Sciopero generale dei sindacati di base
Presidi di protesta contro l'economia di guerra e per maggiori investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti e Welfare
Contro l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari, lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà e per maggiori investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare, il 29 maggio le principali organizzazioni del sindacalismo di base (tra cui SI Cobas, CUB, SGB, ADL Varese e USI-CIT) hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutte le categorie pubbliche e private (dalle ore 00,01 alle ore 23,59).
Manifestazioni e presidi di protesta si sono svolti nelle principali del Centro-Nord e le adesioni allo sciopero hanno riguardato soprattutto i settori del trasporto aereo, treni e autobus, la logistica e movimentazione merci, scuola, sanità e vari comparti della pubblica amministrazione. A Milano assemblee e presidi di protesta si sono svolti nei pressi dei depositi dei trasporti (ATM) e presso varie aziende della provincia che operano nei settori della logistica e della grande distribuzione.
A Roma le manifestazioni si sono concentrate nell'area dei trasporti (snodi ferroviari e aeroporti di Fiumicino e Ciampino) e davanti ai ministeri competenti per le proteste del personale scolastico e sanitario.
A Bologna e Piacenza partecipati presidi si sono svolti nei principali hub logistici e interporti della regione Emilia-Romagna.
A Napoli e Firenze la protesta ha coinvolto il personale del trasporto pubblico locale (EAV a Napoli e Autolinee Toscane a Firenze) e il personale ATA/Docente delle scuole.
Il trasporto aereo è stato il settore con i disagi più visibili a livello nazionale, a causa dello sciopero di 24 ore di Cub Trasporti. Si stima che l'agitazione abbia causato la cancellazione di oltre 1.100 voli su tutto il territorio nazionale.
I sindacati hanno evidenziato “punte molte di adesione allo sciopero” anche nei settori della logistica e movimentazione merci in diversi magazzini della pianura padana (hub di Piacenza, Bologna e hinterland milanese).
Mentre nel trasporto locale e ferroviario si sono registrate cancellazioni diffuse sulle linee regionali di Trenitalia e Trenord e maggiori tempi di attesa per autobus e metropolitane nelle grandi città.
3 giugno 2026