieme all’aggressione imperialista in corso e alla prospettiva di una restaurazione di un fantoccio sul “Trono del Pavone”. Tra questi ultimi i sostenitori del movimento “Donna, Vita e Libertà” con tale scritta su uno striscione assieme alle foto sia delle vittime della repressione governativa iraniana sia dei bombardamenti israelo-americani e con cartelli con su scritto “Né con lo Scià, né coi Mullah”. Intervenendo al microfono, studenti e studentesse iraniane hanno voluto chiarire la loro posizione: pur denunciando con forza il carattere repressivo del regime della Repubblica islamica, hanno espresso una netta opposizione all’aggressione militare contro il loro Paese, ribadendo che “la libertà non arriva con i missili” sottolineando che l’intervento armato ordito dai boia di Washington e Tel Aviv non può portare emancipazione al popolo iraniano.
Dalla piazza milanese è quindi partito un chiaro messaggio di solidarietà ai popoli vittime delle aggressioni imperialiste e di condanna della politica bellicista degli Stati Uniti e dei loro alleati. Una mobilitazione che richiama la necessità di rafforzare la lotta contro l’imperialismo, contro il sionismo e contro ogni politica di guerra di aggressione, per difendere la pace e l’autodeterminazione dei popoli.

11 marzo 2026