Ad Altopascio, Catania e Cavriago
Tre operai morti sul lavoro per schiacciamento

Lo scorso 26 maggio è stata una giornata nera per quanto riguarda gli incidenti mortali sul lavoro, con tre operai morti per schiacciamento nell’arco di poche ore l’uno dall’altro in Toscana, Sicilia ed Emilia-Romagna.
Il primo a perdere la vita è stato Giacomo Pucci di 30 anni, operaio che lavorava presso la ditta Co.Ra srl, azienda attiva nel settore dei prodotti farmaceutici ad Altopascio, in provincia di Lucca. Poco prima di mezzogiorno l’uomo si trovava in un’area dello stabilimento per movimentare una pressa di notevoli dimensioni caricata su un carrello elevatore quando, per cause ancora in corso di accertamento, gli è caduta addosso con tutto il suo peso. Nonostante i colleghi abbiano chiamato tempestivamente i soccorsi e abbiano essi stessi provato a rianimarlo, i medici del 118, giunti in pochi minuti e dopo aver tentato tutto il possibile a loro volta, hanno dovuto constatare il decesso. Sono intervenuti anche carabinieri, vigili del fuoco e tecnici della Asl. Il Procuratore della Repubblica di Lucca ha immediatamente aperto un’indagine per chiarire l’esatta dinamica e per valutare eventuali responsabilità penali, aprendo un’indagine per omicidio colposo.
I sindacati Fiom, Fim e Uilm di Lucca hanno unitariamente proclamato per il giorno successivo un’ora di sciopero provinciale a fine turno e le rispettive segreterie territoriali hanno diffuso un comunicato congiunto: “non possiamo più tollerare –si legge nella nota - che una persona esca di casa per andare a guadagnarsi da vivere e non vi faccia ritorno. La sicurezza deve venire prima del profitto. E’ inaccettabile che si continui a perdere la vita sul posto di lavoro; servono azioni concrete e una cultura della prevenzione che non metta mai in secondo piano la tutela della salute e della vita umana” .
Nel primo pomeriggio della stessa giornata, nel piazzale esterno dell’azienda Logistica Sepe Group srl che si trova nella zona industriale di Catania ha perso la vita Francesco Cannone di 31 anni, schiacciato da un muletto sul quale stava lavorando, che si è ribaltato. Il giovane operaio è morto sul colpo. La Procura della Repubblica di Catania ha disposto l’autopsia del cadavere e ha immediatamente sequestrato l’area dove è avvenuto il decesso, aprendo un’indagine per omicidio colposo.
Il segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo, esprimendo la sua vicinanza ai famigliari del giovane operaio ha affermato in una nota che “non è accettabile che nel 2026 si continui a morire mentre si svolge il proprio lavoro. La sicurezza deve essere una priorità assoluta e non può essere subordinata a logiche produttive o organizzative” . Dal canto loro i segretari generali di Uil e UilT Catania, Enza Meli e Salvo Bonaventura, hanno evidenziato in una nota congiunta l’aumento degli incidenti nella provincia di Catania: “vogliamo poi ricordare – scrivono i due sindacalisti - come siano ancora in questi mesi lievitati gli incidenti sul lavoro nella nostra provincia, che già aveva chiuso lo scorso anno con il triste primato regionale per infortuni, mortali e non. Assurdo che non ci sia stato un aumento anche di controlli, formazione e prevenzione nei luoghi di lavoro”.
La terza morte sul lavoro del 26 maggio è avvenuta in uno stabilimento di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia: i suoi colleghi hanno trovato attorno alle 17 Simone Dallai di 47 anni schiacciato sotto un muletto nel piazzale retrostante della ditta Mazzoni srl, l’azienda metalmeccanica presso la quale l’uomo lavorava.
L’uomo ancora respirava, e immediatamente i colleghi hanno chiamato l’ambulanza e i vigili del fuoco, ma inutili sono stati i tentativi dei medici di rianimarlo dopo che i vigili del fuoco avevano sollevato il muletto.
Anche se l’operaio stava operando da solo e nessuno ha assistito all’incidente, la telecamera aziendale, visionata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, ha rivelato che il muletto si è ribaltato di lato, travolgendo l’uomo, a causa di una curva molto rapida: la Procura della Repubblica, comunque, ha disposto l’autopsia e ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, motivato dal fatto che i muletti, in base alle norme in materia di sicurezza, devono essere dotati di un dispositivo antiribaltamento.
Cgil Reggio, Cisl Emilia Centrale e Uil Reggio hanno immediatamente indetto l’astensione per il 28 maggio nelle ultime due ore di ogni turno, con possibilità per Rsu e Rsa di estenderla nelle singole aziende e hanno diffuso un comunicato unitario: "la sicurezza – affermano i tre sindacati - è una questione democratica e sociale. Non può restare affidata alla buona volontà dei singoli dopo l’ennesima tragedia".
Il fondato dubbio che i padroni eludano sistematicamente le norme poste a tutela della vita e della salute dei lavoratori ce l’hanno anche i magistrati di Lucca, Catania e Reggio Emilia, i quali in tre casi su tre hanno aperto indagini per omicidio colposo.
 
3 giugno 2026