Presieduto dal presidente della Repubblica Mattarella
Il Consiglio supremo di difesa ratifica la linea di Mussolini in gonnella sull'Iran

Il 13 marzo presso il palazzo del Quirinale si è riunito il Consiglio Supremo di Difesa presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con all'ordine del giorno “la guerra in Iran e in Medio Oriente, analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso”.
Alla seduta, durata poco più di due ore, hanno preso parte il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani; il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi; il ministro della Difesa, Guido Crosetto; il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti; il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il Capo di Stato maggiore della difesa, generale Luciano Portolano.
Presenti anche il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano; il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.
Un vero e proprio consiglio di guerra al gran completo che di fatto ha ratificato la linea di sostanziale complicità dell'Italia all'aggressione imperialista e neocolonialista contro l'Iran e il Libano da parte dei “Paesi amici ed alleati” Usa e Israele dettata da Mussolini in gonnella Meloni l'11 marzo in parlamento.
Nel comunicato ufficiale diffuso dal Quirinale al termine della riunione, infatti, non solo non c'è una sola parola di condanna della guerra di aggressione scatenata dal dittatore fascioimperialsta Trump in combutta col nazisionista Netanyahu contro due Paesi sovrani col chiaro obiettivo di sottometterli, saccheggiare le loro risorse e ottenere il controllo totale del Medio Oriente, ma si ribadisce che il Consiglio, in totale spregio dell'articolo 11 della Costituzione, condivide in pieno la risoluzione votata dalla maggioranza neofascista in parlamento e di essere pronto a concedere l’utilizzo delle basi e delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale alle forze statunitensi e di fornire loro, in base agli “accordi internazionali vigenti”, tutta l'attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico di cui hanno bisogno e “in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali” che per il Consiglio costituiscono l'unica, vera e “forte preoccupazione”.
“Il Consiglio – si legge testualmente nel comunicato - ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”.
Altro che “pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione”. Altro che “l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra”. Si tratta invece di una decisione gravissima; assunta senza fare alcuna distinzione fra Paesi aggrediti e Paesi aggressori; che di fatto schiera l'Italia al fianco dei criminali Trump e Netanyahu; giustifica la loro proditoria aggressione imperialista e neocolonialista contro l’Iran definendola una semplice “azione militare”; ribalta completamente le responsabilità e le cause del conflitto e addirittura imputa all'Iran la colpa di aver attentato “alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini” con minacce nucleari e attentati terroristici, di aver provocato “i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo” e “l’estensione del conflitto che rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”.
Lo stesso discorso vale per l'aggressione sionista in Libano per cui il Consiglio, da un lato: “chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate” ma, dall'altro, giustifica l'occupazione addossando tutte le responsabilità “alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto”.
“Il Consiglio Supremo di Difesa – si legge ancora nel comunicato - ha analizzato lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, manifestando grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo... la crisi dell’ordine internazionale, incentrato sull’ONU, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali indebolisce il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi nucleari da parte dell’Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni... l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”.
Al netto degli aggettivi usati: “Ibrida”, “terroristica”, “convenzionale”, utilizzati per gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica e delle masse popolari e lavoratrici italiane che stanno già pagando a caro prezzo gli effetti devastanti causate dalle guerre scatenate in Europa, Medio Oriente e nel resto del Mondo tanto dall'imperialismo dell'Ovest quanto dall'imperialismo dell'Est, la sostanza è che il governo neofascista Meloni con l'avallo del presidente della Repubblica Mattarella, per difendere gli interessi imperialistici italiani, ha deciso di calzare nuovamente l'elmetto e di far diventare il Paese insieme ai principali alleati europei complici di una nuova guerra di aggressione.
Giusticato così: “Il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea - e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica - e intercettati dalle difese NATO nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale.
Il Consiglio valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz”.
Al termine dei lavori: “Il Consiglio ha rivolto sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero e, in particolare, per i militari italiani impegnati nella missione UNIFIL nel sud del Libano e in quelli nei Paesi del Golfo, per l’esemplare professionalità manifestata nell’assolvimento del loro compito”.
Noi ribadiamo che le basi Usa in Italia non devono essere utilizzate in alcun modo dal criminale di guerra Trump per colpire l'Iran. L'Italia non deve partecipare in nessun modo: diretto o “indiretto” a nessuna guerra imperialista e, nel caso ciò dovesse verificarsi, chiameremo il popolo italiano a insorgere per buttare giù il governo di Mussolini in gonnella.

18 marzo 2026