Sicurezza fascistissima
Raffica di denunce contro i proPal

Il pugno di ferro del governo neofascista Meloni continua ad abbattersi con inaudita violenza sui manifestanti che a partire dall'autunno scorso sono protagonisti dell'ondata di scioperi, mobilitazioni di massa e manifestazioni di protesta contro il genocidio del popolo palestinese e di solidarietà e sostegno alla Global Sumud Flotilla.
Dopo Milano (oltre 27 indagati, sei arresti e la condanna a 9 mesi di messa alla prova per due minorenni); Genova (oltre 80 manifestanti denunciati) Torino (37 denunce a piede libero e 10 misure cautelari) Roma (decine di denunce per manifestazione non autorizzata) Massa (37 manifestanti indagati tra cui numerosi studenti e sindacalisti della CGIL e dei sindacati di base) e poi ancora Bologna, Trieste, Livorno, Prato e Napoli (con altre centinaia di arresti, denunce, perquisizioni e multe fino a 30mila euro); agli inizi di giugno le nuove norme di repressione del dissenso e del diritto di sciopero e di manifestare introdotte dai fascistissimi decreti sicurezza varati dal governo di Mussolini in gonnella Meloni si sono abbattute anche sul movimento proPal di Pisa con decine di sanzioni amministrative per migliaia di euro e 54 denunce a carico di altrettanti manifestanti: operai, lavoratrici, studenti, dottorandi e ricercatori di tutti e tre gli atenei cittadini, driver della logistica, abitanti dei quartieri popolari, sindacalisti, pensionati, consiglieri comunali e perfino mamme e papà che erano presenti alle manifestazioni con i loro figli, accusati a vario titolo di ben 140 reati e capi di imputazione che vanno dal blocco stradale e ferroviario alla resistenza aggravata e danneggiamento.
I reati contestati si riferiscono in particolare al blocco dell’autostrada A12 e dell’aeroporto in occasione dello sciopero generale per la Global Sumud Flotilla del 3 ottobre 2025, al blocco ferroviario del 13 marzo scorso, l’invasione dei binari alla stazione centrale del 4 settembre 2025, l'occupazione della stazione di Pisa San Rossore il 24 settembre 2025 fino al blocco della Firenze-Pisa-Livorno nei pressi dello svincolo dell’aeroporto del 22 settembre 2025.
Il 4 giugno, subito dopo aver ricevuto le sanzioni e gli avvisi di conclusione indagine, i manifestanti e i solidali con Gaza hanno convocato una conferenza stampa per denunciare pubblicamente che: “In questo procedimento si mettono insieme, tentando di criminalizzare, episodi differenziati nel tempo, nelle modalità, nei luoghi e nei protagonisti. L'interruzione di una lezione all'università da parte di alcuni studenti e studentesse per parlare di Palestina, il blocco di massa dei binari della stazione nelle giornate di ‘Blocchiamo tutto’, l'occupazione del Rettorato dell'Università di Pisa, l'arrivo di migliaia di persone durante gli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre in superstrada, autostrada e aeroporto, un presidio davanti al rettorato, che con la sua pressione ha portato alla rottura degli accordi quadro tra l'Università di Pisa e due università israeliane, risultato raggiunto in due anni di mobilitazioni. Questi provvedimenti non sono un caso isolato, ma il riflesso di una dinamica repressiva che attraversa tutto l’Occidente - accusa la rete - dai college statunitensi alle università europee, vediamo una risposta autoritaria che colpisce ovunque si manifesti dissenso contro le politiche di guerra e di occupazione. Tutto l’establishment imperialista euroatlantico si è mobilitato in difesa di Israele e della sua ideologia razzista e suprematista, che da oltre 70 anni arma l’esercito sionista contro il popolo palestinese e arabo. Un’ideologia, il sionismo, in larga parte coincidente con quella occidentale, con gli interessi geopolitici ed economici di un capitalismo in profonda crisi di egemonia, alla quale risponde solo con la forza bruta, dalla Palestina al Libano, dall’Iran allo Yemen, dal Venezuela a Cuba Socialista, portando sempre più l’umanità dentro una devastante terza guerra mondiale. E' questo il contesto generale nel quale si muovono il governo Meloni e le false opposizioni, con Decreti Legge sulla sicurezza oltremodo liberticidi, costruiti in continuità stretta tra esecutivi di centro ‘sinistra’ e destra. Le mobilitazioni che questi poteri vogliono processare sono accomunate da un tenace filo rosso: la volontà di agire in autonomia di fronte al genocidio in Palestina e alla guerra mondiale, di incidere sui propri obiettivi e non delegare più le decisioni ad amministrazioni e istituzioni sistematicamente complici e coinvolte nelle politiche sioniste, nelle scelte guerrafondaie, nella corsa al riarmo ”.

17 giugno 2026