L'ennesimo inganno parlamentarista dei falsi comunisti
Il PRC pronto a diventare la ruota di scorta del “campo largo”
Invitiamo i sinceri comunisti del Prc a lottare contro il regime capitalista neofascista, per il socialismo e il potere politico del proletariato

Se vogliamo cacciare Giorgia Meloni e questo governo fascista, come cantiamo in ogni corteo, dobbiamo batterla nelle elezioni. Quindi bisogna essere conseguent i”.
Il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo afferma da Milano, in occasione del 25 Aprile, che Rifondazione deve puntare a “un accordo tecnico con il campo largo ” perché anche i voti del PRC, sostiene, possono essere fondamentali per far vincere il “centro-sinistra”.
Nel comitato politico nazionale del 12 aprile, la linea pro-accordo di Acerbo ha prevalso di poco: 89 voti, contro gli 80 dei contrari, guidati dall’ex ministro Paolo Ferrero. Al punto da indurre questa minoranza, composta anche da Daniela Alessandri, Fabrizio Baggi, Eliana Ferrari, Loredana Fraleone, Tonia Guerra, Ezio Locatelli, Vito Meloni, Antonello Patta, Matteo Tarenghi, Sandro Targetti e Roberto Villani, a denunciare pubblicamente: “Siamo di fronte a un radicale cambio di linea. Si dice di fare esattamente il contrario di quanto deciso al Congresso in cui era stato approvato un documento che affermava: ‘…Non si pone quindi il tema di un nostro ingresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo sia perché esso così com’è non è in grado di rappresentare un argine alla destra, sia perché stante la nostra debolezza saremmo sostanzialmente ininfluenti ’”. Di tradimento in tradimento il PRC non smentisce la sua natura riformista, parlamentarista e antirivoluzionaria.
Nel mio documento ho proposto la consultazione dei nostri iscritti sull’intesa a ridosso delle elezioni ”, dice Acerbo, convinto che non ci sia alternativa a un accordo. “In altri Paesi vige il secondo turno o ci sono leggi proporzionali. E lì i nostri compagni comunisti hanno scelto di favorire il voto antifascista...Possiamo farlo condividendo l’agenda votata dagli italiani nel referendum, ossia l’attuazione della Costituzione. Quindi un’agenda totalmente diversa da quella di Draghi o di Von der Leyen, costruita su un programma dove siano centrali i salari, il no al riarmo e l’ambiente. E comunque cacciare i fascisti è nella nostra identità ”.
E si dice favorevole anche alle primarie per scegliere il leader del campo largo: “Noi siamo per una legge elettorale proporzionale e contro la personalizzazione della politica però ritengo strano che il PD, nato come il partito delle primarie, ora le ostacoli temendo la vittoria di Giuseppe Conte. Dopodiché io vedo come i poteri forti vogliano rompere l’asse tra Conte e Schlein, e auspico che questo non accada ”.
Nel Documento politico approvato dal Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista domenica 12 aprile si legge tra l'altro: "È compito delle comuniste e dei comunisti sconfiggere Trump e i suoi alleati dell’ultradestra mondiale. Il sostegno al genocidio e al progetto di “Grande Israele”, l’aggressione al Venezuela e il sequestro del presidente Maduro e di sua moglie, la guerra contro l’Iran, l’inasprimento del blocco e la minaccia di invadere Cuba sono la manifestazione della reale natura del fascismo e dell’imperialismo MAGA. '' Significativamente non c'è una parola chiara di denuncia contro l'imperialismo dell'Est e in particolare sull'invasione nazizarista dell'Ucraina da parte di Putin, così come non c'è una parola sul socialismo.
''Il rifiuto politico della possibilità di convergenze con il centro-sinistra, nasceva da una valutazione sullo spostamento a destra del PD e sulla sua partecipazione a governi di unità nazionale fondati sull’austerità. Condizioni politiche che si sono evidentemente modificate(ma quando mai?) non solo per i cambiamenti di linea del PD dopo l’elezione di Elly Schlein, per la riduzione del peso dei centristi, per la presenza nello schieramento del M5S e per l’accresciuto peso di AVS. In passato abbiamo scelto una linea di rottura di fronte a un PD che aveva monolitiche posizioni aggressivamente neoliberiste e guerrafondaie. Rimaniamo contrari al bipolarismo e proporzionalisti ma questo non ha mai significato che in ogni passaggio elettorale si debba optare per una presentazione fuori dai poli prescindendo da una valutazione politica della fase.
Una visione dogmatica che non tenga conto dei mutamenti di fase – in primo luogo il primo governo in Europa guidato dagli eredi diretti del fascismo e il ruolo dell’estrema destra mondiale produrrebbe l’incapacità di indicare una strategia e una tattica in grado di incidere sui processi reali e sancirebbe la definitiva marginalizzazione del nostro Partito, fino a metterne in discussione la stessa esistenza. ''
La qual cosa svela l'opportunismo dei vertici del PRC volti a salvare l'esistenza del Partito e a fare un accordo con motivazioni (risibili) tutte incentrate sul ''voto utile '' per battere la destra, come se la ''sinistra'' borghese non fosse altro che l'altra faccia della medaglia del regime capitalista neofascista, come hanno dimostrato e dimostrano i suoi governi nazionali, regionali e locali e la sua opposizione di cartone al governo Meloni, che aldilà delle chiacchiere è stata lasciata indisturbata insieme ai suoi gerarchi di portare avanti il suo disegno di completamento del regime neofascista, cosa che continua a fare speditamente, “sinistra'' borghese poi che non ha voluto e non vuole mobilitare le masse per buttarla giù da sinistra e dalla piazza come il PMLI chiede fin dal primo giorno.
Il “campo largo” non solo non è alternativo in nulla alla destra ma ne condivide in sostanza la politica interna economica e sociale ed estera, nell'ambito del rilancio dell'imperialismo italiano nel quadro dell'imperialismo dell'Ovest(Usa-UE-Nato-Israele) ed è ferocemente anticomunista.
Rifondazione ha evidentemente dimenticato poi l'infame equiparazione dell'europarlamento tra nazismo e comunismo del 2019 votata dal PD e passata con l'astensione del M5S, propedeutica alla messa fuorilegge in tutta la UE dei partiti con la bandiera rossa e la falce e il martello.
Fra l'altro il PRC insiste nella parola d'ordine fuorviante e di retroguardia di ''difesa della Costituzione '', la quale non solo è ridotta carta straccia e controriformata da destra anche per volontà della ''sinistra'' borghese, ma in ultima analisi è una Costituzione borghese e anticomunista che ha consentito la marcia su Roma elettorale della Meloni e dei suoi gerarchi eredi del MSI e vede l'Italia parte integrante della UE imperialista, vero mostro economico, politico, militare e istituzionale, la quale non può essere riformata in alcun modo e va distrutta, cominciando a tirarne fuori l'Italia.
Quella di Rifondazione è dunque un'operazione strumentale alla sopravvivenza del partito, opportunista, che distorce la realtà politica, storica e sociale degli ultimi 32 anni (da quando è entrato in vigore il bipolarismo neofascista) e in ultima analisi altro non è che il tentativo di riportare alle urne le masse astensioniste di sinistra, determinanti per le vittoria del NO al referendum contro la riforma piduista e fascista della giustizia.
Lo ammettono apertamente nel documento approvato: ''I 15 milioni di “No” al referendum e i 300.000 nelle strade di Roma chiedono innanzitutto di bloccare il progetto autoritario della destra. E questo è possibile solo attraverso il voto nelle elezioni politiche del prossimo anno. Soprattutto tra le nuove generazioni, come si è visto con la mobilitazione per Gaza e nel referendum,... Questo avverrà inevitabilmente anche nel voto politico del prossimo anno, quando si sarà chiamati a decidere se accettare altri 5 anni di governo della destra filo-Trump e Netanyahu o imporre un cambiamento di direzione politica, per quanto esso possa essere parziale e, dal nostro punto di vista, insufficiente(!). Le contraddizioni del campo largo sono note ma è difficile non notare le differenze tra il governo Sanchez e quello Meloni... Non avrebbe senso rinchiudersi in uno “spazio incompatibile” lasciando ad altri il compito di essere destinatari del bisogno politico di cacciare le destre dal governo.
Le/i comuniste/i, per i quali l’antifascismo è un elemento costitutivo della propria identità, non possono disertare la lotta politica contro il governo Meloni sia nella dimensione sociale di conflitto e movimento, sia sul terreno specificamente elettorale.
Per questo, coerentemente con la nostra storia che non ci ha visto mai equiparare la destra fascista e leghista al centro-sinistra anche nei momenti di più aspro conflitto(!), il Partito della Rifondazione Comunista propone alle forze sociali e politiche di opposizione al governo Meloni di lavorare per un Fronte democratico per la Costituzione che ponga le basi per una coalizione elettorale maggioritaria.
L’obiettivo del nostro partito è di fare sentire in questo Fronte principalmente la domanda politica di coloro che hanno votato “No” al referendum ma che nel 2022 non avevano sostenuto nessuna delle forze di opposizione (nemmeno la nostra). È questa parte soprattutto che mette in campo una doppia esigenza: cacciare la destra dal governo e contemporaneamente avviare un percorso di costruzione dell’alternativa che porti all’affermazione di un programma di rottura nella direzione politica del Paese. '' E aggiungono sfacciatamente: ''Non ci illudiamo e non illudiamo sul fatto che già nel 2027 esistano le condizioni per questa alternativa, ma non c’è dubbio che questo processo sarebbe reso infinitamente più difficile dal permanere al governo per altri 5 anni di questa destra autoritaria e reazionaria, rappresentante italiana del trumpismo.... Si è detto che nel referendum si sono espressi 2 milioni di “No” senza rappresentanza politica. Si illude chi pensa di contrapporre quei 2 milioni agli altri 13 perché questo dividerebbe l’opposizione e lascerebbe campo libero alla destra, come anche chi pensasse di intercettare questi voti senza radicalità programmatica e, soprattutto, senza modificare gli equilibri tra le classi sociali all’interno della coalizione. ''
''In questa prospettiva la nostra ambizione..(è) di diventare (o meglio ridiventare), per dirlo con uno slogan, il 'partito dei 2 milioni'. La difesa e l’attuazione della Costituzione implicano un programma di pace, disarmo e di giustizia sociale. Un’alternativa al governo Meloni non è credibile se non si traduce in un programma di radicale discontinuità con le politiche neoliberiste e guerrafondaie perseguite anche dai governi di centrosinistra(!) e tecnici. Emblematico il fatto che il referendum promosso dalla CGIL proponeva di abolire le norme del Jobs Act approvato dal PD renziano " (per questo ti ci vuoi alleare? Chiediamo noi).
"Per mobilitare l’elettorato astensionista o le nuove generazioni c’è bisogno di proposte coerenti con i principi e gli obiettivi programmatici indicati dalla Costituzione nata dalla Resistenza, dal ripudio della guerra a politiche economiche redistributive, di intervento pubblico, di rilancio dello stato sociale e dei diritti delle classi lavoratrici. I costi di guerre, riarmo, sanzioni li pagano le classi popolari e oggi più che mai la lotta per la pace è indissolubilmente legata a quelle per la democrazia e per i diritti civili e sociali. "
Insomma la vecchia e già dimostratasi inefficace e antipopolare politica del "battere la destra", "turarsi il naso" e votare il "meno peggio", per riportare nel porcile delle istituzioni rappresentative borghesi milioni di astensionisti di sinistra e dare visibilità e poltrone nel parlamento nero se non addirittura nel governo ai candidati del PRC.
Nulla di nuovo sotto il sole, è già accaduto anche nel 2006 con la vittoria dell'Unione di Prodi e la conquista dello scranno più alto di Montecitorio da parte di Bertinotti. Quello che non viene ricordato è che dalle elezioni successive in poi, dal 2008 con la "sinistra arcobaleno", il PRC è scomparso dal parlamento, segno che la delusione del suo elettorato è stata troppo forte rispetto ai governi sostenuti da Rifondazione.
Noi marxisti-leninisti ribadiamo a differenza del PRC, già concentrato sulle prossime politiche, che occorre subito buttare giù da sinistra e dalla Piazza il nero governo Meloni, prima che faccia altri danni, non battersi per questo e aspettare le elezioni significa coprirlo e consentirgli di completare i suoi neri disegni tanto in politica interna che estera.
Ma soprattutto ribadiamo che quando le elezioni politiche si terranno occorrerà sì votare, ma l'unico voto, rosso, utile, di sinistra, antifascista e antimperialista sarà il voto dato al PMLI e al socialismo attraverso l'astensionismo tattico marxista-leninista, per delegittimare e in prospettiva, con la lotta di classe, liquidare e distruggere le irriformabili e nere istituzioni borghesi del regime capitalista neofascista.
Occorre realizzare l'obiettivo strategico della creazione delle istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo, basate sulla democrazia diretta, la parità di genere e a carattere permanente:ossia le Assemblee popolari e i Comitati popolari, composte anche da chi non è astensionista.
Invitiamo quindi i sinceri comunisti a non cadere nell'ennesima trita e ritrita trappola elettorale antiastensionista, come quella proposta dal PRC, ma di continuare a lottare contro il governo Meloni e per cambiare davvero l'Italia col socialismo e il potere politico del proletariato, che è poi la madre di tutte le questioni.
Come ha detto nel suo splendido Editoriale per il 49° Anniversario della Fondazione del PMLI, rivolto alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia il compagno Giovanni Scuderi, Segretario Generale, cofondatore e Maestro del PMLI: “Andate avanti con le vostre lotte, schivate le sirene riformiste e parlamentari del capitalismo, picchiate duro contro il governo neofascista Meloni, premete sulle vostre organizzazioni politiche e sindacali per buttarlo giù attraverso le manifestazioni e gli scioperi. In vista delle prossime elezioni politiche, già le varie forze borghesi sono in gran movimento per riuscire ad accaparrarsi più posti possibili in parlamento, e magari nel governo, per gestire gli affari della classe dominante borghese e del capitalismo. Non seguitele, non agevolate i loro piani parlamentari e governativi col vostro voto. Anzi, prendetene le distanze col voto astensionista anticapitalista e antifascista, per il socialismo e, se volete per il PMLI.
È tempo che riflettiate a fondo su quello che bisogna fare per liberarci da questo regime capitalista neofascista e su come cambiare l'Italia. Parliamone. Tutti i membri del PMLI, compreso il Segretario generale del Partito, sono ben felici di incontrarvi. Basta fissare un appuntamento per e-mail o attraverso il telefono della Sede centrale del Partito n. 0555123164. “Il Bolscevico” , organo del PMLI, è pronto ad accogliere i vostri eventuali interventi.
Nel dialogo tra chi lotta per cambiare l'Italia non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare. Lavoriamo tranquillamente assieme, auspicando che vi uniate al PMLI come militanti, o simpatizzanti, amici e alleati, per aiutare il proletariato e le masse popolari e giovanili a uscire dalle tenebre del capitalismo e entrare nella luce del socialismo.
Viva le ragazze e i ragazzi che lottano per cambiare l'Italia!
La via è tortuosa, l'avvenire è radioso (Mao).”

20 maggio 2026