Biella: Lavoratori, pensionati e studenti scendono in piazza contro guerra, precarietà e sfruttamento. Il PMLI tiene alti bandiere e cartello
Dal corrispondente dell'Organizzazione di Biella del PMLI
Nonostante un insolito clima freddo centinaia di lavoratrici e lavoratori di ogni settore, affiancati da studenti e pensionati si sono riversati in piazza Martiri della Libertà per celebrare il Primo Maggio. Non una ritualità svuotata, come vorrebbero padroni e istituzioni, ma una giornata viva di lotta, denuncia e organizzazione contro il sistema capitalistico, incapace di garantire condizioni di vita dignitose alle masse popolari.
Il corteo ha espresso con forza il malcontento crescente verso una condizione lavorativa sempre più segnata da precarietà, bassi salari, ricatti e sfruttamento intensificato. Le politiche del governo neofascista di Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, continuano a favorire apertamente il grande capitale e a scaricare i costi della crisi sulle spalle della classe operaia, aggravando disuguaglianze e insicurezza sociale.
Alla manifestazione hanno partecipato numerose categorie sindacali, unite nella denuncia dell'insostenibile situazione. C'era anche il mondo dell’artigianato, anch’esso colpito dalla stretta del grande capitale e dalla subordinazione alle logiche del profitto. Significativa la presenza delle bandiere rosse delle compagne e dei compagni del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), del Partito Comunista Italiano (PCI) e del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) che ha portato in piazza parole d’ordine chiare e senza ambiguità contro il regime capitalista e neofascista. Il nostro Partito ha sfilato con le bandiere e con il cartello sul 1° Maggio.
Durante il corteo si sono levati slogan contro la precarizzazione strutturale del lavoro, contro lo sfruttamento sistemico e contro le politiche imperialiste che alimentano guerra e devastazione. Forte e sentita la denuncia del genocidio del popolo palestinese, con l’accusa diretta alle potenze imperialiste e al governo italiano per la loro complicità politica e materiale. In questo quadro è stata espressa piena solidarietà internazionalista alla Flotilla umanitaria recentemente arrestata nelle acque di Creta dai nazisionisti mentre tentava di rompere il blocco e portare aiuti alla popolazione palestinese, ennesima dimostrazione della repressione contro ogni iniziativa concreta di sostegno ai popoli oppressi. La solidarietà internazionalista è emersa come elemento centrale della coscienza di classe, contro ogni tentativo di divisione infatti è stata intonata più volte “L’Internazionale”. Non sono mancati momenti di denuncia politica sotto la sede di Fratelli d’Italia, dove il corteo ha ribadito con determinazione il rifiuto di ogni rigurgito fascista, razzista e populista. Gli slogan scanditi hanno espresso con chiarezza l’opposizione popolare a un governo neofascista al servizio dei padroni.
La manifestazione si è conclusa con i comizi ai Giardini Zumaglini, dove gli interventi sindacali di CGIL, CISL e UIL hanno in qualche modo sottolineato l’urgenza di una risposta collettiva e organizzata. È emersa con forza la necessità di rilanciare la lotta nei luoghi di lavoro e nella società, superando ogni illusione riformista e ogni subordinazione alle compatibilità del sistema capitalistico.
Il Primo Maggio 2026 ha confermato una verità che la propaganda borghese tenta inutilmente di nascondere: la contraddizione tra capitale e lavoro è più viva che mai. Per questo la mobilitazione non può esaurirsi in una giornata simbolica. Deve proseguire e rafforzarsi ogni giorno, nelle fabbriche, nei territori, nelle scuole e nelle piazze.
6 maggio 2026