Biella: Due giornate di lotta e di memoria al grido: Viva il 25 Aprile, viva la Resistenza! Partecipazione unitaria di PRC, PCI, PCUP e PMLI, che diffonde i volantini con l'Editoriale sul 25 Aprile. Durante il corteo slogan contro il sindaco FdI Olivero
Dal corrispondente dell'Organizzazione di Biella del PMLI
Per Biella la celebrazione del 25 Aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo assume un significato ancora più profondo, poiché la città venne liberata già il 24 aprile grazie all’azione decisa e organizzata delle formazioni partigiane, che strapparono il territorio alla teppaglia nazifascista con un giorno di anticipo rispetto al resto del Paese.
In questo contesto, e in modo unitario come preannunciato da un comunicato stampa parzialmente ripreso dalla stampa locale, le comuniste e i comunisti biellesi del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), del Partito Comunista Italiano (PCI), del Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) e del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) si sono dati appuntamento davanti al monumento partigiano di piazza Martiri della Libertà. Qui è stata deposta una corona di gerbere rosse con la scritta “I comunisti biellesi ai partigiani caduti”. Alla deposizione sono seguiti brevi interventi, nei quali è stata ribadita la necessità di attualizzare gli insegnamenti della Resistenza per contrastare l’avanzata del neofascismo a livello nazionale e internazionale. Particolarmente significativo l’intervento del responsabile dei Giovani Comunisti del Partito della Rifondazione Comunista e co-segretario di Rifondazione Biella, Giacomo Pagliero, che ha sottolineato con forza l’urgenza di tradurre gli ideali antifascisti in pratica politica concreta, radicata nei conflitti sociali del presente. Tutte le organizzazioni comuniste intervenute hanno inoltre convenuto sull’opportunità di avviare un percorso verso la costruzione di un coordinamento unitario, capace di intervenire con maggiore efficacia nelle principali vertenze che riguardano le masse popolari, dal lavoro alla scuola e all’università, fino alla difesa della sanità pubblica.
Il corteo serale promosso dall’ANPI provinciale di Biella è stato partecipato da oltre 400 antifasciste e antifascisti e ha visto nuovamente una presenza unitaria delle comuniste e dei comunisti, organizzati in uno spezzone autonomo e combattivo. Il corteo ha attraversato le vie del centro cittadino, passando anche sotto le sedi di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Si sono levati slogan di denuncia contro il sindaco di Biella, Marzio Olivero, esponente di Fratelli d’Italia, che nelle celebrazioni ufficiali del mattino aveva definito l’antifascismo “anacronistico” e “retorico”, una posizione pienamente coerente con Mussolini in gonnella. Davanti alle sedi dei partiti della destra borghese sono risuonati slogan come “Siamo tutti antifascisti” e “Siamo tutti antimafiosi”. La contestazione sotto Forza Italia ha inoltre colpito direttamente la politica del ministro degli Esteri Tajani, denunciando il ruolo dell’industria bellica italiana, in particolare del gruppo Leonardo Spa, nel sostenere gli interessi imperialisti legati ai governi degli Stati Uniti e di Israele, responsabili di massacri contro i popoli di Palestina, Libano e Iran.
Il 25 Aprile si sono svolte le celebrazioni ufficiali presso la frazione Lace di Donato. Il corteo mattutino verso il monumento partigiano ha visto ancora una volta protagoniste le comuniste e i comunisti biellesi, con canti della tradizione resistenziale come “Bella ciao” e “Fischia il vento”, alternati a slogan contro la guerra e il governo neofascista Meloni, espressione diretta degli interessi dei padroni. Gli interventi ufficiali sono stati di livello politico complessivamente avanzato. I rappresentanti dell’ANPI Ivrea e Canavese e dell’ANPI Valle Elvo e Serra hanno denunciato con chiarezza la fase attuale, segnata dal ritorno della guerra come strumento ordinario di regolazione dei rapporti tra Stati, funzionale agli interessi della borghesia imperialista internazionale.
Di particolare rilievo l’intervento del portavoce di “Biellesi per la Palestina Libera”, Olmo Losca, che ha richiamato la riflessione di Hannah Arendt sulla “banalità del male”, collegandola alla passività indotta nelle masse dalla propaganda contemporanea. Il riferimento alle tecniche di manipolazione elaborate da Joseph Goebbels ha evidenziato la continuità nei meccanismi ideologici utilizzati per orientare e deformare la coscienza collettiva. Di notevole spessore anche l’intervento della docente di diritto costituzionale Alessandra Algostino, che ha denunciato con argomentazioni puntuali il carattere repressivo delle politiche governative, in particolare del “decreto sicurezza”, che limita concretamente diritti fondamentali quali il diritto di manifestare, scioperare e protestare, formalmente garantiti dalla Costituzione democratico-borghese del 1948. La docente ha inoltre richiamato con forza la necessità di garantire diritti e tutela ai migranti, vittime dirette delle guerre e delle politiche imperialiste.
A tutte le iniziative del 24 e 25 Aprile ha partecipato l’Organizzazione di Biella del PMLI, che ha portato nelle piazze il manifesto del Partito, chiamando le masse antifasciste a rovesciare il governo neofascista Meloni. I compagni hanno diffuso centinaia di volantini con l’Editoriale de Il Bolscevico
dedicato alla ricorrenza, contribuendo a rafforzare la presenza e l’iniziativa politica marxista-leninista nel territorio biellese.
29 aprile 2026