Lettere

Voglio riavvicinarmi al PMLI per dimostrare la mia buona fede
Spero vi ricordiate ancora di me. Sono un ex membro del Partito marxista-leninista italiano. Mi spiace davvero molto essermi allontanato dal Partito. Ma come militante era chiaro che avessi palesemente fallito. E avevo ritenuto giusto dimettermi per rispetto verso il Partito, il compagno Segretario generale Scuderi, la Commissione centrale di organizzazione e tutti i compagni militanti. Non volevo fare la fine della ex compagna Giovanna Vitrano e diventare un traditore della causa. Mi spiace anche di non aver fatto nulla nemmeno come simpatizzante.
Ma ora, se a voi va bene, vorrei cercare di avvicinarmi di nuovo al PMLI. Intanto ho versato decine di euro nel vostro c/c postale volendo dimostrare la mia buona fede e cercare così di potere avvicinarmi di nuovo a voi.
Ho sempre vissuto e pensato da marxista-leninista. Ho sempre studiato i cinque Maestri del proletariato internazionale e seguito il PMLI attraverso il sito.
Detto ciò, mando i miei più sinceri saluti marxisti-leninisti.
Salvatore - provincia di Palermo

Mi ha affascinato l'ultimo articolo su Travaglio
Leggendo il vostro ultimo articolo su Travaglio - quello in cui viene sostanzialmente descritto come un agente stipendiato dal Cremlino - confesso di essere rimasto affascinato.
Non tanto per il contenuto, quanto per il contributo che offre alla comprensione delle attuali condizioni della sinistra italiana: un mondo in cui chiunque esca dal coro non viene smentito, ma direttamente catalogato.
Gianni, via e-mail

Corteo antifascista a Trieste il 19 giugno
Ritorniamo nelle strade di Trieste con un corteo cittadino che rimetta al centro un antifascismo vivo, plurale, dal basso. Le ultime settimane hanno rilanciato l'urgenza di una mobilitazione per nutrire la solidarietà, la memoria della resistenza, la lotta a tutte le forme di oppressione. Se da un lato la contestazione del 19 maggio ha dimostrato quanto sia ancora vivo lo spirito antifascista di questa città, dall'altro ci mostra una volta di più quanto lo squadrismo sia collegato con l’estrema destra al potere. Chi ha deciso di opporsi all’ideologia xenofoba e nostalgica - e al revisionismo storico delle istituzioni - è stato infatti prima aggredito da neofascisti armati e poi dalle “forze dell’ordine”.
Al di là delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche che nei giorni successivi hanno provato a riscrivere la realtà dei fatti - leggendola come scontro tra opposti estremismi - vogliamo ribadire che i fascisti e i loro fiancheggiatori non possono avere agibilità politica nella nostra città. La riabilitazione del passato fascista di Almerigo Grilz, la questione del confine orientale e la giornata del ricordo, non sono casuali: fanno parte di una più ampia operazione di revisionismo storico utile a cancellare le lotte di emancipazione del passato per bloccare sul nascere anche quelle del presente, costellato di un clima di guerra, di razzismo, nuove disuguaglianze. È per questo che i neofascisti e la loro progressiva legittimazione da parte del potere si inseriscono in un sistema complessivo di oppressione, lo puntellano, ne rappresentano il volto più oscuro. La proposta di “remigrazione”, deportazione su base razziale, è il culmine di questa tendenza. Viene sdoganata nel momento in cui nuovi strumenti securitari vengono approvati dai governi, la criminalizzazione del "diverso" si fa martellante e la detenzione amministrativa e del sistema dei CPR diventa modello di gestione dell'immigrazione. E' questa retorica suprematista che permette le stragi dei braccianti, ed è la stessa che promuove e organizza un genocidio in diretta streaming .
Contro questa tendenza autoritaria e xenofoba, vogliamo ribadire la forza delle forme di solidarietà dal basso - come accade quotidianamente in Piazza Libertà - la resistenza quotidiana nelle scuole, nelle università e nei quartieri, nei luoghi di lavoro, le lotte in difesa dei territori, l'incontro tra persone contro le logiche di guerra e di divisione. L’ideologia dell’odio non deve trovare spazio nelle nostre città.
Avevamo detto “Laddove saremo noi, non ci saranno loro”: vale per il rito macabro del “presente” per Grilz come per la nostra quotidianità. Perché l'antifascismo non è una ricorrenza, né una memoria immobile: è una pratica quotidiana e trasversale che deve tornare ad animare le strade, le piazze e i quartieri di Trieste.
Contro Vecchi e Nuovi Fascismi - TRST/Trieste

10 giugno 2026