Successo del Pride 2026 a Catania
Il PMLI partecipa e diffonde l'Appello di Scuderi alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia
Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Sabato 27 giugno si è svolto a Catania il Pride 2026. Dal concentramento in piazza Cavour il partecipato e gioioso corteo di lotta per i diritti "LGBTQIA+" (ma anche di tutte/i) si muove lungo via Etnea sud con destinazione piazza Università. In diverse migliaia tra cui anche una grande partecipazione popolare hanno risposto all'appello degli organizzatori del Pride Catania, l'Arcigay con la parola d'ordine "Viva la repuppica antifascista" (frase ironica). A guidare il corteo un tir amplificato e addobbato di bandiere arcobaleno da dove venivano trasmesse musiche ma anche interventi per rilanciare i motivi di questa mobilitazione.
Il PMLI ha partecipato con la Cellula “Stalin” della provincia di Catania ed è stato accolto con interesse. Distribuito tra l'altro il volantino sul 49° Anniversario della fondazione del PMLI, “Appello alle ragazze e ai ragazzi che lottano per cambiare l'Italia!”, scritto dal Segretario generale e Maestro del Partito Giovanni Scuderi, accolto con interesse. I compagni portavano il manifesto "Nessuna discriminazione sui diritti per LGBTQIA+, riconoscere le coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale. Per l'Italia unita rossa e socialista. Buttiamo giù il governo neofascista Meloni" che è stato super fotografato.
La rossa bandiera del PMLI è sventolata assieme alle tante bandiere dell'Arcigay, alle bandiere arcobaleno, della Palestina e delle varie associazioni del movimento LGBTQIA+.
Insomma, ancora un bel successo per il Pride catanese che, dall'inizio negli anni Duemila, è diventato ormai un appuntamento annuale non solo di festa e di allegria ma anche di lotta per i diritti civili e sociali che ci riguardano tutti.
I promotori hanno stilato un documento che anno dopo anno è una evoluzione organizzativa, politica, culturale, di autodeterminazione: "Diritti libertà ed inclusione... Dal Pride Village al corteo finale: il Catania Pride 2026 celebra diritti, inclusione e antifascismo con eventi, dibattiti e spettacoli”. Il documento presenta uno slogan provocatorio "W la repupplica antifascista", trasformando un celebre refuso televisivo in un simbolo di inclusione, appartenenza e resistenza.
Ampio spazio viene dedicato ai diritti delle persone transgender intersessuali e al riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e delle relazioni non monogame consensuali oltre alla difesa della laicità dello Stato e del diritti riproduttivi. Il documento si spinge inoltre verso questioni più ampie come l'antimafia e l'anticapitalismo, la pace per i popoli, il sostegno alle popolazioni vittime di conflitti, riaffermando la natura del Pride come movimento di liberazione e non soltanto come evento celebrativo. “Non ci piace il mondo in cui viviamo e lottiamo per costruire un'alternativa in cui tutt3 possono trovare il nostro spazio, la felicità che meritiamo, i nostri diritti di esistenza. Essere Queer è un modo radicale di vedere il mondo, è un futuro che si sta compiendo mentre lo immaginiamo, è il nostro desiderio che muove le nostre azioni".
Dal canto nostro possiamo dire che le risposte ai desideri di cambiare l'Italia si trovano nella parole del citato Appello di Giovanni Scuderi: "La storia mondiale e i fatti attuali, anche nel nostro Paese, dimostrano che se non si abbatte il capitalismo e non si distrugge interamente e radicalmente il suo ordinamento economico, statale, istituzionale, giuridico culturale e morale non è possibile abolire lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, le classi, la proprietà privata, le disuguaglianze sociali, di genere e territoriali, la disoccupazione, la povertà, la discriminazione e la subalternità delle donne, i femminicidi, la violenza di genere, l'emarginazione sociale dei giovani, degli anziani e dei più deboli, l'omofobia, la lotta all'immigrazione, la corruzione, il malcostume, la droga, la mafia e la massoneria, nonché l'imperialismo, le guerre imperialiste di aggressione e di dominio, il colonialismo, il fascismo e il razzismo.
In più il capitalismo nega a voi giovani il diritto di vivere con gioia la vostra gioventù, il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto al futuro.
E una volta raso al suolo il capitalismo, quale società dovrà prendere il suo posto? Non c'è altro che la società socialista, perché fin qui nessuno è stato capace di creare una società diversa di quella capitalista”.
Poiché abbiamo registrato tanti consensi a queste affermazioni, ribadiamo che la vera liberazione del movimento LGBTQIA+ sta nel socialismo, che tutti uniti costruiremo.
22 luglio 2026