Elezioni del 24-25 maggio 2026
Aumenta l'astensionismo a Sesto Fiorentino e si conferma al primo posto

Non era affatto un risultato scontato quello di Sesto Fiorentino dove l'astensionismo (diserzione dalle urne, schede nulle o lasciate in bianco) non solo si è confermato al primo posto col 46,3% sugli aventi diritto ma ha anche avuto un incremento del 2,4% rispetto alle amministrative del 2021 e ben del 16,9% rispetto alle politiche del 2022.
Non scontato se inquadrato in una realtà come Sesto Fiorentino dove le liste civiche e i candidati stessi hanno potuto sfruttare il rapporto diretto e personale, familiare o di amicizia con gli elettori per convincerli ad andarli a votare. Non scontato visto che il “cavallo di battaglia” usato sia dal “centro-sinistra” che dalla destra nelle loro campagne elettorali è stato il no all'ampliamento dell'aeroporto fiorentino voluto fortemente dalla sindaca di Firenze Funaro e dal governatore Giani, ampliamento al quale la maggior parte delle masse sestesi sono contrarie e da anni sono in lotta contro la sua realizzazione.
Alla luce di questa conferma schiacciante dell'astensionismo (18.040 elettrici ed elettori), fra l'altro ignorata completamente dai media, non c'è stata nessuna “affermazione nettissima” per Damiano Sforzi eletto sindaco al primo turno “grazie” al campo largo formato da PD, Per Sesto (civica di Sforzi stesso), AVS e M5S. 11.768 voti complessivi e se visti singolarmente rispetto alle politiche del 2022 il PD perde il -11,5% di voti e il M5S -2,5%.
A Beatrice Corsi sostenuta da Rifondazione Comunista, Ecolò e Collettiva, che rappresentava la lista ecologista sono andati 2.963 voti, perdendo rispetto alle amministrative del 2021 Ecolò -1,4% e Rifondazione rispetto alle politiche del 2022 -0,6%.
Il “centro-destra” rappresentato da Stefania Papa (Fratelli d'Italia, Forza Italia e la civica Di più per Sesto) sono andati 2491 voti complessivi. Rispetto alle politiche del 2022 FdI subisce il -6,9%, un crollo netto per il partito di Mussolini in gonnella Meloni, mentre FI perde -07%.
La lega di Salvini non si è presentata in questa tornata elettorale, il suo rappresentante storico il destro Daniele Brunori si è staccato dalla Lega, probabilmente ricalcando le orme di Vannacci e presentandosi con una sua lista civica, “La via nova”. Ha ottenuto 1.744 voti nonostante la frenetica campagna elettorale, partita più di un anno fa cavalcando con demagogia populista i malumori degli abitanti, specie del quartiere di Quinto, come la mancanza di parcheggi, il no all'ampliamento dell'aeroporto ecc. e poggiando anche su esercizi come bar e gelaterie “amiche”.
Sesto Fiorentino, da sempre soprannominata “Sestograd” lo “zoccolo duro” sia per il suo contributo contro l'occupazione nazifascista nella Resistenza partigiana, sia per le lotte operaie a partire dalla fabbrica Ginori, e sia per essere sempre stata una roccaforte del PCI revisionista, in questa tornata elettorale si è confermata una roccaforte degli astensionisti spontanei di sinistra. Ci sono altri astensionisti potenziali ma anche questa volta si sono fatti abbindolare dalle illusioni del riformismo e del parlamentarismo borghesi sparse a piene mani dai partiti della “sinistra” borghese intorno al neosindaco Sforzi.
L'astensionismo di Sesto Fiorentino è indubbiamente un atto encomiabile che infligge oggettivamente dei duri colpi al regime capitalista neofascista, ai suoi governi e partiti del regime neofascista. E tuttavia non può esprimere fino in fondo tutto il suo potenziale fino a che gli astensionisti di sinistra non compieranno un passo avanti, trasformando l'astensionismo spontaneo di sinistra in astensionismo per il PMLI, per il socialismo e il potere politico del proletariato. Solo col socialismo città come Sesto Fiorentino potranno essere governate dal popolo e al servizio del popolo.

3 giugno 2026