Prato
Presidio contro la riforma degli istituti tecnici e il ministro Valditara
Valditara rifiuta il confronto

Dal corrispondente della Cellula “G. Stalin” di Prato
Il 21 maggio su pressione di alcune Rsu degli istituti tecnici cittadini, la Flc-Cgil ha organizzato in Piazza Buonamici a Prato un presidio di protesta contro la riforma degli istituti tecnici varata per decreto il 19 febbraio scorso dal ministro fascioleghista dell'Istruzione e del “Merito” Valditara.
L'intento della mobilitazione era quello di ottenere un confronto diretto col ministro, presente in città per sostenere la campagna elettorale per il candidato sindaco leghista, sui contenuti della riforma.
“Questa occasione – ha annunciato Valditara durante la passerella elettorale - è per me molto importante per dare risposte concrete ai cittadini”. Risposte che però non sono mai arrivate perché il ministro appena finita la conferenza stampa in cui fra l'altro ha promesso: “Abbiamo stanziato per Prato 622 mila euro per l’anno scolastico 2025/2026 proprio per l’integrazione linguistica degli studenti stranieri, destinati a sei scuole del territorio per assumere insegnanti specializzati per insegnare la lingua a ragazzi stranieri” è scappato a gambe levate come un coniglio rifiutando il confronto con gli insegnati, personale Ata e genitori.
Il presidio, a cui hanno preso parte decine di manifestanti, è andato avanti per quasi due ore ed è stato animato dagli interventi di vari docenti, Ata e Rsu che hanno criticato i vari aspetti negativi della riforma e in particolare i tagli al personale e delle ore di insegnamento delle materie di cultura generale per favorire l'avviamento precoce al lavoro degli studenti già a partire dal secondo anno.
Gli interventi sono stati aperti e chiusi dal compagno Franco Panzarella Rsu dell'Its Tullio Buzzi che in un due appassionati interventi a braccio ha denunciato il carattere “capitalista, neofascista, classista e aziendalista di questa schiforma”.
Il compagno è stato anche intervistato da Toscana Tv che però ha trasmesso solo un breve passaggio dell'intervista in cui il compagno fra l'altro sottolinea che: “uno degli obiettivi della riforma è quello di mettere la scuola pubblica al servizio delle imprese”.
 
27 maggio 2026