Aggressione omofoba a Bolzano, due ragazze finiscono in ospedale
Il “clima d'odio” creato dal regime neofascista e dalle istituzioni in camicia nera
Dal corrispondente dell'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI
Nella notte tra sabato 14 e domenica 15 marzo due ragazze sono state insultate ed aggredite fisicamente perché camminavano abbracciate. "Frasi omofobe, che evito di ripetere perché non ricordo nel dettaglio", racconta una delle vittime dell'aggressione, "ma svilenti perché pronunciate da un ragazzo della nostra età. Cresciuto come noi nella 'aperta' Bolzano". La giovane ha raccontato: "Era una serata tranquilla. Stavamo tornando insieme da un locale, quando, nel largo Kolping, questo ragazzo ci ha urlato una frase omofoba dall'altra parte della strada. Era con degli amici, in cinque o sei. Lì ho sbagliato perché ho reagito, senza pensare alle conseguenze". Dopo l'insulto ha affrontato il ragazzo, rispondendogli e avvicinandosi. Poi, secondo il racconto della giovane, lui l'avrebbe colpita con uno schiaffo "tanto forte" da farla cadere a terra, trascinandosi dietro anche l'amica. "Ho battuto la testa e il fianco. Siamo andate in ospedale per accertamenti perché non ci sentivamo bene. A distanza di giorni ho ancora male per la botta".
Ad evitare che la situazione degenerasse sarebbero stati gli stessi amici del ragazzo. "Appena ci hanno viste a terra, anche loro scioccati, ci hanno aiutato a rialzarci, chiedendo scusa per lui. Se non lo avessero fermato, sono convinta che sarebbe andato avanti".
La giovane ha deciso di sporgere denuncia: "Lui ha cominciato subito a negare, a dire che non era vero niente. Lì ci sono molte telecamere e spero che quanto è accaduto sia testimoniato dai video. Ho deciso di denunciare soprattutto per lanciare un segnale. Mai mi sarei aspettata che un ragazzo giovane, a Bolzano, potesse arrivare a insultare qualcuno per il proprio orientamento sessuale. Presunto in questo caso, perché siamo amiche ed eravamo semplicemente abbracciate. Ma non cambia: anche se fossimo state una coppia, avremmo dovuto aver paura a mostrarci in giro? Tutti i miei amici e amiche omosessuali vivono il proprio orientamento sessuale in libertà. Credevo che l'omofobia fosse un concetto superato. Invece c'è anche in chi non te l'aspetteresti".
L'associazione pro-Lgbtqia+ “B Open” ha emesso una nota: "Esprimiamo la nostra totale vicinanza e solidarietà alle due ragazze colpite da questo vile atto di intolleranza. Quanto accaduto tra le strade della nostra città è il segnale di un clima d'odio che non può più essere ignorato. Nessuno dovrebbe aver paura di manifestare il proprio affetto o di vivere liberamente la propria identità di genere. Continueremo a lottare affinché Bolzano sia uno spazio sicuro, sollecitando le istituzioni a prendere una posizione netta contro l'omolesbotransfobia".
Un “clima d'odio” omofobo e razzista creato ad arte da questo regime neofascista, e anche dalle istituzioni locali in camicia nera, come il neopodestà Claudio Corrarati che a maggio 2025 ha negato il patrocinio del comune di Bolzano al Gay Pride, seguito dal consigliere comunale e vicecapogruppo FdI Diego Salvadori che ha attaccato la bandiera LGBT esposta al polo tecnologico “NOI Techpark” citando il gerarca nazista Joseph Goebbels.
L'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI condanna duramente l'episodio e chiede che il responsabile dell'aggressione venga perseguito per legge. È necessaria, però, anche una dura condanna da parte delle istituzioni locali a tutti i livelli ed è necessario sciogliere immediatamente partiti e gruppi neofascisti come Casapound e Junge Aktion che fanno della propaganda omofoba e razzista il loro pane quotidiano.
25 marzo 2026