Terremoto arresti all'Agenzia provinciale per l'ambiente di Bolzano
Contestati traffico illecito di rifiuti, frode e coperture nella gestione delle ceneri degli impianti Syncraft. Kompatscher (SVP) difende gli indagati
Dal corrispondente dell'Organizzazione della provincia di Bolzano del PMLI
L'operazione “Carbone delle Alpi” condotta dai carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Trento, il 19 maggio ha portato all'arresto di 12 persone (19 gli indagati in tutto), fra cui cinque altoatesini, per le quali il gip di Trento ha chiesto la custodia cautelare per aver generato un “concreto pericolo per la salute pubblica e l'ambiente”.
Si trovano rinchiusi in vari penitenziari: Giulio Angelucci, direttore dell'Ufficio gestione rifiuti della provincia ed ex-candidato Verdi alle provinciali, il tecnico dell'APPA (Agenzia provinciale per l'ambiente di Bolzano) Andreas Marri, l'ex sindaco di Lasa e presidente della società “Leeg” Andreas Tappeiner, Hugo Trenkwalder di Laces e Rupert Rosanelli, ex presidente Seab e oggi consulente ambientale. Indagato anche il direttore dell'APPA Flavio Ruffini, di cui verrà valutata la sospensione dall'incarico.
L'inchiesta riguarda un traffico internazionale di rifiuti tossici sotto forma di ceneri che, al posto di essere eliminati (con grossi costi di smaltimento) venivano “ripuliti” tramite false certificazioni, piazzati sul mercato e venduti liberamente in Europa. Un traffico illecito da oltre 4 milioni di euro di profitti, secondo chi indaga. In pratica le ceneri, invece di finire in discarica, sarebbero state trasformate in bricchette
per il barbecue, in fertilizzanti per l'agricoltura e prodotti per l'edilizia.
Ad agire, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, ci sarebbe stata un'organizzazione formata da imprenditori, dirigenti e funzionari pubblici. "Le principali ipotesi per cui si procede - ha spiegato la pm Federica Iovene - sono il traffico internazionale di rifiuti e la frode in commercio. Rifiuti che sono costituiti da queste ceneri prodotte da impianti di piro gassificazione che contengono sostanze cancerogene e anche diossine".
L'inizio delle indagini risale al 2022, e il 6 agosto 2024 la Procura ordinò il sequestro preventivo nazionale di tutte le bricchette per barbecue a marchio “Alpenkohle”. Le indagini appurano che solo attraverso la catena OBI erano già stati venduti oltre 69mila sacchetti di carbonella tossica lavorata in Croazia con plastiche e leganti non naturali, le cui esalazioni depositavano Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) direttamente sui cibi in cottura. Due gli impianti di teleriscaldamento interessati dall'inchiesta, uno a Versciaco (non più attivo) e l'altro a Lasa, quest'ultimo sottoposto a sequestro preventivo e affidato ora ad amministrazione controllata.
Scandalosa è stata la reazione del presidente della provincia di Bolzano nonché dell'intero Trentino-Alto Adige, Arno Kompatscher (Svp), che entrando a gamba tesa nell'operato della magistratura ha detto: "Conosco le persone, si tratta di funzionari che lavorano da tanti anni per la Provincia in modo molto serio e sempre nel rispetto delle leggi e all'insegna dell'interesse pubblico... Correttezza, serietà, preparazione: queste sono le caratteristiche che tutti riconoscono a Giulio Angelucci, direttore dell'Ufficio rifiuti della Provincia di vecchia data, e a tutto il suo staff. La giustizia farà il suo corso, ma sono convinto che alla fine tutto si chiarirà. Probabilmente è una questione legata alla classificazione delle ceneri”.
27 maggio 2026