Arrestati 8 anarchici con l'accusa di terrorismo
Chiuso il Bencivegna, gli occupanti in questura. 18 perquisizioni in tutt'Italia

Il 16 giugno, su ordine del Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Roma, Rosalba Liso, la Digos ha portato a termine una “maxi-operazione antiterrorismo contro la rete anarco-insurrezionalista romana”.
Sei anarchici sono finiti in carcere e altri due agli arresti domiciliari. Le accuse contestate a vario titolo sono gravissime: associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico in riferimento ai recenti atti di sabotaggio contro le infrastrutture strategiche nazionali. Due delle persone arrestate sono gravemente indiziate di aver pianificato e partecipato direttamente al sabotaggio della linea ferroviaria dell'Alta Velocità Roma-Firenze, avvenuto il 14 febbraio scorso. Si tratta di militanti già indagati e processati, quasi tutti vittime di lunghe detenzioni preventive, prima di essere assolti dai reati più gravi.
Secondo quanto emerge dalle oltre 90 pagine dell'ordinanza di arresto, il gruppo di anarchici era impegnato a mantenere attiva la mobilitazione a sostegno del militante Alfredo Cospito (attualmente detenuto ingiustamente in regime di 41 bis).
Contestualmente gli agenti, agli ordini del ministro fascioleghista dell'Interno Matteo Piantedosi, hanno effettuato diciotto perquisizioni in diverse città d’Italia tra cui Milano, Napoli, Bologna e Predappio. Nella Capitale, la polizia ha fatto irruzione e ha sgomberato il “Bencivenga Occupato” nel quartiere di Montesacro ritenuto la sede di “un’associazione a delinquere con finalità di terrorismo strutturata come gruppo di affinità”, ovvero, come si legge nell’ordinanza di arresto “secondo modalità e metodologie note e sperimentate nello stesso movimento anarchico”.
Le indagini sono state avviate nel settembre del 2024 con la polizia che ha messo sotto controllo un casolare di campagna a Sambuci, vicino Vicovaro, alle porte di Roma: il vecchio “Improbabile Squat”, un’occupazione che ebbe breve vita oltre dieci anni fa. Gli investigatori pensavano che lì potesse nascondersi un militante anarchico ai tempi latitante, Salvatore Vespertino, Ghespe, poi arrestato nel febbraio successivo in Spagna. Da lì il monitoraggio non si è mai interrotto ed è così che gli uomini della questura hanno scoperto l’esistenza di un incontro avvenuto nel weekend tra l’11 e il 13 luglio del 2025.
La polizia ha registrato tutto. Ci sono anche le immagini (prontamente diffuse). Nove persone in campagna a discutere, secondo gli inquirenti, di “certe pratiche”: azioni dirette, attentati. Come i due sabotaggi avvenuti lo scorso 14 febbraio alle linee dell’alta velocità sulla Roma-Firenze e sulla Roma-Napoli – 455mila euro di danni – e il danneggiamento della linea Brennero-Verona del 29 maggio, rivendicati su gran parte dei siti d’area anarchica.
Gli inquirenti hanno accelerato i provvedimenti di arresto convinti che il gruppo stesse pianificando un innalzamento del livello dello scontro in concomitanza con la imminente decisione del Tribunale di sorveglianza di Roma che nei prossimi giorni deve esprimersi sul ricorso presentato dal Alfredo Cospito contro il regime di 41 bis a cui è sottoposto. Il sospetto degli inquirenti è che Cospito sia il capo e ispiratore di questo gruppo anarchico, che non è la Federazione Anarchica Informale, ma un’area contigua.
In realtà le intercettazioni contengono conversazioni molto generiche e non c'è nessun accenno a nuovi attentati o sabotaggi e nemmeno indicazioni operative, piani specifici o progetti concreti. E il collegamento con i sabotaggi avvenuti nei mesi scorsi alle linee ferroviarie al momento è solo una supposizione degli inquirenti.
Il vero pericolo per “l'ordine democratico” è rappresentato dal governo di Mussolini in gonnella Meloni che non tollera il dissenso e lo reprime a suon di manganellate, arresti preventivi, denunce infondate e multe salatissime come sta avvenendo anche con i ProPal, i centri sociali, le manifestazioni antifasciste, le lotte dei lavoratori e le proteste studentesche. Governo che riserva agli oppositori nient'altro che il manganello e il carcere.

24 giugno 2026