Iniziativa nazionale “10, 100, 1000 piazze di donne per la pace”
Corteo contro la guerra a Catania
Il PMLI diffonde anche i volantini sulla vittoria referendaria

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Il 28 marzo si è svolto a Catania in piazza Stesicoro (piazza Gaza) un presidio con corteo in occasione della giornata nazionale "10, 100, 1000, piazze di donne per la pace". Una piazza partecipata con centinaia di donne e uomini che ha unito diverse associazioni femminili, oltre cento i comuni italiani che hanno aderito alla rete nazionale di questo evento. Promotori la biblioteca delle donne Udi di Palermo, le donne cristiane di Pinerolo, le donne di Caltanissetta. Catania ha aderito con La città felice, La ragna-tela, Udi, CGIL, associazione Penelope, Restiamo umani, Docenti democratici.
Nell'appello della rete nazionale si leggeva tra l'altro: “in tutto il paese e nel mondo intero crescono angoscia, ansia e preoccupazione contro la logica patriarcale del più forte. Le donne della rete nazionale non permetteranno che si azzeri il futuro, faranno risuonare in tutte le piazze il loro NO alla guerra fino a che non diventi un boato tale da costringere il governo ad assumere una posizione chiara e netta di stop al riarmo e di rifiuto della guerra".
Negli interventi, tante donne denunciano con chiarezza che "la guerra non è inevitabile. Sono i governi, gli eserciti e le industrie belliche a volerle", occorre “smascherare l'uso della forza travestito da difesa”.
Dopo il presidio parte il corteo che da via Etnea si conclude in piazza Università. A guidarlo "Il grande albero delle madri Catania città di pace", altro striscione "Le donne tessono la pace".
Il PMLI ha partecipato con i compagni della Cellula “Stalin” della provincia di Catania, unito ai promotori per ribadire il No alle guerre imperialiste per la pace e l'autodeterminazione dei popoli. Sono stati anche distribuiti i volantini del Partito sulla grande vittoria del NO con il comunicato “Meloni KO. Mandiamo subito a casa Mussolini in gonnella”. Stessa parola d'ordine nei “corpetti”. È stato portato il manifesto "No alla guerra all'Iran, fermare gli aggressori USA e nazisionisti. L'Italia prenda le distanze e faccia pressione perché cessino subito la guerra" e anche i manifesti "No Muos”. Tanti i dialoghi con i manifestanti sulla vittoria del NO e sulla necessità di una vera pace per i popoli oppressi.

1 aprile 2026