Col corteo il 9 maggio a Roma
I falsi comunisti strumentalizzano la vittoria sul nazifascismo per appoggiare la Russia imperialista di Putin
A Firenze i Carc organizzano un presidio

Celebrare l'anniversario della vittoria sul nazifascismo proclamata il 9 maggio 1945 e ricordare il decisivo contributo dato del popolo sovietico e dalla gloriosa Armata rossa agli ordini di Stalin per sbaragliare le orde hitleriane, è un onore e un dovere di ogni sincero comunista, antifascista e antimperialista conseguente.
Chi invece, prende a pretesto la ricorrenza di questa storica vittoria, come hanno fatto la Rete dei comunisti, che a Roma ha organizzato addirittura un corteo “contro guerra e riarmo, per riaffermare la prospettiva del socialismo”, e il Partito dei Carc, che a Firenze ha organizzato un presidio contro “censura e russofobia”, e la usa per fare l'apologia della Russia di Putin e giustificare in qualche modo l'aggressione imperialista all'Ucraina è un imbroglione politico.
Si tratta di falsi comunisti che tentano di gettare fumo negli occhi delle masse operaie e popolari negando il fatto che la Russia di Putin non è più la patria del socialismo e l'Unione sovietica di Lenin e Stalin, ma una potenza imperialista che insieme al socialimperialismo della Cina di Xi, che a sua volta non è più la Repubblica popolare cinese di Mao, contende all'imperialismo occidentale, europeo e americano, il dominio del mondo.
Si tratta di agenti putiniani che in pubblico sventolano la bandiera rossa, ostentano la falce e martello e inneggiano al socialismo, ma dietro le quinte agiscono per procura del Cremlino per ingannare le sincere rivoluzionarie e i sinceri rivoluzionari che anelano al socialismo, sviandoli dalla lotta di classe e dalla lotta antimperialista, teorizzando la collaborazione del proletariato con la classe dominante borghese e sostengono l'imperialismo dell'Est (buono) contrapponendolo all'imperialismo dell'Ovest (cattivo).

13 maggio 2026