Sul negoziato con gli Usa
Iran: “Per ora, abbiamo deciso di concentrarci sulla fine della guerra perché riguarda l'intera regione, la nostra nazione e la comunità internazionale”
Per Trump una risposta “totalmente inaccettabile” espressa in sintonia col criminale genocida Netanyau che bombarda Gaza e Libano. L'UE complice se la cava con vergognose sanzioni solo a coloni sionisti
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Baqaei, in una intervista dei primi di
maggio aveva sottolineato che attualmente Teheran concentrava i suoi sforzi sulla fine della guerra “perché questa è una preoccupazione per l'intera regione, per la nostra nazione e per la comunità internazionale” piuttosto che “sprecare tempo su questioni che sulla base delle esperienze passate si sono già dimostrate così complesse da non poter raggiungere un accordo". Una fotografia reale della attuale condizione di stallo dei negoziati tra Iran e Usa, che ufficialmente viaggiano attraverso il mediatore pachistano, e che al 10 maggio sono ancora fermi alla farsa inscenata dall'imperialista Trump che definiva totalmente inaccettabile la risposta iraniana all'ultima proposta americana, appena dopo aver sostenuto che l'accordo era vicino.
Tanto vicino che il 5 maggio aveva sospeso l'operazione Project Freedom per dare spazio “ai notevoli progressi compiuti verso l’accordo di pace” e “visto il formidabile successo militare conseguito nel corso della campagna contro l’Iran”, ripeteva Trump. La folle iniziativa militare con la quale la marina Usa avrebbe dovuto scortare le navi in uscita da Hormuz lanciata dalla Casa Bianca neanche 24 ore prima era già abortita, tra l'altro su pressione anche dell'alleato sudita; il tempo per il comando centrale americano per gonfiare i muscoli e annunciare che sarebbero stati coinvolti “100 aerei, cacciatorpediniere e 15 mila soldati” e per il segretario del Tesoro, Scott Bennet, di dichiarare a Fox News “abbiamo il pieno controllo di Hormuz, lo stiamo riaprendo”.
Con queste carte in mano il capofila dei paesi imperialisti dell'Ovest, di cui fa parte l'Italia della neofascista Meloni, si presenterà a Pechino per il vertice del 14 maggio col capofila dei paesi imperiasliti dell'Est, il socialimperialista Xi Jinping. Lo stesso giorno a Nuova Delhi in India si tiene la riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS l'organizzazione che con Russia e Cina comprende anche l'Iran e gli Emirati arabi e altri paesi della regione come osservatori.
Riguardo ai passaggi della trattativa Usa-Iran possiamo rilevare che da parte di Teheran si sottolinea come le notizie diffuse dai media imperialisti quantomeno non sono accurate. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Baqaei ricordava l'11 maggio che la proposta iraniana di porre fine alla guerra con gli Stati Uniti, riaprire lo Stretto di Hormuz e lo sblocco dei beni iraniani ingiustamente congelati nelle banche a causa delle pressioni statunitensi, sono richieste legittime. Così come la garanzia della sicurezza nella regione e in Libano che devono far parte dell'intesa. In ogni caso “quando saremo costretti a combattere, combatteremo, e quando ci sarà spazio per la diplomazia, coglieremo quell'opportunità", precisava Baqaei.
In merito alla partecipazione di paesi europei a una forza navale da schierare nello Stretto di Hormuz, magari a seguito di una risoluzione presentata da tempo dal Bahrein e in discussione all'Onu e finora bloccata dal minacciato veto di Cina e Russia, il potavoce iraniano invitava gli europei a “non cedere all'arroganza di Stati Uniti e Israele", “questa guerra non è solo immorale, ma anche illegale. Stati Uniti e Israele hanno iniziato la loro aggressione contro l'Iran. Questi paesi europei non devono farsi ingannare e farsi coinvolgere in questa questione. Ci auguriamo che i paesi del mondo agiscano responsabilmente”.
La guerra "non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati. Si interviene e lo si porta via" rilanciava il criminale Netanyau. "A un certo punto prenderemo l'uranio arricchito, ne abbiamo il controllo”, concordava il “negoziatore” Trump. Il nazisionista Netanyau si tiene dietro le quinte nel negoziato Usa-Iran ma resta protagonista del geocidio palestinese e dell'aggressione al Libano, ha gioco facile nel massacro contro l'indifesa popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania e contro quella libanese nella parte del paese che vorrebbe occupare definitivamente, pur non venendo a capo della coraggiosa resistenza delle forze di Hezbollah.
Crisi umanitaria a Gaza per il criminale blocco sionista
La coraggiosa missione della Flotilla bloccata dal piratesco e impunito assalto sionista in acque internazionali ha tra le altre messo di nuovo in evidenza che non funzionano i presunti canali umanitari a sostegno della popolazione palestinese a Gaza, o meglio sono di fatto bloccati dai criminali sionisti che così applicano la strombazzata tregua di Trump e confermano la farsa del Board of peace, avallata dal governo della neofascista Meloni.
Il 7 maggio Medici Senza Frontiere (MSF) avvertiva che le prolungate restrizioni israeliane su cibo, aiuti umanitari e beni di prima necessità, unite ai ripetuti attacchi alle infrastrutture civili, hanno contribuito a una "crisi di malnutrizione creata artificialmente a Gaza” colpendo gravemente soprattutto donne incinte, madri che allattano, neonati e bambini piccoli. Una condizione confermata dal portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, che denunciava come circa 2,1 milioni di palestinesi rimangono intrappolate in un contesto di continua crisi umanitaria in meno della metà dell'enclave palestinese, rinchiusi dietro la famigerata linea gialla tirata unilateralmente dagli occupanti sionisti per controllare direttamente la parte esterna della Striscia. Dujarric confermava che il Programma alimentare mondiale ha osservato un aumento dei livelli di malnutrizione tra la popolazione, un indicatore che riflette il peggioramento della crisi alimentare nella Striscia assediata e indicava che le restrizioni all'ingresso di beni essenziali stanno ostacolando la ripresa dei servizi locali a Gaza.
In un intervento ad Atene in solidarietà con i palestinesi del 3 maggio scorso, la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ricordava che Israele è accusato di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio dinanzi ai due più importanti tribunali internazionali del mondo, quindi “finché l'occupazione israeliana della Palestina, che viola il diritto internazionale, le sentenze dei tribunali internazionali e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, non cesserà totalmente e incondizionatamente, gli Stati membri dell'ONU non devono aiutare o assistere Israele in alcun modo possibile”. “Invece di interrompere i legami, gli Stati europei hanno continuato a commerciare con Israele per proteggerlo, armarlo, vendergli armi e acquistare strumenti di spionaggio, rafforzando la sorveglianza nelle loro società, arrestando attivisti e reprimendo le libertà fondamentali. Questa è la realtà. Questa è l'israelizzazione delle nostre società”, commentava.
Chissà se la complicità dei principali sostenitori del criminale Netanyahu e del genocidio palestinese, Merz e Meloni in testa, sarà scalfita dalla mossa della commissione ministeriale sionista per la legislazione della Knesset che il 10 maggio ha iniziato a esaminare due progetti di legge volti ad abrogare ufficialmente gli Accordi di Oslo del 1993. E a tirare definitivamente il sipario sulla farsa dei due Stati. Finora la coppia imperialista europea ha appoggiato incondizionatamente il criminale Netanyahu e bloccato di fatto anche ogni iniziativa degli altri partner europei fino a difendere vergognosamente financo l'accordo di associazione Ue-Israele. In vista della riunione dell'11 magggio del Consiglio affari europei, 21 direttrici e direttori di Amnesty international firmavano un documento nel quale si affermava che “come minimo, l’Ue deve sospendere l’Accordo di associazione Ue-Israele, con i relativi privilegi commerciali, se intende dimostrare serietà nell’affrontare l’impunità di cui Israele gode da decenni. In caso contrario, rischia di rendersi complice del genocidio in corso, dell’occupazione illegale e del sistema di apartheid attuati da Israele”. E chiosava “l’Ue non può più sottrarsi alle crescenti accuse di doppi standard, soprattutto rispetto alla risposta ferma e basata sui principi adottata nei confronti della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. I diritti umani della popolazione palestinese, sistematicamente calpestati da Israele, richiedono lo stesso livello di rigore”. Il Consiglio Affari Esteri rispondeva con un vergognoso via libera a ridicole sanzioni contro i coloni sionisti “violenti” accompagnate da nuove sanzioni anche contro Hamas.
Intanto il genocidio palestinese continua. Il Ministero della Salute palestinese a Gaza ricordava il 10 maggio che il numero dei martiri è salito a 72.737 mentre il numero dei feriti ha raggiunto i 172.539. Numeri che comprendono anche le vittime dell'accordo del cessate il fuoco di Trump dello scorso 10 ottobre applicato con quotidiane violazioni dal criminale Netanyahu e che ha registrato 851 morti e 2.437 feriti. Con lo stesso metodo criminale i sionisti applicano l'accordo del cessate il fuoco in Libano dello scorso aprile con un bilancio dell'offensiva lanciata il 2 marzo che è salito a 2.759 morti e 8.512 feriti, senza contare gli oltre 1,6 milioni di libanesi sfollati a colpi di bombe dal sud del paese. Gli oltre 100 raid aerei, bombardamenti di artiglieria e incursioni di terra del 10 maggio sono la modalità con la quale i nazisionisti preparano il nuovo appuntamento negoziale in programma a Washington il 14 maggio con il governo di Beirut. Intanto nel pomeriggio dell'11 maggio il criminale Netanyahu convocava un vertice coi militari sulla guerra all'Iran, Trump dalla Casa Bianca annunciava “un incontro con un folto gruppo di generali sull'Iran” e il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, lasciando il Consiglio Esteri UE dichiarava “ci auguriamo che alla fine possa prevalere il buonsenso. Lo abbiamo detto anche a Rubio la scorsa settimana".
13 maggio 2026