Due studenti commentano il discorso di Scuderi "Mao e le due culture"
I Comitati provinciali di Firenze e di Napoli del PMLI hanno chiesto rispettivamente al compagno Grego, studente medio di Firenze, e al compagno Marty, studente universitario di Napoli, un commento sul discorso del Segretario generale e Maestro del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, dal titolo "Mao e le due culture" pronunciato a nome del CC del PMLI il 16 settembre 2001 a Firenze.
Ecco i testi integrali dei due commenti.
"Il discorso di Scuderi è una bussola che ci permette di non perderci nella strada verso l'Italia unita, rossa e socialista"
Il discorso del nostro Segretario generale per il venticinquesimo Anniversario della scomparsa del Maestro Mao Zedong rimane ancora oggi una bussola che ci permette di non perderci nella strada verso l’Italia rossa, unita e socialista. L’analisi sulla “guerra culturale” ha centrato il punto, e ha anticipato dinamiche attuali di cui tutti noi abbiamo esperienza.
La seconda repubblica ha seguito sempre di più la strada intrapresa dal neoduce Berlusconi e suggerita prima da Gelli, fino ad arrivare all’attuale governo Meloni che al momento sta provando a tornare a una giustizia mussoliniana. Sempre di più la borghesia ignora la cultura proletaria e fa finta che esista solo quella borghese, seguendo il dogma della “Iron Lady” Margaret Thatcher “there is no alternative” che viene imposto come verità assoluta.
Nonostante ciò la cultura proletaria sta riemergendo con una forza che spaventa le classi sfruttatrici attraverso i movimenti antimperialisti contemporanei. Nonostante la continua repressione, la coscienza delle masse sta rompendo l’assedio della propaganda borghese. Questo è dimostrato dal totale crollo del consenso verso il nazisionista Netanyahu e l’etnostato colonialista di Israele, persino nel popolo amico americano che più di tutti è stato vittima di propaganda sionista. La narrazione dei governi liberali è andata in frantumi davanti alla realtà dei fatti, questo dimostra che la verità scientifica descritta nel discorso può davvero smascherare la cultura borghese per quello che è.
Anche l’invito di Scuderi agli intellettuali è più urgente che mai, la necessità di intellettuali esperti e rossi allo stesso momento diviene sempre più grande, in quanto gli intellettuali esperti, ma bianchi del nemico stanno lavorando più duramente del solito per poter arrestare e contenere queste vittorie proletarie.
Come sottolinea il compagno Scuderi, lottare sul fronte della penna è una condizione necessaria per poter lottare, un giorno, sul fronte della spada. Oggi la borghesia esercita un dominio totale attraverso il controllo dell'istruzione e, in misura crescente, dei social media. Questi ultimi stanno diventando un vero e proprio campo di battaglia tra imperialismo americano e socialimperialismo cinese, come dimostra il caso di TikTok. Costruire un esercito della cultura proletario è dunque un compito prioritario: senza abbattere l'egemonia ideologica borghese, non potremo mai mobilitare le masse sul fronte dello scontro fisico.
Proprio per perseguire questo obiettivo vitale è nata l'Organizzazione studentesca di Firenze del PMLI. La nostra missione è radicare la visione proletaria tra le masse studentesche per dare vita a questo esercito rivoluzionario. Lo strumento più affilato per cancellare i danni dell'indottrinamento borghese è lo studio delle cinque opere fondamentali marxiste-leniniste ("Manifesto del Partito comunista" di Marx e Engels, "Stato e rivoluzione" di Lenin, "Principi del leninismo" e "Questioni del leninismo" di Stalin, "Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo" di Mao), essenziali per trasformare il mondo e se stessi.
Nel mio caso, è stata proprio questa lettura a farmi diventare un marxista-leninista. A livello personale, per continuare a elevare la mia preparazione rivoluzionaria, dedico il mio tempo allo studio sistematico del marxismo-leninismo-pensiero di Mao, convinto che solo un intellettuale rosso ed esperto possa servire realmente il Partito. Studiare è combattere: creiamo un esercito della cultura proletaria rivoluzionaria che possa sconfiggere l’esercito della cultura borghese!
Gloria eterna a Mao!
Viva la cultura del proletariato!
Abbasso la cultura della borghesia!
Viva il marxismo-leninismo-pensiero di Mao!
Guerra totale al governo di Mussolini in gonnella!
Per l'Italia unita, rossa e socialista!
Coi Maestri vinceremo!
Gregorio, studente medio di Firenze
“Il discorso di Scuderi è di vitale importanza”
Una lettura attenta del discorso del compagno Segretario generale e Maestro del PMLI Giovanni Scuderi, Mao e le due culture, ci permette di distinguere quali sono i giusti elementi per poter radicarsi tra le masse e dare al PMLI un corpo da Gigante Rosso. Mettendo da parte gli elementi specifici che si riferiscono esclusivamente al tempo in cui tale discorso fu pronunciato, il contenuto resta comunque attuale e di vitale importanza.
La questione delle due culture e di quale cultura seguire per poter essere dei rossi esperti è la stella polare di ogni autentico marxista-leninista. Nessuno di noi nasce marxista-leninista, per diventarlo dobbiamo aderire ad una cultura e ad una concezione del mondo autenticamente proletaria e materialista. Ogni classe sociale ha la sua visione del mondo e, nel capitalismo, non possono che esservi due visioni del mondo e quindi due culture contrapposte, separate e in continua lotta tra loro, essendo le due classi sociali la borghesia e il proletariato.
Se la borghesia aderisce a una concezione idealistica, metafisica, astratta, individualista e sofista, che si fa scudo di termini istituzionali come meritocrazia, privatizzazione, premierato, separazione delle carriere, concertazione, premio di maggioranza, pacchetti sicurezza, oltre che di concetti filosofici come la “neutralità” delle scienze e una concezione delle arti e della musica come enti autoreferenziali, per giustificare il suo predominio sulla società, le contraddizioni tra le classi sociali e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ne consegue che il proletariato e la sua avanguardia consapevole, che ne costituisce la punta di diamante e la componente più combattiva e avanzata, debba aderire a una concezione del mondo che ne è l’esatto opposto, ovverosia una cultura materialista e dialettica che comprenda e descriva la realtà in termini di contraddizioni tra le classi sociali, da risolvere con il potere politico nelle mani del proletariato e il passaggio da un sistema di produzione capitalista a uno socialista, con la proprietà dei mezzi di produzione e di ricchezza anch’essa riferita al proletariato e alla sua avanguardia politica.
Per poter giungere a ciò, bisogna radicarsi tra le masse, educarle al
la lotta di classe, favorirne una piena maturazione politica e culturale affinché anche loro possano pienamente formare la propria cultura. Ne consegue che, per quanto in questa singola battaglia siano gli intellettuali ad essere in “prima linea”, essa è tutt’altro che una questione libresca e di competenza esclusiva degli “specialisti”, ma riguarda tutti i marxisti-leninisti e i loro alleati progressisti per quanto concerne il fronte unito per le rivendicazioni immediate e a breve termine. Se non vi fosse questa battaglia, saremmo come altri partiti e forze della “sinistra” borghese, inclusi quei movimenti, partiti e altre realtà della cosiddetta “sinistra radicale” che, a dispetto della buona fede dei militanti di base, si trovano ingabbiati in concezioni del mondo inevitabilmente borghesi ed idealiste che non fanno altro che ridurre l’efficacia delle lotte di piazza e convogliarle ancora una volta nel parlamentarismo, nel riformismo e nel codismo borghese.
Nel nostro Paese, sebbene questa lotta sia iniziata relativamente “tardi”, è fondamentale che sia perseguita e applicata allo scopo di superare definitivamente i “retaggi” borghesi presenti in buona parte delle forze autenticamente progressiste e antifasciste del nostro Paese. Uno su tutti il peso che in tantissimi partiti e movimenti antifascisti ha la Costituzione borghese del ’48, una costituzione anticomunista e capitalista che, per altro, è carta straccia dalla fondazione della seconda repubblica neofascista che, con tutte le sue controriforme, l’ha nei fatti abrogata ed eliminata. Pur riconoscendo, dialetticamente, la validità e l’utilità di singoli articoli, come quelli sulla libertà di stampa, di sciopero e di associazione, o ancora la disposizione finale e transitoria che vieta la ricostituzione in ogni sua forma del disciolto partito fascista, ciò non deve portarci a capitolare sul terreno della borghesia o a sostenere come un santino la sua concezione del diritto e della società; il ruolo degli intellettuali marxisti-leninisti è, considerato tutto ciò, quello di de-codificare le sovrastrutture metafisiche utilizzate dalla borghesia per mascherare le sue vere intenzioni reazionarie e classiste e per giustificare il proprio dominio sulla società tramite il sistema economico e politico del capitalismo e del regime neofascista attualmente al potere in Italia, di modo da facilitare una presa di coscienza da parte del proletariato e permettergli di assurgere al suo ruolo di classe sociale progressista destinata a cambiare il mondo abbattendo il capitalismo ed edificando al suo posto il socialismo.
Per far sì che questa lotta possa giungere a risultati concreti, abbiamo il dovere politico di confrontarci dialetticamente con i singoli militanti di base di tutte le altre forze progressiste e antifasciste del nostro Paese, come dobbiamo fare per quanto concerne il sostegno al No al referendum sulla controriforma neofascista e piduista sulla giustizia o la lotta di piazza per far cadere il governo di Meloni, Mussolini in gonnella. I tempi attuali ce lo impongono, specie a seguito della recente aggressione provocatoria e imperialista di stampo hitleriano attuata dal dittatore fascio-imperialista Trump e dal criminale di guerra e nuovo Hitler Netanyahu ai danni dell’Iran e il conseguente assassinio barbaro, illegale e illegittimo di Ali Khamenei, un’aggressione criminale che rischia di spingerci nel baratro della terza guerra mondiale imperialista.
Marti, studente universitario di Napoli
18 marzo 2026