Teheran non accetta tregue ma solo un accordo di pace definitivo
Trump conferma ultimatum e minacce all'Iran
Netanyahu invadendo il Libano pianifica il Grande Israele
Il presidente americano Trump nella conferenza stampa del 6 aprile alla Casa Bianca ribadiva il folle ultimatum già lanciato e spostato due volte in pochi giorni, “abbiamo un piano per distruggere l’intero Iran e riportarlo all’età della pietra, in sole quattro ore. Scatterà alle 20 di martedì a Washington (le 2 delll'8aprile in Italia, ndr) e sarà completato entro la mezzanotte”. L'obiettivo immediato dei nuovi massicci raid annunciati e già pianificati con l'alleato sionista è quello di distruggere la maggior parte delle centrali eletttriche e alti bersagli civili per paralizzare il
paese, ben sapendo che questi obiettivi sono crimini di guerra. Non me ne importa, commentava il criminale Trump che col criminale Netanyahu ha scatenato la guerra illegale all'Iran che già regolarmente colpiscono obiettivi civili in Iran, a partire dalle oltre 600 scuole, università e centri di ricerca, tra cui la scuola Shajareh Tayyebeh a Minab e quindi “non un atti isolati di crudeltà ma parte di un modello sistematico e brutale di guerra illegale contro l'Iran”, denunciava ancora il 2 aprile il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei.
Poche ore prima della scandenza dell'ultimatum potrebbe arrivare la decisione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein, per conto dei paesi del Golfo alleati degli Usa, che avrebbe voluto dare un chiaro mandato a qualsiasi Stato che desiderasse usare la forza per “liberare” la circolazione nello stretto di Hormuz. La mossa costruita dai paesi aggressori per conferire una parvenza di legalità a una guerra di aggressione imperialista si è inceppata a fronte del possibile veto di Cina e Russia. In attesa della sentenza Onu arrivava la notizia che il governo cinese aveva dichiarato interdette al volo civile fino al 6 maggio varie zone di spazio aereo, una procedura usata normalmente per segnalare e esercitazioni militari. Le aree di interdizione al volo coprono centinaia di chilometri sopra il Mar Giallo e il Mar Cinese orientale attorno all'isola di Taiwan. Una chiara minaccia del socialimperialismo cinese che avverte di sentirsi legittimato dalle aggressioni dei nemici imperialisti a ripeterle a proprio vantaggio; e la sfida imperialista Usa-Cina sale di livello.
La posizione iraniana sui negoziati era ribadita in una nota diffusa il 6 aprile dall'agenzia di stampa Irna, riassunta in 10 punti e basata sul rifiuto di un cessate il fuoco temporaneo e sulla definizione dei termini per la fine della guerra di aggressione. I media iraniani annunciavano che nella stessa data almeno 15 navi aveva attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ricevuto l'autorizzazione dall'Iran, il blocco vale per le navi dei paesi aggressori.
In una nota dell'ambasciata iraniana a Roma, in merito alla visita lampo del 3 aprile della neofascista Meloni in Arabia saudita, Qatar e Emirati, incentrata sulla necessità di riaprire la navigazione nel Golfo, si ricordava che “prima di parlare della riapertura dello stretto di Hormuz, l'Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del Diritto internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti. L'insicurezza nello stretto di Hormuz è il risultato diretto dell'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, non della legittima difesa dell'Iran”. “Se siete preoccupati per la crisi globale dell'energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione", concludeva la nota. Chiaro e lineare ma i progetti della Mussolini in gonnella seguono la politica del suo sostegno all'aggressione dei partner imperialisti e sionisti, secondo la formula “non condanno né condivido”, e per portare a casa comunque qualche vantaggio per l'imperialismo italiano. Per coprirsi manda avanti Crosetto a sostenere che “il rischio di questo conflitto è la follia”.
Il criminale Netanyahu aggredisce l'Iran ma non dimentica i paesi vicini a partire dal Libano dove deve affrontare la resistenza delle forze di Hezbollah e impiega anche le proibite munizioni al fosforo bianco per costringere la popolazione a fuggire da tutti i paesi nella parte meridionale per occuparla e controllarla militarmente, sul modello del metodo criminale usato a Gaza. La dottrina che guida il criminale Netanyahu, sottolineava un recente servizio del Financial Times
, è la visione di un futuro di guerra a tempo indeterminato contro tutte le minacce percepite. In un discorso agli allievi ufficiali il leader nazisionista ha sostenuto che “basta con il contenimento delle minacce. Basta con l'idea di una 'villa nella giungla', dove ci si nasconde dai predatori che si trovano oltre il muro. Al contrario: se non andate nella giungla, la giungla verrà da voi", quindi diventa necessaria la guerra “preventiva” contro qualsiasi minaccia percepita, ossia la conquista di territori ai paesi vicini per creare “zone cuscinetto” e affidare alla forza militare la “sicurezza” del paese. Una sintesi dei primi passi necessari alla realizzazione del progetto biblico nazisionista del Grande Israele.
8 aprile 2026