Contributi
Diamat e quantismo: leggere la società come processo

di Cartesio - Napoli
Il n. 16 de Il Bolscevico ha dato notizia in "Echi" della votazione per l'installazione del monumento di Stalin a Khakass, laddove la popolazione ha sostenuto Koba nella difesa e nel contributo offerto al marxismo-leninismo, combattendo ogni sorta di revisionismo. Questo non deve stupirci e deve piuttosto indurci a riflettere sull'attualità dei Principi del leninismo, finanche in un periodo storico in cui si parla di quantismo.
Tra materialismo dialettico e cultura quantistica esiste, in realtà, una consonanza profonda, almeno sul piano filosofico. Il Diamat (abbreviazione russa di "materialismo dialettico") rifiuta l’idea di una realtà ferma, composta da oggetti isolati e governata da un meccanismo lineare. Per il marxismo-leninismo, come per il pensiero di Mao, la società è un processo storico in movimento, attraversato da contraddizioni, salti di qualità, rotture e nuove sintesi. In questa prospettiva, il reale non è mai quieto: muta per urti interni e per trasformazioni dei rapporti fra le sue parti.
Qui si comprende perché il richiamo al “quantico” risulti suggestivo. Nella fisica classica domina l’immagine di un universo ordinato come un orologio; nella sensibilità quantistica, invece, emergono probabilità, relazioni, discontinuità ed interdipendenze. Non si tratta di confondere scienza e filosofia, ma di cogliere un’indicazione: il mondo non si lascia ridurre con facilità a una catena di cause semplici e prevedibili. La realtà appare come un campo di tensioni, non come un blocco immobile.
Questo sguardo aiuta a leggere anche il presente digitale. Derrick De Kerckhove osserva che l’intelligenza artificiale sta cambiando il rapporto con il linguaggio, con la scrittura e con le facoltà cognitive. Quando memoria, orientamento, giudizio e persino l'immaginazione vengono in parte esternalizzati alle macchine, la cultura rischia di diventare più immediata, ma anche più fragile. Il problema non è solo tecnico: è una crisi di senso, di attenzione e di orientamento collettivo. La società appare allora come un sistema in trasformazione accelerata, dove le vecchie categorie non bastano più.
In questo quadro, il Diamat conserva una forza esplicativa notevole. Stalin, nei Principi del leninismo e nelle Questioni del leninismo, insiste sulla necessità di comprendere il marxismo come teoria viva, legata alla lotta concreta e alla trasformazione storica, non come schema astratto. Il leninismo, in questa lettura, è la capacità di cogliere il movimento reale, le contraddizioni del capitalismo, il ruolo della classe operaia e la funzione del partito come strumento organizzativo ovvero di avanguardia. Anche qui il mondo non è statico: è conflitto che si organizza, coscienza che si forma, quantità che diventa qualità.
La vicinanza con il quantismo sta dunque nel rifiuto del meccanicismo. La fisica classica, come un certo pensiero sociale ingenuo, tende ad immaginare una realtà totalmente prevedibile. Il materialismo dialettico, invece, insegna che ogni equilibrio è provvisorio e che ogni forma storica contiene in sé le condizioni del proprio superamento. Per questo il concetto di salto qualitativo, centrale nel marxismo-leninismo, trova una risonanza intuitiva nella nozione di discontinuità propria della cultura quantistica.
Leggere la società con questa lente significa dunque evitare due errori opposti: da un lato il determinismo rigido, dall’altro il caos puro. La storia non è né una macchina né un accidente. È un processo di relazioni, conflitti e possibilità. E nell’epoca dell’IA, dei media algoritmici e della velocità informativa, questa consapevolezza diventa decisiva. Il vero compito non è adorare la tecnica, bensì comprenderla dentro i rapporti sociali, orientandola verso fini umani e alla costruzione del socialismo.
In questa ottica, materialismo dialettico e quantismo, in fondo, convergono su una lezione comune: la realtà è movimento. E chi sa leggere il movimento capisce meglio anche le crisi, le transizioni e le nascite del nuovo.
Continuiamo a studiare i cinque Maestri del proletariato internazionale e gli insegnamenti del loro discepolo, lo stimato compagno Scuderi.

13 maggio 2026