Lettera aperta del presidente ucraino a Putin
Zelensky: “Noi in Ucraina non vogliamo una guerra permanente. Noi riceviamo sostegno, voi ricevete sanzioni. Non vi aspettavate una resistenza su vasta scala da parte dell’Ucraina”
Per il nuovo zar del Cremlino la Russia metterà fine al conflitto in Ucraina quando "avrà raggiunto i suoi obiettivi", che rimangono "immutati"
Importanti successi della resistenza ucraina sul campo di battaglia

La “Lettera aperta al Presidente della Federazione Russa dal Presidente dell’Ucraina” inviata da Zelensky il 4 giugno poteva rappresentare una svolta nella mattanza quotidiana dei nazizaristi russi che da oltre 4 anni insanguina l’Ucraina. Seppur con dignità e fermezza il presidente ucraino, l’aggredito, ha teso una mano alla Russia, l’aggressore, che l’ha rifiutata sprezzantemente, intensificando i criminali bombardamenti contro i civili e gli obiettivi civili.
“Ieri – ha scritto tra l’altro Zelensky a Putin - ho ricevuto un rapporto sulle perdite del vostro esercito sul fronte ucraino nel mese di maggio. Si tratta ancora una volta di oltre 30.000 soldati russi uccisi e gravemente feriti. Noi teniamo traccia di questa cifra esatta ogni mese e abbiamo prove video di ciascuna delle vostre perdite: si tratta di un dato fondato. Sappiamo che il 63% delle perdite al fronte è costituito da morti e solo il 37% da feriti… È inoltre importante che, regolarmente, ogni pochi mesi, posticipiate le scadenze per la conquista delle nostre regioni, in particolare della regione di Donetsk. Non la conquisterete nemmeno quest’anno. Ma noi in Ucraina non vogliamo una guerra permanente. Sappiamo benissimo che è infinitamente meglio senza guerra. Vogliamo raggiungere questo obiettivo… Molti – ha proseguito il presidente ucraino - non credevano che l’Ucraina avrebbe resistito così a lungo sulla difensiva. Voi non ci credevate. E neanche coloro che vi consigliavano ci credevano. È stato un errore. Non vi aspettavate una resistenza su vasta scala da parte dell’Ucraina e non avevate previsto che si sarebbe arrivati a questo punto. Ma eccoci qui, al quinto anno di uno scontro su vasta scala. Non abbiate paura di uscire dalla guerra: questa è la cosa principale che ci aspettiamo da voi ora. L’Ucraina conserva la sua indipendenza. E la conserverà. Nonostante tutte le altre previsioni. Abbiamo unito molte persone in tutto il mondo in difesa dell’Ucraina e contro di voi. Abbiamo trovato armi e finanziamenti. Noi riceviamo sostegno, voi ricevete sanzioni. E così continuerà finché non ci sarà giustizia per l’Ucraina, giustizia che noi vogliamo e che è possibile ottenere”.
Intervenendo alla sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), il nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin ha ribadito il giorno dopo che “la guerra proseguirà”. "Purtroppo, la parte russa sta scegliendo ancora una volta la guerra. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra", ha affermato Zelensky. Per Putin la Russia metterà fine al conflitto in Ucraina quando "avrà raggiunto i suoi obiettivi", che rimangono "immutati". Questi obiettivi sono stati delineati all'inizio “dell'operazione militare speciale” e poi ancora nel giugno del 2024, ha aggiunto. Vale a dire il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate dalla Russia e la rinuncia di Kiev ad entrare nella NATO. Per Putin altresì la lettera aperta che gli ha inviato Zelensky, contiene "elementi di maleducazione" e non favorisce un clima utile per eventuali negoziati.
Nei giorni precedenti gli attacchi russi avevano continuato a provocare morte e distruzione in tutta l’Ucraina. Il 2 giugno ben 22 i morti nel massiccio attacco russo lanciato contro Dnipro e la capitale Kiev. Cinque persone sono rimaste uccise e altre undici ferite a seguito dei bombardamenti russi nella regione di Donetsk il 4 giugno; distrutti 42 obiettivi civili, tra cui 16 edifici residenziali. Su “Telegram” il presidente ucraino Zelensky ha ricordato che "Oggi, 4 giugno nella Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressione, si onorano i bambini che hanno sofferto di guerra e violenza. Dall'inizio dell'invasione su larga scala, la Russia ha ucciso almeno 707 piccoli ucraini. Ogni morte è un bambino a cui è stato sottratto il futuro. La Russia deve assumersi la responsabilità di questi crimini". "La lista delle ultime 'vittorie' della Russia negli ultimi giorni si è ampliata fino a includere lo stabilimento Yagotynske per i Bambini, che produceva prodotti alimentari per l'infanzia nella regione di Kiev – ha scritto lo stesso Zelensky il 5 giugno - ... Al momento, sette persone sono state segnalate ferite. Tragicamente, quattro persone sono state uccise... In questa lista figurano anche magazzini alimentari e un centro postale nella regione di Dnipro, un'ambulanza a Kherson, un edificio scolastico nella regione di Sumy, infrastrutture portuali nella regione di Odessa, normali edifici residenziali e una clinica ambulatoriale nella regione di Kharkiv".
Dal campo si apprende che le forze armate ucraine hanno ormai assunto il “controllo di fuoco” su Horlivka. La notizia potrebbe apparire secondaria, ma non lo è affatto. Questo non solo perché questa località dell’oblast’ di Donetsk è occupata dal 2014 (ed è tutt’ora distante una quarantina di km dal fronte), ma perché si tratta di un fondamentale snodo logistico di collegamento tra Luhansk e Donetsk. I sempre più numerosi colpi messi a segno dai droni di Kiev stanno infatti replicando nelle regioni del nord-est quella strategia di “logistic lockdown” già applicata nelle aree a sud, con l’obiettivo di allungare e rendere più rischiose le linee di rifornimento delle prime linee dei nazizaristi russi, complicare la logistica allungandone tempi e costi e soprattutto compartimentare il fronte, spezzettando i settori in modo che non possano più comunicare tra loro se non allungando a dismisura i trasferimenti di uomini e mezzi, con la conseguenza di impedire risposte rapide ad eventuali maggiori pressioni in zone specifiche.
L’Ucraina sta quindi sfruttando l'ormai netta superiorità tecnologica e numerica di droni per risparmiare uomini, rinunciando ad assalti frontali per trasformare piuttosto l’intera fascia dei territori occupati in una gigantesca zona grigia dove nulla è più al sicuro e le prime linee non possono essere più rifornite di munizioni e carburante. Horlivka in particolare funge da area di raggruppamento avanzata per uomini, munizioni e mezzi pesanti destinati a sostenere la pressione russa sui bastioni ucraini del Donbas centrale (in particolare lungo la direttrice di Kostyantynivka e l'area di Toretsk/Bakhmut). I droni ucraini hanno inoltre stabilito il controllo di fuoco sulle arterie stradali che partono dal valico di frontiera di Izvaryne in Luhansk (a oltre 200 km dalla linea del fronte), intercettando i camion militari appena entrati in territorio ucraino. Le retrovie storicamente "sicure" sono dnque anche qui diventate zone di caccia. La distruzione sistematica di cisterna di carburante e camion logistici ha già costretto le autorità di occupazione a introdurre forme di razionamento del carburante.
Il 3 giugno gli attacchi con droni ucraini contro siti energetici e militari a San Pietroburgo sono stati una risposta "giusta" agli attacchi russi contro l'Ucraina. Lo ha ribadito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Credo che questi siano attacchi giusti, i russi stanno attaccando; c'è stato un attacco massiccio solo un giorno fa. Abbiamo risposto di conseguenza. Devono sapere che se usano droni e missili contro di noi, faremo lo stesso", ha detto Zelensky in una conferenza stampa insieme al Segretario Generale della NATO Mark Rutte, in visita a Kiev.
Per contro la Russia continuerà le sue rappresaglie "sistematiche" agli attacchi ucraini, ha risposto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo il lancio di droni da parte di Kiev su San Pietroburgo, dove si apriva il Forum economico internazionale, e un bombardamento su un pullman che da Mosca si dirigeva in Crimea, con un bilancio di 7 morti e 11 feriti. "Voglio ricordarvi la dichiarazione del ministero degli Esteri, che afferma che le nostre risposte saranno di carattere sistematico, e in effetti lo sono già", ha detto ai giornalisti Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
Nella stessa giornata le forze di difesa ucraine hanno colpito navi e infrastrutture nel porto di Kronstadt, nella regione di Leningrado, vicino San Pietroburgo. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato l'attacco di Kiev al terminal petrolifero di San Pietroburgo, in Russia, aggiungendo che è stata anche colpita un'azienda coinvolta nella produzione di armi russe. "Le nostre operazioni di sanzioni a lungo raggio" hanno "dato buoni risultati. La scorsa notte sono state colpite importanti strutture sul territorio russo", ha scritto Zelensky su X, aggiungendo che "fra queste c'è il terminale petrolifero di San Pietroburgo". "La distanza dal confine di Stato ucraino a questa struttura dell'industria petrolifera russa, che serve la guerra, è di circa 1.100 chilometri. Sono stati colpiti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt", ha proseguito. E ancora: "Un altro obiettivo era un'impresa nella regione di Tambov coinvolta nella produzione di armi russe. La distanza dalla linea del fronte è di quasi 600 chilometri".
Il 7 giugno in una intervista a “Sky News” il presidente ucraino ha ribadito che “Non moriremo in silenzio. Reagiremo. Diventeremo ogni giorno più forti. I droni ucraini possono colpire le città e le principali aree urbane della Russia, non solo i villaggi isolati. Riporteremo la guerra sul loro territorio", ha aggiunto. I droni ucraini nella notte avevano colpito complessivamente 26 obiettivi in aree delle regioni di Lugansk, Donetsk e Zaporizhzhia occupate dalla Russia, in Crimea e nella regione russa di Bryansk. Lo riferiscono le forze armate di Kiev. "Un sistema di difesa aerea è stato distrutto, tre locomotive e due vagoni cisterna carichi di carburante sono stati danneggiati, quattro sottostazioni elettriche sono state colpite, sei torri di telecomunicazione sono state abbattute e alcuni carichi militari destinati al fronte, trasportati via terra dalle retrovie, non hanno raggiunto la loro destinazione", ha dichiarato ai media ucraini Robert Brovdi, comandante dell'unità droni dell'esercito di Kiev.

10 giugno 2026