Su ordine del prefetto in camicia nera Esposito
Istituiti i metal detector fuori dalle scuole di Salerno e provincia
Studenti e insegnanti insorgono: “una misura vergognosa”. Deciso No della FLC CGIL

Redazione di Napoli
Non bastavano le controriforme del ministro fascioleghista Valditara volte a riportare la scuola indietro di un secolo, ai tempi del “libro e moschetto” e della scuola di Gentile, con la distruzione degli ITS e la fine dell’omogeneità scolastica oltre che un taglio netto ai programmi scolastici per quanto concerne gli argomenti “scomodi”, come Marx, Spinoza e persino Manzoni.
In provincia di Salerno, su autorizzazione del prefetto Francesco Esposito, saranno installati per la prima vota dei “metal detector” fuori le scuole. Per ora una misura “selettiva”, che ha ricevuto l’appoggio del referente provinciale dell’Associazione nazionale presidi, Claudio Naddeo, spalleggiato in questo anche dalla referente di Dirigenti scuola Maria Alfano. Il tutto nonostante questa misura di controllo, di certo arbitraria, vada a penalizzare quasi sicuramente gli insegnanti, come ha già fatto il divieto dei cellulari imposto da Valditara, e soprattutto nonostante i dati dimostrino un netto calo dei provvedimenti disciplinari e quindi il presunto “disordine” tra gli studenti medi salernitani delle scuole superiori, rendendo nei fatti inutile e deleteria questa stretta repressiva da regime neofascista.
Contrari alla decisione invece Daniela Novi, preside dell’istituto salernitano “Giovanni XXIII”, che ha asserito come una stretta securitaria non influisca affatto sulle cause dei comportamenti “indisciplinati” degli studenti medi, frutto di disagi sociali e familiari che certo non possono essere arginati da controlli polizieschi. Sulla stessa linea Franca Masi, preside dell’istituto “Della Corte Vanvitelli” di Cava De' Tirreni, che ha sottolineato la necessità di ricorrere ad un’educazione emotiva e sentimentale con una gestione dei conflitti che deve rassodare il rapporto tra scuole e famiglie. Sul tema era già intervenuta la segretaria generale della FLC CGIL Gianna Fracassi respingendo la proposta: “non servono metal detector, classificazioni arbitrarie di ‘scuole a rischio’, né narrazioni tossiche che richiamano etnie o alimentano paura e stigmatizzazione: occorre superare una logica che tende a controllare le studentesse e gli studenti invece di ascoltarli”.
Forte le proteste delle studentesse e degli studenti medi salernitani le cui rivendicazioni sono le stesse di noi marxisti-leninisti e vanno dalla chiara e netta opposizione alla controriforma degli ITS e più in generale dell’istruzione di Valditara che mira a riportare la scuola sui canali della repressione e del controllo instaurati a suo tempo dal ministro fascista Gentile, fino a questa disposizione vergognosa del prefetto in camicia nera di Salerno. Provvedimenti propugnati alla luce della scuola che vuole Mussolini in gonnella, che devono essere fermati con il fronte unito e la lotta di piazza in modo da rovesciare il governo neofascista Meloni, indebolito dai moti di piazza della Gen Z, del movimento per la Palestina, dai cortei degli studenti medi e universitari che, insieme agli operai in sciopero e a tutte le altre forze progressiste e antifasciste e agli astensionisti di sinistra, hanno contribuito nettamente alla vittoria del No al referendum sulla controriforma della giustizia.
 
20 maggio 2026