Morte orrenda di un operaio senegalese di 22 anni
Incastrato in un macchinario

La mattina dello scorso 23 marzo a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, l'operaio ventiduenne senegalese Pape Mamour Mbow, studente lavoratore, è morto sul posto di lavoro, incastrato in un macchinario.
Il giovane, che da due anni era stato assunto dall'azienda siderurgica Boldrin con la qualifica di operaio addetto al taglio delle lamiere, stava lavorando attorno alle 8 e 30 su un macchinario destinato allo srotolamento e al successivo taglio a cesoia del metallo quando, nel tentativo di inserire del liquido lubrificante negli ingranaggi dello stesso macchinario, è rimasto incastrato all’interno del cilindro dell’impianto.
Un suo collega di lavoro ha tentato inutilmente di liberarlo ferendosi a una mano, ma nonostante questo tentativo disperato di salvataggio il giovane senegalese è rimasto incastrato all’interno del cilindro dell’impianto, morendo sul colpo a causa di lesioni troppo profonde.
L'immediato intervento sul posto dei sanitari del 118 non ha avuto altro esito che la constatazione del decesso, e subito dopo un sostituto procuratore della Repubblica, giunto da Padova, ha disposto il sequestro dell'area dell'incidente al fine di accertare l’esatta dinamica dell’evento e di verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza all'interno della fabbrica. La stessa Procura di Padova ha disposto l'autopsia sul corpo del giovane operaio.
Pape Mamour Mbow, giunto un paio di anni fa in Italia dal Senegal, risiedeva a Padova insieme a suo padre, che vive in Italia da molti anni ed è anche egli operaio: il giovane lavorava di giorno e frequentava una scuola serale con l’intento sia di perfezionare la lingua italiana sia di prendersi un titolo di studio valido anche nel nostro Paese, oltre al titolo di studio conseguito in Africa.
Questa tragedia, ovviamente, non deve far dimenticare tutti gli altri lavoratori che hanno lasciato la loro vita durante lo svolgimento delle loro attività che, secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale morti sul lavoro di Bologna a mezzanotte del giorno 23 marzo, ovvero dello stesso giorno nel quale ha lasciato la vita il giovane Pape Mamour Mbow, erano complessivamente 265 a partire dall'inizio di quest'anno (con una media di 2,6 al giorno), dei quali 205 deceduti nel luogo di lavoro e 60 in itinere, ossia durante il percorso che il lavoratore compie da casa propria al luogo di lavoro, e solo nel Veneto, ossia nella regione dove ha trovato la morte il giovane senegalese, i lavoratori deceduti erano in quella data già quattro, compreso Mbow.
Secondo i dati dello stesso Osservatorio, inoltre, il 32% del totale di questi caduti sul lavoro era di origine straniera, proprio come Pape Mamour Mbow.
La mattina del 27 marzo davanti alla fabbrica dove ha visto la morte questo giovane operaio Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un partecipato presidio unitario durante il quale i delegati delle tre organizzazioni hanno evidenziato la necessità di istituire presso ogni Tribunale una Procura speciale dedicata agli incidenti sul lavoro e di sbloccare le assunzioni da parte dei Servizi Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro delle Aziende Sanitarie Locali. Quest'ultimo punto - ad avviso di Cgil, Cisl e Uil – è importantissimo al fine di garantire un presidio ispettivo e un'attività di prevenzione che sia costante e capillare.
Pape Mamour Mbow è l'ennesimo operaio morto per sfruttamento capitalistico.

1 aprile 2026