Vergognoso privilegio
Per Urzì, coordinatore per il Trentino-Alto Adige di FdI, vitalizio da 630mila euro

Dal corrispondente dell'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI
Alessandro Urzì, attualmente deputato e coordinatore regionale per il Trentino-Alto Adige di Fratelli d'Italia, il 7 maggio ha compiuto 60 anni pertanto, in base alla legge regionale del 2014, ha maturato (come altri 29 consiglieri prima di lui) e incassato il “diritto” ad un vitalizio come ex consigliere regionale (fu eletto nel 1998 ed è rimasto in carica fino al 2022, anno in cui si è candidato alle elezioni politiche ed è salito alla Camera), che il consiglio regionale ha calcolato in una somma di circa 630.000 euro! Questo vergognoso “beneficio” spetta a chi abbia compiuto 60 anni d'età ed abbia fatto almeno due legislature: l'esponente di FdI, prima di salire alla Camera, ha anche fatto cinque legislature al consiglio provinciale di Bolzano. E non è tutto: il consiglio regionale ha calcolato che, oltre alla scandalosa somma di cui sopra, ad Urzì spetterà un assegno mensile di 4.700 euro non appena si concluderà l'attuale esperienza in parlamento! Insomma, un vero e proprio “jackpot” di soldi pubblici, il suo.
Urzì ha dichiarato alla stampa locale come Il Dolomiti e l'Alto Adige , con impareggiabile faccia tosta: “Non mi sono proprio mai preoccupato sinora del futuro, sono troppo impegnato sul presente. Abbiamo appena portato a casa la riforma dello statuto di Autonomia, fare il pensionato non è nei miei programmi. Di conseguenza non mi interessa attualmente capire quale potrà essere una realistica proiezione al di là di ogni supposizione (ne ho sentite di ogni). Credo che solo alla maturazione del diritto sia possibile una determinazione del monte contributivo”.
Ciò conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, cosa realmente rappresentano le casse dello Stato per questi sporchi politici borghesi corrotti fino al midollo: una vacca da mungere e spremere il più possibile per se stessi e le proprie consorterìe, e il tutto ovviamente in maniera “bipartisan”.

20 maggio 2026