Comunicato del PMLI.Biella
Il sottosegretario Delmastro e esponenti di spicco di Fratelli d'Italia in Piemonte soci di una famiglia mafiosa
Ecco le vere ragioni della controriforma della giustizia: una magistratura addomesticata e indebolita
Delmastro, Franceschini, Zappalà e Ciorino si devono dimettere
L’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) di fronte alla gravità dei fatti emersi dall’inchiesta del quotidiano diretto da Marco Travaglio sull’intreccio tra affari, politica e criminalità organizzata attorno alla società “Le 5 Forchette”, in cui compaiono esponenti di Fratelli d’Italia come il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, l’assessore biellese Cristiano Franceschini, il consigliere regionale Davide Zappalà e la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, insieme a figure legate alla famiglia mafiosa Caroccia, pone l’accento su un elemento politico di fondo.
A pochi giorni dal referendum sulla controriforma della giustizia, questo scandalo conferma in modo lampante la natura di classe di tale controriforma, voluta e sostenuta dalla casta dei politici borghesi che sempre più necessitano di una magistratura addomesticata e indebolita, al fine di ridurre il rischio di essere indagati per i loro affari illeciti. Il filo conduttore che lega questi episodi è palese, infatti, quando risultano indagati i rappresentanti delle istituzioni non si dimettono mai. È il caso, tra gli altri, dello stesso Delmastro e di altri esponenti governativi, tra cui la ministra Daniela Santanchè, a dimostrazione di una degenerazione ormai strutturale del sistema politico borghese, sempre più impermeabile a qualsiasi forma di controllo democratico reale.
Se è vero, come è vero, che oltre il 7% dei parlamentari ha avuto o ha problemi con la giustizia, mentre poco più dell’1% della popolazione italiana è coinvolto annualmente in procedimenti giudiziari, e che all’interno di questa piccola percentuale una parte rilevante dei reati è riconducibile a esponenti della borghesia imprenditoriale, emerge con chiarezza un dato politico, ossia che la controriforma della giustizia risponde agli interessi delle principali forze della borghesia italiana, che mirano a rafforzare i propri strumenti di impunità.
Alla luce di tutto ciò, l’Organizzazione di Biella del PMLI pretende l’immediata cacciata dalle istituzioni degli esponenti di Fratelli d’Italia coinvolti nello scandalo legato alla società “Le 5 Forchette”, vale a dire il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Biella Cristiano Franceschini, il consigliere regionale Davide Zappalà e la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino. Non si tratta di una questione morale o individuale, ma di un prodotto diretto del sistema capitalistico e del potere politico della borghesia, che utilizza le istituzioni come strumenti per la gestione dei propri interessi e dei propri affari. Per questo la lotta contro questi episodi non può limitarsi alla denuncia, ma deve tradursi in una mobilitazione politica organizzata delle masse popolari contro il governo, contro i partiti borghesi e contro l’intero assetto di potere che li genera e li protegge.
NO al referendum sulla controriforma della giustizia!
Per il PMLI.Biella
Gabriele Urban
Biella, 19 marzo 2026