Valdisieve: Centinaia in corteo a Pontassieve. Le istituzioni borghesi targate PD imprimono un carattere pacifista e antistorico all’iniziativa. Presente con i propri vessilli e la bandiera palestinese La Cellula locale del PMLI diffonde l'Editoriale e l'Appello di Scuderi
Dal corrispondente della Cellula “F. Engels” della Valdisieve
Anche quest’anno il 25 Aprile le amministrazioni dei principali comuni della Valdisieve (Firenze) hanno organizzato il corteo partito dalla piazza antistante il circolo “Rinascita 72” di San Francesco a Pelago per terminare nel centro storico di Pontassieve. Durante il percorso, tre soste per omaggiare i monumenti ai caduti, e una al cippo dedicato al compianto partigiano Natale Benvenuti, nome di battaglia Stoppa.
All’iniziativa hanno partecipato alcune centinaia di antifascisti che al termine del corteo si sono raccolte davanti alla biblioteca comunale dove si sono tenuti i saluti delle istituzioni, dell’Anpi locale, oltre all’intervento di una rappresentante di Emergency Firenze. L'iniziativa è terminata ascoltando le voci del gruppo “Fuori dal coro”, composto da giovani e giovanissimi che hanno proposto ai partecipanti un repertorio di canzoni - una delle quali anche il lingua greca - che in realtà c'entravano ben poco con la giornata del 25 Aprile, di memoria, ma anche di lotta partigiana. Per fortuna l'ultimo pezzo intonato è stato Bella Ciao in versione ridotta, ma comunque cantata e apprezzata dai manifestanti.
Gli interventi istituzionali delle amministrazioni piddine e anche quello dell'ANPI, si sono contraddistinti, oltre che per le solite parole di circostanza, nell’evidente intenzione di imprimere all’iniziativa un carattere compassionevole per i caduti, di commozione soprattutto per le vittime dell'olocausto, in una dialettica intrisa di pacifismo imbelle legato anche all'attualità ed agli scenari di guerra imperialista nel mondo che nessuno ha qualificato come tale, rimettendosi genericamente ad una urgente necessità “di pace”.
In quest'ottica, non è certo un caso che per la prima volta sul palco fosse presente insieme ai gonfaloni dei comuni la bandiera dell’ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cattolici) fondata nel 1947 dall'imprenditore Enrico Mattei in chiave anticomunista, e rifondata dopo anni di inattività nel 1989. Un'associazione frazionista poiché l'ANPI era già stata fondata nel 1944 ed era già la casa di tutti i partigiani.
Tutta la manifestazione è stata dunque permeata da un carattere pacifista fine a sé stesso, ed anche profondamente antistorico, che di fatto rinnega lo spirito e i valori della Resistenza. I partigiani infatti, pur amanti della pace, dovettero armarsi per liberarsi dalla dittatura nazifascista; altrimenti, di sicuro non avrebbero liberato il Paese dall’occupante nazista e dal regime mussoliniano. Una contraddizione evidente, rilevata con chiarezza e senza ambiguità dalle compagne e dai compagni militanti e simpatizzanti della Cellula “F. Engels” della Valdisieve del PMLI.
Il PMLI anche quest’anno è stato l'unico partito, e baluardo di classe, presente all’iniziativa con le proprie bandiere, con quella palestinese e con il cartello per il 25 Aprile. I compagni hanno distribuito sia volantini sull'Anniversario della Liberazione sia quelli contenenti l'Appello alle ragazze e ai ragazzi del compagno Segretario generale Giovanni Scuderi, redatto per il 49° anno di Fondazione del PMLI.
Da rilevare la mancanza totale di bandiere e vessilli dei partiti della sinistra istituzionale, inclusi anche quelli a sinistra del PD o dei 5 Stelle che risorgono sul territorio opportunisticamente, guarda caso solo nelle fasi pre-elettorali.
Al termine nostri compagni sono scesi a Firenze per raggiungere la delegazione organizzata dal Comitato provinciale di Firenze del PMLI al corteo di Firenze Antifascista.
29 aprile 2026