Conclusa a Milano la campagna del PMLI sul referendum
Volantinaggi e confronto con le masse: bilancio positivo della Squadra marxista-leninista per il NO
Da Viale Zara a Piazzale Cadorna fino a Porta Genova, i militanti del PMLI hanno diffuso il Documento del CC e approfondito con studenti, lavoratori e attivisti del Comitato per il NO il carattere neofascista della controriforma

Dal corrispondente della Cellula "Mao'' di Milano
La Squadra milanese di propaganda marxista-leninista per il NO al referendum ha concluso la sua opera di diffusione del volantino riportante il Documento del Comitato centrale del PMLI presso le uscite/entrate delle principali stazioni della metropolitana come quelle di Zara M2/M5 (17 marzo), Cadorna FN (19 marzo) e di Porta Genova (20 marzo).
I nostri compagni non si sono limitati a diffondere centinaia di copie del volantino ma hanno anche spiegato nel dettaglio le motivazioni delle nostre indicazioni di voto. Tra chi si è intrattenuto coi nostri compagni, in molti hanno mostrato inizialmente un'opposizione istintiva alla controriforma, spesso motivata da un sano sentimento di avversione verso il governo della ducessa Meloni. In particolare, alcuni studenti universitari hanno dichiarato l’intenzione di votare NO come forma di protesta politica antigovernativa, riconoscendo tuttavia i limiti di una posizione puramente “contro”. I nostri compagni hanno chiarito il carattere strutturale della controriforma, spiegando che si inserisce in un più ampio processo volto a subordinare il potere giudiziario all’esecutivo, completando una trasformazione dello Stato in senso neofascista già in atto da decenni.
Altri, come un lavoratore della ristorazione, hanno evidenziato la continuità delle politiche sulla giustizia tra governi di “centro-destra” e “centro-sinistra”. A partire da questa osservazione, i compagni hanno ricostruito il filo storico che lega l’attuale controriforma ai progetti della loggia P2 e alle precedenti iniziative di “riforma” istituzionale, sottolineando come l’obiettivo sia la trasformazione dello Stato in senso presidenzialista e neofascista, funzionale agli interessi della borghesia capitalista sia in politica interna capitalista e neoliberista che in politica estera imperialista.
Particolarmente significativo è stato il confronto con un ex agente di polizia, che ha confermato, sulla base della propria esperienza, il progressivo indebolimento della magistratura nei confronti dei “poteri forti”. Nel dialogo si è giunti a una valutazione condivisa: già oggi la giustizia risulta socialmente diseguale, ma con la controriforma e con l’eventuale abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, si arriverebbe a una situazione in cui i rappresentanti del potere politico ed economico sarebbero di fatto sottratti a qualsiasi perseguibilità, mentre la repressione si concentrerebbe ulteriormente sulle classi popolari.
Infine, nel confronto con attivisti del Comitato per il NO, è emersa la differenza di impostazione politica: mentre questi ultimi pongono al centro la difesa della Costituzione del 1948, i marxisti-leninisti hanno evidenziato come essa sia stata già profondamente svuotata e trasformata in senso reazionario nel corso della seconda repubblica. Pur nella diversità di analisi, si è ribadita l’importanza di un fronte unito nella battaglia referendaria, chiarendo però che questa lotta va inquadrata nella più generale opposizione al regime capitalista neofascista.
Ciò che oggi è decisivo è stringere le file e marciare uniti per conquistare la vittoria nella battaglia referendaria, la quale rappresenterebbe un importante impulso politico e morale per delegittimare il governo neofascista della ducessa Meloni. Un governo che dev'essere rovesciato con la lotta di piazza prima che riesca a portare a compimento il regime capitalista neofascista, attraverso l’instaurazione della dittatura del premierato e dello Stato di polizia fondato sulla cosiddetta “sicurezza”, ossia sulla repressione. Una repressione che, con la controriforma della giustizia, verrebbe ulteriormente aggravata e resa ancora più brutale.
L’esperienza di questi ultimi volantinaggi a Milano ci consegna un bilancio positivo e incoraggiante. La Squadra milanese di propaganda referendaria marxista-leninista, con spirito ed entusiasmo antifascista, ha partecipato con tutte le sue forze a questa importante battaglia politica per la vittoria del NO, ribadendo al contempo che la realizzazione dell’intero programma piduista e presidenzialista di Mussolini in gonnella va fermato una volta per tutte abbattendo il suo governo neofascista con la lotta di piazza!

25 marzo 2026