Dopo il nuovo atto di pirateria militare dei nazisionisti contro la Global Sumud Flotilla
Il movimento Propal scende in piazza a Genova
Dal corrispondente di Genova de “Il Bolscevico”
Il popolo antifascista, antisionista e antimperialista torna a far ascoltare la propria voce. L’occasione è stata fornita dall’ennesimo attacco del 29 aprile avvenuto in piena notte alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla vicino a Creta, in una zona di mare più vicina alle coste della Sicilia che a quelle israeliane, da parte dell’esercito terrorista sionista di Tel Aviv.
Nelle piazze di tutto il Paese il movimento Propal ha immediatamente organizzato una protesta e Genova, a questa chiamata, non poteva assolutamente mancare; ha subito battuto un colpo. Il luogo del ritrovo è lo stesso, presso la sede di Music For Peace a varco Albertazzi, in cui il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) di Genova ha chiamato alla raccolta gli antifascisti e gli antimperialisti per protestare contro i fatti criminosi della notte appena conclusa. Il corteo, composto da varie centinaia di manifestanti è partito verso via Buozzi, ha percorso le strade che costeggiano il porto, via Gramsci e poi ritmando “Free Free Palestine” si è diretto verso il centro. I manifestanti hanno esposto tante bandiere della Palestina e striscioni contro la guerra imperialista e le stesse parole d’ordine di quando Genova è riuscita a chiamare a raccolta 50 mila manifestanti. Tra le prime file si è vista la trasformista e sindaca di Genova Silvia Salis che in cerca, probabilmente, di visibilità ha portato in ogni modo la sua solidarietà agli attivisti della Flotilla sequestrati e arrestati illegalmente dagli israeliani e rivolgendosi idealmente al governo italiano ha affermato “Non si può stare a guardare”.
“L’attacco alla Global Sumud Flotilla è un atto intollerabile. Nessun Stato - ha dichiarato il presidente di Music For Peace Stefano Rebora - può interferire con navi civili battenti bandiera straniera in alto mare. Ciò che è avvenuto questa notte a mille chilometri da Gaza non è un’operazione di sicurezza: è un atto di pirateria militare”. Molto più decisa è la presa di posizione del Calp che in suo post pubblica: “Basta parole, basta sconcerto di fronte ai social. Vogliamo lo sciopero generale, dobbiamo bloccare di nuovo tutto”.
Come accaduto in precedenza, e nell’ottobre 2025, il governo neofascista di Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, delle imbarcazioni della solidarietà per un popolo che continua a subire un genocidio sotto lo sguardo imbelle del mondo capitalista, sequestrate in acque internazionali e del solidale popolo antisionista e antimperialista che ci viaggiava e ci viaggia sopra, al di là delle false dichiarazioni, se ne fa un “baffo” confermandosi, ce ne fosse ancora bisogno, complice dello Stato nazisionista di Israele.
6 maggio 2026