Firenze: La piazza, col pieno e partecipato sostegno del PMLI, contesta e costringe la sindaca Funaro a rimuovere le transenne che tenevano lontani i manifestanti da Palazzo Vecchio. Grande corteo nel quartiere di Santo Spirito animato dalla “meglio gioventù” antifascista
Diffusi alla grande i volantini del PMLI sul 25 Aprile e con l'Appello di Scuderi alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia

Redazione di Firenze
Diverse iniziative hanno caratterizzato il 25 Aprile 2026 a Firenze con una significativa partecipazione ovunque, sia nelle manifestazioni che in iniziative come il tradizionale pranzo organizzato dall'Anpi in piazza Poggi.
Al mattino si è svolta la manifestazione istituzionale con il corteo da piazza dell'Unità italiana a piazza Signoria. Sull'arengario di Palazzo Vecchio era predisposto il microfono per gli interventi tra gli altri della sindaca Funaro (PD) e della presidente provinciale Anpi Vania Bagni. Davanti all'arengario la platea con qualche centinaio di sedie per accogliere gli “invitati”. Il resto dei manifestanti, però, invece di essere tutt'intorno come sempre, era confinato a molti metri di distanza tramite uno sbarramento di transenne controllato minuziosamente da ”forze dell'ordine” nazionali e polizia locale. Una situazione mai vista, inaccettabile.
Dopo l'iniziale stupore per questo inedito distacco, era negato persino l'accesso alla Loggia de' Lanzi e il passaggio verso gli Uffizi, alcuni manifestanti proprio ai lati della postazione del PMLI (con cartello e bandiera a ridosso delle transenne), hanno iniziato a protestare con grida via via sempre più determinate per chiedere di potersi avvicinare, per denunciare l'assurda separazione tra “eletti” e popolazione: “Vergogna! Fateci partecipare! Chi vi credete di essere?”, tra gli applausi sempre più convinti e larghi della piazza e con il sostegno pieno dei compagni del PMLI. In pochi momenti è cresciuta la protesta ed è salito l'invito a chi era in platea a venire via, a “lasciare soli quei buffoni”. Vista la mala parata e mentre già le transenne, sbattute dai manifestanti e dal PMLI cominciavano ad essere spostate dalla folla, è arrivato l'ordine (della sindaca? della Digos presente in forze?) di aprire il passaggio e così i manifestanti hanno potuto contornare la platea e partecipare effettivamente alla celebrazione. Il PMLI è stato tra i primi ad avvicinarsi, sempre posizionato centralmente, diritto al microfono da cui pronunciava il suo sonnolento, elettoralistico e ipercostituzionale discorso Sara Funaro, capace di non citare mai il governo e Meloni.
Si è trattato di una bella vittoria della lotta di massa, supportata con convinzione dal PMLI.
Il nostro era l'unico partito presente in piazza con le proprie insegne, portate coraggiosamente fin sotto il monumento simbolo di Firenze per denunciare Mussolini in gonnella. Le “forze dell'ordine” hanno confabulato a lungo, evidentemente per decidere se identificarci e provare a intimidirci, virando poi per un controllo serrato ma non “invasivo”, a differenza di quanto accadde l'anno scorso.
Il PMLI ha suscitato interesse tra manifestanti e turisti, in gran numero; foto e filmati si sono “sprecati”, specialmente da parte di ispanici e cinesi. Quest'ultimi “impazzivano” per Mao verso il quale ancora oggi, a 50 anni dalla sua morte, resistono un amore, un'ammirazione e un rispetto sconfinati. Una donna spagnola ha letto e tradotto ad alta voce il nostro manifesto, spiegando bene al suo compagno che il PMLI fa un parallelo diretto tra Meloni e Mussolini. Sono stati distribuiti i volantini sul 25 Aprile e ai più giovani i volantini che riportano l'Appello di Scuderi alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia, in particolare ad un giovanissimo che ha chiesto di impugnare la bandiera del PMLI posando per una foto ricordo.
Per tutto il tempo del suo intervento, la sindaca aveva davanti a sé tenuta alta dal compagno Simone Malesci una copia de Il Bolscevico n. 16 che poi è stata voluta da un lavoratore che verrà a trovarci in Sede.
La manifestazione del pomeriggio, organizzata da Firenze antifascista ha avuto tutt'altro carattere. Cominciata e terminata in piazza S. Spirito, ha visto una splendida presenza popolare, più autentica, soprattutto di giovani e giovanissimi della generazione Z, sia nella componente femminile che maschile, la “meglio gioventù” antifascista. Presenza che è stata combattiva anche con i canti di “Bella Ciao”, “Bandiera Rossa” e altri.
Presenti come forze politiche, sindacali e giovanili, oltre al nutrito gruppo di compagne e compagni del PMLI, con le rispettive bandiere PRC, Potere al popolo, USB, COBAS, Giovani palestinesi, Carc, eppoi un folto gruppo di lavoratori e solidali ex GKN.
Bersaglio principale dei manifestanti è stato il governo neofascista della Meloni, che proprio il giorno prima alla Camera ha fatto approvare i fascistissimi “decreti sicurezza”. La repressione del dissenso è però già in atto, come dimostrano le multe e le denunce ad alcuni militanti dei Carc. Nonostante i Comitati provinciali del PMLI di Firenze e Napoli avessero già inviato la propria solidarietà, i marxisti-leninisti hanno voluto consegnare di persona i comunicati al banchino dei Carc presente in piazza, che ci hanno ringraziato.
Il Partito aveva il cartello bifacciale coi manifesti 25 Aprile e Abbattere il governo neofascista Meloni ed è stato molto fotografato. Quando ci schieravamo per le foto c'era sempre qualche ragazza o ragazzo che si affiancava per fotografarci a sua volta.
Ci siamo impegnati per diffondere i volantini 25 Aprile e Appello di Scuderi per il 49° Anniversario della Fondazione PMLI, accoppiati, andati a ruba. Miglior posto per diffondere specialmente l'Appello Scuderi non ci poteva essere, infatti i volantini sono stati presi alla grande e con estrema cordialità dalle giovani e dai giovani, un luogo di diffusione con una marcia in più rispetto ad altri.
Il corteo ha fatto una breve sosta in piazza Tasso al monumento ai caduti dell'eccidio del 1944 dove alcune auto di passaggio sul viale salutavano il corteo a strombettate.
L'iniziativa ha avuto una presenza maggiore rispetto agli altri anni, evidentemente i mesi scorsi con le grandi battaglie per il popolo palestinese, contro i provvedimenti del governo neofascista Meloni e ultimamente quella per il No al referendum sulla giustizia hanno avuto il loro peso e hanno dato la marcia in più che dicevamo prima.

29 aprile 2026