Aggressione piratesca dei nazisionisti israeliani al largo di Creta in acque internazionali
Israele sequestra le navi della Flotilla e arresta gli attivisti
Manifestazioni di protesta in tutta la penisola
Mussolini in gonnella rompa ogni rapporto con Israele genocida e la metta fuori legge a livello internazionale

Dopo alcuni giorni di minacce, intimidazioni, blocco delle trasmissioni radio da parte della marina israeliana, nella notte fra il 29 ed il 30 aprile con un blitz illegale e piratesco a sud di Creta, i nazisionisti di Tel Aviv hanno abbordato 22 navi delle sessanta componenti la nuova Flotilla e arrestato con armi spianate, percosse, pressioni psicologiche, 211 attivisti ed attiviste, nonostante Israele parli ancora di 175.

Un abbordaggio piratesco
Una squadriglia di navi da guerra israeliane con a bordo militari addestrati e armati, sistemi da guerra ibrida come i jammer che interferiscono con i dispositivi radio e ne bloccano il funzionamento, ha navigato senza essere individuata né segnalata da nessuno, fino a raggiungere la flotta di imbarcazioni a vela civili, disarmate e cariche di aiuti umanitari per Gaza a oltre cinquecento miglia nautiche dalle coste del proprio Paese. Quando il convoglio militare ha raggiunto la Global Sumud Flotilla ha atteso la notte di mercoledì per far decollare dei droni e lanciare il primo avvertimento. “Questa è la marina israeliana – si udiva a bordo delle imbarcazioni solidali -. Invertite la rotta e tornare nei porti di origine. Ogni tentativo di rompere l’assedio marittimo di sicurezza della Striscia di Gaza viola il diritto internazionale.”. Un paradosso, poiché in realtà è l'esatto contrario, con un diritto internazionale sistematicamente ignorato e calpestato dai sionisti che oltre a farsene burla in Palestina, Cisgiordania, Libano ed Iran, adesso e per la seconda volta in pochi mesi, sequestrando impunemente imbarcazioni a centinaia di miglia dalla costa israeliana.
Poco dopo si è scatenato l’assalto con gommoni a tutta velocità che hanno circondato le barche, traccianti e luci puntate addosso, urla in ebraico e mitra spianati con i mirini laser puntati sugli attivisti. Un arrembaggio, come lo definisce un attivista che era a bordo di una delle imbarcazioni assaltate “degno della più hollywoodiana delle azioni anti-terroristiche, ma rivolto a gruppi di persone quiete, sedute in cerchio con i giubbotti di salvataggio e in attesa pacifica”.

Trump appoggia l'ennesimo atto terrorista di Israele
Anche Netanyahu ha voluto coordinare in prima persona la marina nazisionista e, utilizzando il consueto strumento della menzogna perpetrato innanzitutto alla popolazione del suo Paese, non ha perso occasione per associare la più imponente missione umanitaria che abbia mai tentato di spezzare l’assedio illegale di Gaza, ad Hamas ed al più bieco terrorismo.
Ma sulla facilità di intervento della marina israeliana pesa probabilmente una fattiva complicità delle autorità greche che pur respingendo le critiche, di fatto hanno ignorato il primo SOS precedente all'attacco, inviando poi una corvetta solo 6 ore dopo. Impossibile non essere più pronti, anche perché Netanyahu aveva già annunciato che l’intervento sarebbe servito a ridurre la flotta, destinata a raggiungere le 70 - 80 unità con le imbarcazioni in partenza da Grecia e Turchia, superando di molto le 42 abbordate sei mesi fa con 462 persone a bordo davanti a Gaza.
Senza vergogna né pudore, ma con la boria nazista di chi si sente protetto e supportato al punto di sterminare un intero popolo, attaccarne altri e prendendosi gioco del diritto marittimo ed internazionale, il boia di Tel Aviv ha celebrato l’operazione come un grande successo, affermando con un sarcastico e malvagio sorriso che gli attivisti “Gaza continueranno a vederla su Youtube”.
Chi certamente non perde occasione per saldare ancora la sua internazionale nera con Israele, sono gli Stati Uniti di Trump, che con un immediato intervento del portavoce del dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, hanno condannato con fermezza la Flotilla per Gaza definendola un'iniziativa "filo-Hamas” che addirittura “costituisce un tentativo infondato e controproducente di minare il piano di pace del presidente Donald Trump per la Striscia di Gaza”.

Meloni stigmatizza l'intervento ma continua ad attaccare la Flotilla
Da Roma, anche il governo Meloni ha condannato il “sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto in acque internazionali al largo delle coste greche”, ed ha chiesto al governo dello Stato ebraico di liberare “immediatamente” gli italiani “illegalmente fermati” nel “pieno rispetto del diritto internazionale”.
Ma Mussolini in gonnella, che anche in questo caso si riposiziona tatticamente in un quadro politico estero che si intreccia con un sentimento popolare nazionale sempre più complicato nell'intenzione di mantenersi voti utili alla riconferma nel 2027, non perde occasione per attaccare anche la Flotilla, come peraltro fatto anche nel fermo precedente.
Se infatti Palazzo Chigi rinnova “l’impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale” (che per il momento si sono tradotti in aiuti militari ad Israele), dall'altro Meloni in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri chiosa "Per quello che riguarda il mio giudizio sulla Flotilla non ho cambiato molto idea, mi continua a sfuggire l'utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere, come se non ne avessimo già a sufficienza".
Poco dopo, altro “tampone” di Roma che assieme a Berlino ha rilasciato una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri per chiedere “il pieno rispetto del diritto internazionale e di astenersi da azioni irresponsabili”. Dure critiche anche da Spagna e Turchia.
Ma nonostante queste foglie di fico, la politica del governo neofascista nei confronti di Israele è sempre stata chiara e continua ad esserlo, ed è di appoggio assoluto nel genocidio palestinese nel nome della fantomatica “lotta al terrorismo”, il che pone inevitabilmente Roma strettamente al fianco insanguinato di Tel Aviv anche nelle questioni “collaterali”, come appunto il blocco marittimo che aiuta e non poco nell'opera genocidaria che si protrae da tre anni.
Fra l'altro questo nuovo sequestro si unisce anche al recente blocco delle 240 tonnellate di aiuti alimentari raccolti da Music for Peace per la Palestina e ferme da mesi in Giordania, senza che Roma abbia battuto ciglio.
Per questo anche l'opposizione parlamentare stigmatizza la nota di Palazzo Chigi, e a turno AVS, 5 Stelle e PD definiscono Meloni “succube di Israele” chiedono sanzioni al governo israeliano, il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina e un intervento diretto dell'UE che certamente critica l'azione, ma che poi nella pratica se ne infischia. Pd, M5S e Avs poi, congiuntamente e in odore elettorale, hanno anche ripresentato la stessa mozione in Parlamento con cui il 10 dicembre scorso puntavano a impegnare “il governo a livello internazionale perché Netanyahu, ed i ministri Gvir e Katz siano fermati, come chiede la Corte Penale Internazionale”.
Tatiana Montella, una dei rappresentanti legali del team italiano della Gsd, ha affermato: “Con gli esposti contro Israele relativi alla scorsa flotilla siamo arrivati fino a un’ipotesi di tortura, insieme a sequestro, danneggiamento, pericolo di naufragio, ed oggi ci ritroviamo in una situazione in cui, nonostante esista un procedimento aperto, avviene un abbordaggio in acque internazionali senza che nessuno stato sia intervenuto. Chiediamo che non si verifichino casi di torture come l’anno scorso e che sia permesso alle altre imbarcazioni di riprendere la rotta verso Gaza.”

L'immediata solidarietà delle piazze italiane
Solo l'immediata e grande ondata di solidarietà internazionale ha impedito la deportazione massiccia degli arrestati nella famigerate carceri israeliane.
Un solidarietà arrivata da quei governi europei che pur fattivamente appoggiano Israele nella sua politica colonialista, ma che di fronte a questioni che riguardano anche cittadini della loro nazionalità devono quantomeno salvare la faccia, ma soprattutto delle masse popolari antifasciste, antimperilaiste, e antisioniste che in quattro e quattr'otto hanno nuovamente riempito le piazze dopo il sequestro.
Dei 211 fermati infatti, 209 sono fatti sbarcare a Creta, mentre due degli attivisti sono stati condotti in carcere in Israele per essere interrogati. Si tratta appunto di Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, che hanno iniziato uno sciopero della fame ed hanno denunciato anch'essi di aver subito violenze.
In poche ore si è nuovamente scatenata una gigantesca pressione popolare che si è riversata nella piazze a poche ore dalla denuncia ufficiale della Gsf. Anche l’addetto stampa della Global Sumud Flotilla, Gur Tsabar, ha esortato i governi di tutto il mondo ad agire immediatamente: “Ogni governo ha l'obbligo di proteggere gli oltre 400 civili a bordo e di rispettare il diritto internazionale. Il silenzio in questo momento equivale a una totale complicità (…) È necessario un intervento immediato per garantire la sicurezza della flottiglia e per assicurare che possiamo continuare ad aprire il corridoio umanitario verso Gaza”.
Assieme alle organizzazioni Palestinesi e ad altrettanti partiti parlamentari e alla sua sinistra fra i quali in alcuni casi anche il PMLI, sindacati di base ed associazioni da sempre attive nella lotta al fianco della popolazione palestinese come ANPI ed ARCI, la Cgil ha promosso decine di iniziative di piazza non solo nelle principali città quali Roma, Milano, Napoli, Torino, Alessandria, Firenze, Bologna, Padova, Venezia, Bari, Trento e Cosenza, ma anche nei centri minori, capoluoghi di provincia. Persino in piccoli comuni si sono verificati presidi spontanei di solidarietà con la Gsf e di denuncia ad Israele sionista.
Per avviare questa ondata di mobilitazione, Maurizio Landini, segretario generale della CGIL ha rinnovato l'urgenza di “Sospendere ogni accordo commerciale e militare e dismettere le politiche di guerra e riarmo. È ora che il governo italiano assuma una posizione chiara e ferma, priva di ambiguità. Davanti a quest'ennesima dimostrazione del raccapricciante nazisionismo israeliano occorre molto di più delle balbettanti proteste formali e vuote parole di condanna. Mussolini in gonnella rompa subito ogni rapporto con Israele genocida e la metta fuori legge a livello internazionale, visto che è proprio Israele ad aver calpestato ogni principio e legge del diritto internazionale.
In decine di migliaia nelle grandi città
A Roma il corteo aperto dallo striscione dei collettivi studenteschi Cambiare Rotta ed OSA “Israele Stato terrorista. Blocchiamo tutto” è partito dal Colosseo e, come accadde nell’autunno per Gaza, via dei Fori imperiali si è riempita di oltre quattromila attiviste e di attivisti, in particolare giovani e giovanissimi, nel giro di pochi minuti, presa d’assalto dai tanti che vogliono protestare per la Palestina, ma anche per chiedere le dimissioni del governo Meloni. Il corteo si è poi mosso verso Montecitorio e Palazzo Chigi, per poi proseguire in piazza Santi Apostoli e palazzo Valentini, davanti alla prefettura circondata dalla polizia in assetto antisommossa, per poi terminare al traguardo in piazza dei Cinquecento.
Tra le tante bandiere palestinesi, numerosi gli slogan urlati in questa come nelle altre piazze: “siamo tutti palestinesi”, “free free Palestine”; “Palestina libera dal fiume al mare”, “Giorgia Meloni devi andartene”.
A Milano invece il nutrito e combattivo corteo è partito da piazza Monforte, proseguendo lungo corso Buenos Aires fino a piazzale Loreto. In testa, lo striscione “Insorgiamo. Blocchiamo tutto”.
A Bologna in migliaia sono partiti da piazza del Nettuno, anche qui in migliaia e con una composizione variegata, sostanzialmente la stessa che è scesa in piazza in quasi tutte le quaranta città in cui si è manifestato.
A Firenze altrettante migliaia di persone si sono ritrovate in piazza Santissima Annunziata. "Equipaggi di mare e di terra contro l'economia di guerra", si legge nello striscione che affianca quello di Firenze per la Palestina che ha aperto ogni iniziative dello scorso autunno. "Siamo di fronte all'ennesima violazione del diritto internazionale, siamo di fronte a uno Stato che non rispetta nessuna regola – ha dichiarato Bernardo Marasco, segretario Cgil Firenze - Uno Stato che fa un atto criminale nei confronti di qualcuno che sta portando solidarietà. Credo che sia necessario che l'Europa non solo prenda le distanze, ma rompa la collaborazione militare con questo Stato e faccia sentire la massima pressione". Anche in questo caso il presidio si è trasformato in un corteo che ha raggiunto piazza San Marco.
A Napol i un presidio in piazza del Plebiscito si è trasformato in corteo ed ha percorso via Toledo tra cori come "Palestina libera" e "siamo tutti antisionisti", per poi continuare verso piazza del Gesù ed all'interno della Galleria Umberto I. Decine le bandiere palestinesi e lo stupore dei turisti ha accompagnato numerosi slogan contro il blocco navale e le operazioni militari di Israele.
A Torino alcune centinaia di persone hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura in piazza Castello. In piazza anche il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia Gianfranco Pagliarulo che nel suo intervento ha dichiarato: "Quando ieri sera tardi sono venuto a conoscenza dell'atto di pirateria in corso mi sono messo subito in contatto con i riferimenti che abbiamo per seguire la situazione che si stava creando. Questa mattina abbiamo lanciato un appello, e non siamo stati gli unici, affinché ci fosse la più grande mobilitazione popolare a difesa della Flotilla. Questa mobilitazione deve continuare".

La Flotilla non si ferma
Comunque il vergognoso e piratesco abbordaggio delle ventidue barche al largo di Creta non fermerà la missione diretta a Gaza. Gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, che nel momento in cui scriviamo è ancorata a Creta, collegandosi con un presidio Gsf Italia davanti alla Farnesina hanno confemato l'intenzione di proseguire la loro navigazione verso le coste palestinesi. "La Flotilla riparte (…) Abbiamo compagni da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui. Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia".
Ed allora, ancora una volta, “Buon vento Flotilla!”

6 maggio 2026