A Cesena e in tutta Italia
Mobilitazione contro la cacciata di 37 Ong dalla Palestina
Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Il 26 febbraio si è svolta una mobilitazione davanti alle strutture sanitarie di tutta Italia a sostegno di una petizione nazionale contro la violazione del diritto internazionale umanitario a Gaza promosse dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza “per chiedere il rispetto del diritto internazionale, rifiutare ogni forma di 'schedatura' del personale umanitario e contrastare la ‘targettizzazione’ dei sanitari dopo la decisione che, dal 28 febbraio, obbligherà 37 organizzazioni non governative, tra cui Medici Senza Frontiere e Oxfam, a lasciare Gaza e la Cisgiordania per aver rifiutato di consegnare i nominativi del personale palestinese”, una richiesta giudicata inaccettabile “perché questo sarebbe per loro una condanna a morte”. Tra i promotori della petizione, intitolata “No liste, no bersagli. Stiamo con le Ong, stiamo con Gaza”, figurano numerose associazioni per la pace e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, che ha ribadito come “la tutela del personale sanitario sia un principio deontologico e giuridico sancito dalle Convenzioni di Ginevra”.
Tra le tante iniziative anche quella svoltasi davanti all’ospedale Bufalini di Cesena per ribadire che “cura e solidarietà non sono reati” e che la compilazione di “liste” di persone, che rischiano di diventare “bersagli”, è inaccettabile.
La petizione denuncia come “anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, Israele non ha rispettato gli accordi sull’ingresso degli aiuti. Solo il 38% dei camion concordati sono effettivamente autorizzati a raggiungere le proprie destinazioni. A Gaza si è assistito al più grave crollo dell’aspettativa di vita mai registrato, passando da 75,5 a soli 40,5 anni da ottobre 2023 a settembre 2024. Con i civili che rappresentano oltre l’80% delle vittime e circa 20mila bambini uccisi, a Gaza si registrano le più alte percentuali di uccisioni di civili e di bambini mai documentati in un singolo contesto di violenza organizzata contro una popolazione”.
Dal 7 ottobre 2023 a causa del criminale genocidio perpetrato dal governo nazi-sionista di Israele sono stati uccisi 1.700 operatori sanitari, colpiti tutti e 36 gli ospedali, incarcerati oltre 430 sanitari mentre più di 1.000 hanno dovuto lasciare Gaza. La richiesta è quindi che “Israele rispetti il diritto internazionale e garantisca il proseguimento delle attività delle ong sul territorio” e “garantisca l’ingresso degli aiuti umanitari”.
L’iniziativa segue quella dello scorso ottobre per “illuminare la notte della Palestina” in segno di protesta contro il genocidio commesso da Israele a Gaza e per denunciare le complicità dei governi occidentali, compreso quello italiano. Ora la nuova mobilitazione, in solidarietà con il popolo palestinese e in difesa delle 37 Ong.
18 marzo 2026