Parata in tono minore il 9 maggio sulla Piazza Rossa a Mosca
Zelensky: “Dobbiamo fermare una versione aggiornata del nazismo che porta l’etichetta ‘made in Russia’. proteggere la vita delle persone e la libertà dei popoli da Putin è un tributo degno alla memoria di coloro che non permisero a Hitler di conquistare l’Europa e il mondo”
Per Putin, in difficoltà, la guerra “starebbe volgendo al termine” e vorrebbe trattare con l’Europa
 
Che l’imperialismo nazizarista russo sia in forte difficoltà lo ha ampiamente dimostrato anche la parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa a Mosca per celebrare la vittoria dell’Unione Sovietica contro il nazifascismo, ancora una volta strumentalizzata per alimentare la retorica dell’assedio, della continua minaccia esterna che giustifica azioni militari “preventive” verso l’esterno e politiche sempre più repressive, antidemocratiche e liberticide entro i confini. Quarantacinque minuti in tutto, nessun mezzo militare per timore di un attacco da parte dell'Ucraina, un discorso, quello del nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin stringato e senza sostanziali novità, in linea con la narrazione vittimistica della guerra esistenziale che la Russia starebbe conducendo contro il mondo intero. Seguita, ed è forse questa la parte più interessante, da dichiarazioni rese davanti al manipolo dei presidenti di Paesi alleati o amici, mai così pochi, che hanno sfidato il pericolo che la tregua con l’Ucraina non reggesse, nel corso delle quali Putin ha detto che la guerra più grande da 80 anni a questa parte, starebbe, secondo lui “volgendo al termine”, per poi aggiungere che il suo amico, l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, sarebbe stato a suo avviso un buon mediatore per un dialogo con l'Europa. Dall’evento moscovita esce insomma un imperialismo russo impaurito e isolato, che non riesce più a nascondere le sue difficoltà, come dimostrato anche dalla sia pur vaga apertura a negoziati fatta dallo stesso Putin e dal suo entourage che sancirebbero il fallimento di tutti gli obiettivi dell’“operazione militare speciale”.
L’ulteriore giro di vite su libertà civili, libertà di stampa, social, connessioni a internet, attività delle ong certifica quanto alta sia la percezione del pericolo da parte del nuovo zar del Cremlino che 4 anni fa aveva portato 60 km di carri armati alle porte di Kiev, e che oggi deve invece dormire con un solo occhio chiuso e l’altro fisso al cielo, per timore che il paese che doveva diventare la sottomessa periferia del suo impero, e che nel frattempo è emersa anche come avanzata potenza tecnologica e militare, dirotti sul Cremlino uno dei migliaia di droni e missili autoprodotti che stanno devastando l’industria petrolifera russa, impedendole persino di approfittare dei prezzi alti del greggio derivanti dalla crisi iraniana. E tutto questo dopo un numero di morti e feriti che secondo diverse fonti sarebbe superiore al milione di soldati, dopo essersi andati a legare mani e piedi alla Cina socialimperialista svendendo a Pechino tutte le materie prime a prezzo deciso dai cinesi, dopo furiose battaglie nelle quali sono stati sacrificati centinaia e centinaia di migliaia di militari per avanzare al massimo qualche metro. Addirittura l'Europa che secondo il Cremlino non contava niente, adesso diventa il principale interlocutore per una ipotetica mediazione, con Putin che dichiara che vorrebbe incontrare Zelensky quando fino a ieri non era neppure un “presidente legittimamente eletto”.
L’8 maggio alla vigilia della Giornata della Memoria e della Vittoria sul nazismo il presidente ucraino Zelensky era stato chiaro: “Purtroppo, dopo 81 anni, siamo di nuovo costretti a fermare il male, anche quello totale, che non porta altro che rovina e umiliazione, e che si basa su un'ideologia di odio simile. Una versione aggiornata del nazismo, che porta l'etichetta 'made in Russia’. Proteggere la vita delle persone e la libertà dei popoli da Putin è un tributo assolutamente degno alla memoria di coloro che non permisero a Hitler di conquistare l'Europa e il mondo", ha concluso Zelensky. Tuttavia il presidente ucraino ha ordinato di non attaccare la Piazza Rossa a Mosca durante la parata. "Per finalità umanitarie delineate nei negoziati con la parte americana dell'8 maggio 2026, decido di autorizzare lo svolgimento di una parata a Mosca (Federazione Russa) il 9 maggio 2026. Per tutta la durata della parata (dalle ore 10 ora di Kiev), la Piazza Rossa sarà esclusa dal piano di utilizzo di armi ucraine", si leggeva nel decreto pubblicato sul sito della presidenza ucraina. Uno smacco per il criminale di guerra Putin.
Il 9 maggio il presidente dell'Ucraina Zelensky si è recato al fronte e ha incontrato i militari impegnati in una delle zone più attive del conflitto, in Donbass. Lo ha reso noto lo stesso leader di Kiev su Telegram. Zelensky ha incontrato i soldati della 31 Brigata meccanizzata indipendente intitolata al tenente generale Leonid Stupnytsky. La brigata presidia la zona difensiva in direzione di Oleksandrivka. Di recente, "le Forze Armate ucraine hanno liberato 12 insediamenti in questa zona dagli occupanti", ricorda l'agenzia Unian. Il comandante in capo delle Forze armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, ha riferito al presidente sulla situazione al fronte. Successivamente, il comandante di brigata ha presentato un rapporto sulla situazione operativa nella zona di difesa. "Dall'inizio dell'operazione, abbiamo ripreso il controllo di circa 470 chilometri quadrati, neutralizzando più di 11mila invasori", ha riferito Syrskyi al presidente.
La tregua annunciata da Putin per l’8 e 9 maggio in occasione della parata della vittoria si è manifestata per l’ennesima farsa. Il 10 maggio almeno 17 persone sono risultate ferite in attacchi attribuiti alle forze russe in Ucraina. Una delle persone ferite, una bimba di tre anni, è stata segnalata nel Dnipropetrovsk, altre sette, tra cui un bimbo, nel Kherson, altre otto, tra cui due minori, nel Kharkiv e uno nella regione di Sumy. Nei giorni precedenti un raid aereo russo su Dnipro aveva provocato quattro morti. Sono invece almeno 12 i morti a causa di un attacco russo che ha colpito la città ucraina di Zaporizhzhia e il bilancio del criminale raid russo a Kramatorsk nell'est dell'Ucraina è stato di cinque morti e altrettanti feriti.
Non basta una tregua di "qualche ora", è "essenziale che la Russia sia costretta a mettere fine a questa guerra" e che "questi attacchi cessino ogni singolo giorno". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, criticando l'annuncio di un cessate il fuoco da parte di Mosca per l'8 ed il 9 maggio in occasione del Giorno della Vittoria, a poche ora da raid russi che hanno provocato diverse vittime a Zaporizhzhia e Dnipro. Nel primo caso, ha spiegato Zelensky in un post su X, si è trattato di un attacco con bombe aeree guidate che ha preso di mira le infrastrutture civili della città. "Si è trattato di un attacco terroristico assolutamente cinico, privo di qualsiasi giustificazione militare", ha scandito, confermando un bilancio di 12 morti. "In serata, quelle canaglie russe hanno lanciato attacchi anche contro Dnipro. Al momento, sono state segnalate quattro vittime", ha aggiunto. "È un cinismo assoluto chiedere un cessate il fuoco per tenere celebrazioni propagandistiche mentre si conducono attacchi missilistici e con droni ogni singolo giorno… La Russia - ha aggiunto Zelensky - potrebbe cessare il fuoco in qualsiasi momento, e questo fermerebbe la guerra e le nostre risposte. La pace è necessaria, e servono passi reali per conseguirla. L'Ucraina ricambierà in egual misura".
L’11 maggio, arrivando al Consiglio Affari esteri dell’Unione europea a Bruxelles, il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha dichiarato che "Sul campo di battaglia ci troviamo di fronte a una nuova realtà. L'Ucraina si è rafforzata. Dopo un inverno difficilissimo, siamo riusciti a superarlo, con l'aiuto dei nostri partner internazionali, e sul campo di battaglia abbiamo stabilizzato il fronte. Siamo anche in grado di controllare lo spazio aereo. Per quanto riguarda i droni, ora siamo in grado di abbattere fino al 90% degli oggetti aerei con cui i russi ci attaccano. Inoltre, stiamo attuando sanzioni speciali a lungo raggio molto efficaci, e stanno funzionando. Abbiamo anche notato nuovi e interessanti sviluppi in Russia, non solo in ambito economico, quindi li stiamo monitorando, e per noi questo è anche un segnale per continuare a esercitare pressione sulla Russia. Ecco perché sono qui per discutere con i miei colleghi nuovi pacchetti di sanzioni". "Discuteremo – ha aggiunto - degli sforzi di pace. Cerchiamo di sfruttare ogni opportunità per avvicinarci a una pace globale più vicina. Potremmo parlare del nuovo ruolo dell'Europa. Certo, i colloqui di pace procedono sotto la guida degli Stati Uniti, e abbiamo bisogno della leadership degli Stati Uniti, ma anche l'Europa potrebbe svolgere un ruolo. Discuterò di questa strada con i miei colleghi, e non stiamo parlando di colloqui di pace alternativi o di una strada diplomatica, ma di complementarità".

13 maggio 2026