Sassari: Particolarmente combattivo lo spezzone di giovani e studenti. Interesse per la diffusione del volantino del PMLI "Uniamoci per buttar giù il governo neofascista Meloni, Mussolini in gonnella"
Dal corrispondente di Sassari de “Il Bolscevico”
Circa seicento manifestanti, mobilitati dall'Anpi, associazioni culturali, CGIL territoriale e pensionati, partiti del campo largo borghese, per l'81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, hanno sfilato in corteo lungo alcune vie del centro di Sassari per radunarsi in piazza del Comune dove attendevano autorità locali, istituzionali, politici locali e regionali, esponenti di associazioni di combattenti e reduci di varie armi.
La linea ufficiale della ricorrenza "Contro tutte le guerre, per la pace e i diritti" è stata sintetizzata, durante la manifestazione di Cagliari, dove in 5 mila hanno sfilato in corteo, dal presidente del Consiglio regionale Piero Comandini (PD) parlando di attualità della pace perché "a poca distanza da Cagliari si sganciano bombe contro popoli inermi per conquistare qualche chilometro di terra" (sic!) e dalla segretaria CGIL Cagliari Simona Franzecco parlando di momento per ribadire la centralità del lavoro e dei diritti.
In testa al corteo sassarese lo striscione dell'Anpi "I Partigiani", al seguito manifestanti di ogni età in atteggiamento compassato per la maggior parte del breve percorso con isolati cori di "Bella ciao" e sporadici slogan a difesa dei valori della Costituzione borghese, sventolava qualche bandiera italiana, qualche bandiera arcobaleno, qualche bandiera CGIL e diverse bandiere rosse.
In coda al corteo lo striscione bianco "Partigiani della pace" radunava la componente studentesca organizzata, combattiva nel lanciare slogan contro la guerra imperialista, il riarmo, l'economia di guerra, le nefandezze di USA e nazisionisti in Medio Oriente, contro i provvedimenti del governo Meloni, per la continuità con la Resistenza antinazifascista.
Alla distribuzione di un consistente numero di copie del volantino del PMLI "Uniamoci per buttar giù il governo neofascista Meloni, Mussolini in gonnella", sono seguite interlocuzioni con diversi manifestanti in merito alla linea di non dare tregua, dopo la batosta referendaria, al governo Meloni per buttarlo giù il prima possibile con la mobilitazione popolare di piazza, ispirandosi alla tenacia di partigiane/i nel '43-'45 che combatterono in armi il nazifascismo "ma sognavano anche di cambiare radicalmente l'Italia con il socialismo".
29 aprile 2026