Convegno alla Camera dei sostenitori dell'imperialismo russo e del socialimperislismo cinese
I Carc “maoisti" alla corte del M5S "Per un governo che attui la Costituzione" anticomunista
Vangeli punta tutto sulla legge fondamentale della borghesia italiana. Accantonato non solo il socialismo, ma anche la lotta al capitalismo, nel nome del costituzionalismo borghese.
Il 19 marzo, nella sala di rappresentanza dei gruppi parlamentari della Camera, si è tenuto un convengo dal titolo “Per un governo che attui la Costituzione” promosso in primis da Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle.
Al convegno hanno partecipato 8 fra deputati e deputate 5 Stelle, Ilaria Cucchi di AVS, Maurizio Acerbo segretario del PRC, ma anche il Partito dei CARC, il Partito Comunista di Unità Popolare, Risorgimento Socialista, e Patria Socialista.
Presenti anche alcune associazioni palestinesi, il Collettivo di fabbrica ex-GKN di Campi Bisenzio, l’ANPI Nazionale e molte sigle del sindacalismo di base come USB, Cub e SI Cobas.
Giorni prima dello svolgimento dell'assemblea due quotidiani del Gruppo Angelucci, vero megafono del governo neofascista Meloni, hanno pesantemente attaccato l'iniziativa stigmatizzando la vicinanza dei “deputati della Repubblica”, agli “estremisti ed ai tifosi di Hamas”, cogliendo l’occasione per criticare nuovamente da destra e in chiave filo-sionista ed anti-islamica le grandi manifestazioni di piazza per i diritti, incluse quelle di solidarietà al popolo palestinese. Un appello finalizzato soprattutto a chiamare le forze di “opposizione” parlamentare a prendere le distanze da questa iniziativa, mettendone addirittura in dubbio – e paradossalmente - la sua legittimità costituzionale.
Un'assemblea di sostenitori dell'imperialismo di Putin e del socialimperialismo di Xi
Il gruppo politico che ha pubblicizzato più degli altri questa iniziativa è stato senz’altro il Partito dei CARC che in un articolo pubblicato sul proprio sito internet il 17 marzo ha rilanciato i cardini della piattaforma della discussione dell’indomani. Prima su tutti, l'affermazione secondo la quale “L’Italia oggi e già in guerra”, la denuncia dell’appoggio tricolore a USA ed Israele nelle loro guerre imperialiste delle quali farebbe parte anche l'Ucraina, il tutto corollato dal pieno appoggio al nuovo Zar del Cremlino in quella che viene definita “guerra per interposta persona contro la Federazione Russa”.
Tuttavia la posizione di pieno sostegno all'imperialismo russo ed al socialimperialismo cinese dei partecipanti all'iniziativa è testimoniata anche al co-organizzatore della stessa, Gabriele Germani, creator noto sul web ed ospite fisso nell’emittente Ottolina TV, dove esprime posizioni sostanzialmente filoputiniane e di apprezzamento per il rafforzamento dei Brics, nell’ottica di un suo auspicato mondo bipolare. Significative in questo senso anche le presenze di Alberto Fazolo, ex-combattente al fianco dell'armata nazizarista di Putin in Donbass, del prof. Angelo D’Orsi e di Alessandro Orsini, altri putiniani di ferro che confermano il coacervo al servizio di Putin e di Xi.
Una scelta di campo così lampante da dare anche il pretesto ad alcuni contestatori di + Europa, per far trovare in “dono” all'esterno della Camera prima dell'inizio della conferenza, una gigantesca riproduzione di un assegno della Federazione Russa con su scritto “Dalla Russia con Amore” a sottolineare il servizio politico pagato probabilmente a suon di rubli da Mosca.
La bussola della Costituzione borghese del '48
Tornando alla piattaforma del convegno rilanciata dai CARC, anche la critica al “sistematico smantellamento dell’apparato produttivo italiano”, si limita a denunciare la sua svendita a fondi di investimento esteri o a investitori stranieri, come se il problema fosse la nazionalità di chi detiene la proprietà degli asset. Ma il problema reale, il nocciolo della questione, non è se il capitalista è italiano o straniero, ma il sistema capitalista in quanto tale, come sa bene chiunque si professi “comunista”. Ciò nonostante non una parola viene spesa per denunciarlo, né per parlare in qualche modo della necessità del suo superamento.
Ma d'altra parte l'elemento di convergenza dell’assemblea del 19 è “l’applicazione della Costituzione” borghese, tutta interna al regime capitalista. Ed infatti anche nell'intervento alla Camera del Segretario dei CARC, Pietro Vangeli, non solo non c’è traccia di “socialismo” neppure come obiettivo strategico, ma nemmeno di anticapitalismo, né tanto meno della questione fondamentale della classe sociale che detiene il potere politico.
Naturalmente non sfugge che la stessa partecipazione attiva ad un convegno che ha questa finalità, pone indiscutibilmente i suoi attori nel campo capitalista e borghese, poiché alla fine anche l’ipotetica applicazione integrale di una Carta come quella italiana non concederebbe altri spazi al proletariato e alle masse popolari se non quelli del sistema politico democratico-borghese, delle sue modalità di rappresentanza, della proprietà privata dei mezzi di produzione e quindi del sistema di sfruttamento capitalistico.
La Costituzione italiana è anche fattivamente anticomunista poiché inquadra anche nelle sue parti più progressiste storicamente disapplicate, un ordinamento borghese nel quale l'impresa privata dovrebbe coesistere con l'interesse pubblico. Peccato che a dimostrare l'incompatibilità di questi due fattori ci sono decine e decine di esperienze internazionali e sociali che dimostrano che si può stare o nel campo socialista applicando il suo metodo politico ed organizzativo, o in quello capitalista. E l'uno nega inevitabilmente l'altro.
I CARC alla corte dei 5 Stelle
Ma tra una “omissione” e l'altra, il punto sul quale il Partito dei CARC è chiarissimo come l'acqua di sorgente, è il tentativo di trovare a tutti i costi un asse con i 5 Stelle, anche ponendosi servilmente alla sua corte.
In premessa, non dobbiamo dimenticare che i CARC hanno già dato appoggio al voto ai 5 Stelle in diverse passate tornate elettorali. E stavolta confermano questa linea opportunista. “Sappiamo perfettamente – si legge nello stesso articolo – che il M5S ha una natura diversa da tutti gli altri partiti borghesi. E per questo vogliamo sostenere e valorizzare tutte le componenti che questa natura impersonano. Queste componenti hanno l’opportunità di fare passi avanti, perché sappiamo anche che questa natura differente del M5S è stata sfigurata dall’abbraccio mortale con il Pd e dall’ambizione del campo largo che rischia di rendere le dichiarazioni di fuoco contro il governo Meloni parole senza traduzione pratica nella lotta politica in corso.”
Possibile che la parabola di Grillo, le vicende di Casaleggio, i governi 5 Stelle con la Lega e col PD forieri di numerose leggi antipopolari inclusi i “decreti sicurezza” firmati da Salvini, l'abbandono della linea ecologista, della rappresentanza “uno vale uno” e decine di altre nefandezze e giravolte simili, non abbia insegnato nulla ai CARC? I 5 Stelle sono sorti originariamente come stampella del capitalismo, quando l'elettoralismo borghese stava vacillando nella sua tenuta a causa di un sentimento anti-istituzionale che aumentava poiché le masse popolari si dimostravano schifate dal teatrino parlamentare e dai politicanti borghesi. In quegli anni ci pensarono i soldi della borghesia ed i media di regime che pubblicizzarono Grillo rilanciandolo sui media con una continuità senza precedenti. Adesso ne sono un'assoluta parte integrante; non a caso infatti il loro leader è lo stesso Giuseppe Conte, ex-premier narcisista, trasformista liberale ed opportunista, pilastro della politica borghese al servizio del capitalismo da oltre un decennio.
Ed in ogni caso, se proprio si volesse chiudere un occhio e passar sopra a questa sciagurata analisi politica dei CARC sul Movimento 5 Stelle, potrebbe essere eventualmente “legittimo” rivolgersi alla sua “base”, ma certamente ai suoi rappresentanti di spicco, autori e complici di questo quadro istituzionale, a meno che non si voglia elemosinare una loro apertura per un coinvolgimento non certo disinteressato, e chiudere entrambi gli occhi. Dovremmo poi ricordare ai CARC che anche i 5 Stelle fanno parte di coloro “che hanno governato disapplicando la Costituzione” verso i quali essi stessi puntano il dito. Ma ora questo binomio, 5 Stelle e Costituzione, pare essere la soluzione a tutti i mali politici e sociali del nostro Paese.
L'assemblea del 19 marzo pone in rampa di lancio l'ennesimo cartello elettoralista
Questo largo panorama di aderenti all'assemblea del 19, apparentemente così diverso ed eterogeneo, si è unito in un grande applauso quando Stefania Ascari ha espresso la propria soddisfazione per aver quest'oggi “onorato la Costituzione”, il che conferma che è proprio questa la stella polare e strategica di tutti i partecipanti, nessuno escluso.
Il fatto che stavolta ci si sia concentrati principalmente sulla sua “mancata applicazione”, è uno specchietto per le allodole utile a strizzare l'occhio a quanti, partiti, sindacati o singoli, ripetono all'infinito che “sarebbe un'altra Italia” se la Costituzione fosse integralmente applicata. Ma noi possiamo credere che nessuno degli organismi partecipanti che si definiscono “antisistema” o addirittura “rivoluzionari”, non comprenda in buona fede che sono proprio i meandri della stessa Costituzione a consentire questo assetto neofascista, nel quale il capitalismo fa il bello ed il cattivo tempo sulla pelle delle masse popolari che dicono di voler difendere.
Ed allora diventa d'obbligo farsi una seconda domanda, in particolare ascoltando un'altra parte dell'intervento di Ascari pronunciato in sala. “Ci tengo a dirvi – ha affermato la deputata 5 Stelle – che questo non è un punto di arrivo, spero che sia l'inizio di un percorso collettivo, corale, per essere sempre più uniti e fare squadra”. Successivamente le fa eco Vangeli il quale, al pari della quasi totalità degli intervenuti, ha auspicato la nascita di “un fronte che attui la Costituzione”. Ma per attuarla, questo fronte deve essere al potere. Ma come? Rimarranno delusi i cuori riscaldati dalle innumerevoli dichiarazioni sulla necessità della lotta di classe fino alla rivoluzione socialista che certi partiti rilanciano continuamente in rete, per ché su questo punto contraddittorio è il sito del Partito dei CARC a far chiarezza, e senza pudore dichiara l'obiettivo di far blocco per diventare “un’alternativa di governo per il Paese”.
Ecco dunque che dopo il partito di Putin, quello di XI, dopo il lancio del “moderno socialismo” di PaP di Cremaschi e Collot, vedremo se e quale nuovo cartello elettorale sarà capace di concretizzare l'assemblea del il 19 marzo. Alcuni punti però sono già fermi: il primo è che l'attuazione della Costituzione borghese ed anticomunista è l'Alfa dell'assemblea romana; il secondo è che l'elettoralismo borghese è il suo Omega, mentre il terzo è che questi due pilastri escludono inevitabilmente qualsiasi obiettivo di perseguire la via dell'Ottobre per abbattere il capitalismo e costruire sulle sue ceneri una nuova società socialista.
Un nuovo pericolo per gli astensionisti di sinistra
Noi pensiamo che quella maggioranza di italiani e di italiane che oggi si astiene, faccia una gran gola alle forze borghesi di ogni natura; per questo vediamo nell'assemblea del 19 marzo l'ennesimo seme tossico, destinato ad essere soltanto un nuovo inganno per imbrigliare ancora una volta le menti delle masse popolari di sinistra nel vicolo cieco dell'elettoralismo borghese per riportarle all'ovile del parlamentarismo.
Stavolta non ci sono in mezzo solo i 5 Stelle in costante perdita di consensi, o il PRC trotzkista da sempre a caccia di accordi che lo riportino in Parlamento, ma anche un gruppo di partiti e di movimenti che solitamente danno il loro contributo per animare le piazze, fanno la voce grossa parlando di lotta di classe, di lotta armata, di rivoluzione e di socialismo, ma che oggi preferiscono alimentare nuove illusioni millantando di poter sfruttare in chiave riformista le marce e screditate istituzioni borghesi e le sue leggi per volgerle a vantaggio del popolo, a partire dal “semplice” quanto utopico miraggio di applicare in toto la Costituzione.
Per quel che ci riguarda il ruolo dei partiti sedicentemente comunisti in questa operazione è ancora più dannoso poiché, affermando che l'impossibile applicazione della Costituzione borghese di fatto anticomunista sarebbe la soluzione di tutti i mali, non fanno altro che gettare altro caos nella mente e nella coscienza delle masse popolari, a partire proprio da quelle più emancipate che vogliono lottare per il socialismo e che oggi più di ieri hanno bisogno di chiarezza.
Distruggere le istituzioni borghesi e puntare al socialismo
Per noi invece occorre marcare una netta differenza, sia culturale e politica che di prospettiva, tra le istituzioni rappresentative borghesi e la legge fondamentale della borghesia italiana da un lato, e chi vuole davvero il socialismo dall'altro. Secondo i marxisti-leninisti italiani è essenziale dare alle masse popolari, a partire proprio da coloro che si professano “comunisti”, anticapitalisti e rivoluzionari, e agli astensionisti di sinistra che hanno già fatto il primo passo per liberarsi dalle illusioni partitiche ed elettorali, una vera coscienza di classe anticapitalista capace di abbracciare attivamente la lotta per il socialismo e il potere politico del proletariato.
D'altra parte, sono Marx ed Engels, e poi Lenin, Stalin e Mao ad insegnarci che le istituzioni della borghesia devono essere distrutte, se davvero si vuole ripartire da zero e modellare una società nuova, socialista. Alla fine, anche la Costituzione italiana è una istituzione borghese e pertanto, col socialismo, andrà anch'essa archiviata alla storia.
Noi siamo convinti anche che l'aver organizzato questa assemblea contestualmente al referendum sulla Giustizia, sia l'ennesimo atto opportunista e peloso degli organizzatori che pensano di convogliare il richiamo alla “difesa” della Costituzione di questa tornata referendaria sul loro obiettivo politico. Ma difendere la Costituzione da ulteriori peggioramenti è una cosa (e noi saremo sempre in prima fila in questo tipo di battaglie), mentre puntare tutto su di essa è ben altro, perché significa consolidare il sistema capitalista borghese, e mettere da parte ogni ambizione di rivoluzione e di socialismo.
D'altra parte sappiamo che la visione strategica della via dell'Ottobre, storicamente provata per gettare il capitalismo e tutti i suoi apparati e le sue sovrastrutture nella pattumiera della storia ed edificare la nuova società socialista, alle masse popolari ed al proletariato può darlo solo un partito autenticamente rivoluzionario come il PMLI attraverso la sua linea politica proletaria rivoluzionaria chiara e trasparente, ed attraverso il suo settimanale, Il Bolscevico
, che ha il compito di analizzare con la lente del marxismo-leninismo-pensiero di Mao gli accadimenti e di dare risposte, dialettiche e chiare, a partire dallo smascherare operazioni subdole, pericolose e di fatto conservatrici come appunto l'assemblea del 19 marzo.
25 marzo 2026