A Milano sindacati di base e comitati civici uniti contro la privatizzazione del trasporto pubblico
Sala nomina i suoi fedelissimi nel CdA dell'Atm. Combattivo presidio vicino alla sede dell'azienda

Redazione di Milano
Il sindaco di Milano Giuseppe “Beppe” Sala (PD), come denunciato da più parti, sembrerebbe intenzionato a concludere il suo mandato, nel prossimo anno, regalando ai privati anche l'Atm (Azienda di Trasporti Milanese), la società adesso controllata interamente dal Comune che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nel capoluogo meneghino oltre che in 95 comuni della Lombardia.
Sabato 9 maggio un fronte compatto che ha visto uniti per la prima volta i sindacati di base degli autisti e vari comitati civici da sempre molto combattivi come “AspettaMI”, “La 73 non si tocca”, “Comitato Basmetto”, “Lambrate-Rubattino Riparte”, “Gruppo MilanoMPL”, “Baiamonti Verde Comune”, ha organizzato un presidio in Largo Cairoli, a due passi dalla sede dell'azienda in Foro Buonaparte, che ha avuto come slogan “Ultima chiamata per Atm” per dare un ultimatum a Palazzo Marino denunciando i tagli alle linee e alle corse dei mezzi di superficie, le difficili condizioni salariali e lavorative dei conducenti e la gestione opaca e privatistica dell’azienda oltre al recente rinnovo del Consiglio di amministrazione voluto da Sala.
Il servizio pubblico milanese e lombardo negli ultimi anni è andato progressivamente deteriorandosi: in superficie alle fermate di bus, tram e filobus si verificano attese estenuanti con corse che passano ogni 30 minuti o spesso addirittura cancellate senza alcuna comunicazione e molte stazioni sotterranee delle metropolitane sono inaccessibili per anziani e categorie fragili per il persistere di barriere architettoniche con scale mobili e ascensori il più delle volte fuori servizio.
Vi è inoltre una grave carenza di organico e gli autisti sono stremati da turni pesanti e salari inadeguati. Dietro alla propaganda del successo economico di Atm che ha chiuso in crescita il bilancio 2025, si nasconde dunque una realtà ben diversa fatta di tagli alle corse e alle manutenzioni e peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.
Il sindaco ha recentemente dichiarato che la privatizzazione sarebbe una notizia priva di fondamento ma lavoratori e comitati non si fidano perché molti inequivocabili segnali vanno proprio in quella direzione; ad esempio l'Atm ha annunciato che parteciperà a una cordata con le multinazionali Webuild e Hitachi, la stessa partnership che già operò per la realizzazione della linea metropolitana 4 con tempi di molto lunghi e gravata di elevati extra-costi, per la futura gara sul Tpl (Trasporto Pubblico Lombardo) che dovrebbe essere indetta entro l'anno. Viene inoltre fortemente criticato il recente rinnovo del Consiglio di amministrazione dove Sala ha piazzato tutti soggetti a lui fedeli e in questa nuova squadra che gestirà dossier strategici per il futuro della mobilità cittadina tra cui proprio la preparazione della nuova gara d'appalto e la proposta di project financing , figurano nomi molto controversi come Christian Malangone, già indagato nelle inchieste urbanistiche, e Alessandra Oppio, docente del Politecnico di Milano che si occupò delle perizie che definirono il prezzo della svendita dello stadio Meazza di San Siro a Milan e Inter.
Nel 2027 i milanesi saranno nuovamente chiamati alle urne ma non bisogna nutrire illusioni elettorali perché l’unica posizione coerente è l’astensionismo tattico marxista-leninista, rifiutando di legittimare la farsa delle istituzioni rappresentative borghesi e concentrare le proprie energie nella lotta di massa, nelle Assemblee popolari e nei Comitati popolari. I marxisti-leninisti milanesi e lombardi rifiutano ogni ipotesi di privatizzazione nel settore dei trasporti: come rivendica il Programma d'azione del PMLI, occorre fare piani di sviluppo e di ammodernamento del trasporto pubblico urbano ed extraurbano principalmente basato su metropolitane e privilegiare, in particolare nei centri cittadini, i bus elettrici e a basso tasso d'inquinamento potenziando gli orari, le frequenze, le linee e le vetture per fronteggiare adeguatamente le esigenze di mobilità con collegamenti delle zone periferiche al centro città. I trasporti pubblici urbani ed extraurbani devono inoltre essere gratuiti per i disabili, i pensionati poveri, i disoccupati e per spostamenti di lavoro e di studio.

20 maggio 2026