Il governo di Mussolini in gonnella vara un Ddl “Sicurezza” fascistissima contro i giovani
Esteso il fermo preventivo anche ai minorenni. Facoltà di fermo anche da parte della polizia locale
“È un disegno di legge che riprende un testo del Consiglio di alcuni mesi fa”, ha detto il ministro dell’interno Matteo Piantedosi. È un testo del 5 febbraio 2026, per la precisione, a cui sono stati aggiunti cinque nuovi articoli accanto alle norme originarie.
A cominciare dal fermo preventivo esteso ai minori, ma anche il divieto di aggregazione nei casi della cosiddetta "malamovida". Il fermo ai minori è previsto quando "sussiste un fondato motivo di ritenere che le persone possano mettere in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica". Il fermo potrà essere fatto anche dalla polizia locale. "Come era già previsto", ha precisato il ministro per sgombrare il campo dalle polemiche. Questo avviene soprattutto nei luoghi della cosiddetta movida. Ed è contro la "malamovida" che il disegno di legge prevede l’introduzione di una nuova ipotesi di avviso orale da parte del questore, con il quale si dispone anche il divieto di aggregazione.
Il governo dice di voler dare una risposta al fenomeno delle baby gang e agli episodi di degrado urbano. Il capitolo più significativo è quello che a Palazzo Chigi viene ormai sintetizzato con l’etichetta di norme “anti-maranza”. "Viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche ai minorenni", ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, “quando sussiste un fondato motivo di ritenere che possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica”. La misura potrà essere applicata durante i servizi di ordine pubblico nelle aree della movida e, più in generale, nei luoghi caratterizzati da un’elevata presenza di persone. A giustificarla potranno essere, ad esempio, il possesso di armi o di oggetti atti a offendere, l’uso di caschi o altri strumenti che rendano difficile il riconoscimento, oppure precedenti segnalazioni per reati in materia di stupefacenti.
Piantedosi ha anche cercato di spegnere le polemiche nate nelle ultime ore sul ruolo della polizia locale. “C’è stato un malinteso che è tutto tecnico”, ha detto. “La norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria di carattere funzionale nella quale sono ricompresi gli agenti di polizia locale”. In sostanza, i vigili urbani già impiegati nei servizi di ordine pubblico potranno utilizzare questo strumento senza che sia necessario attribuire loro nuovi poteri. Per contrastare le bande giovanili arriva poi un’altra misura: il questore potrà accompagnare l’avviso orale con un divieto di aggregazione, impedendo così ai gruppi ritenuti pericolosi di continuare a ritrovarsi nei luoghi dove più frequentemente si verificano episodi di violenza o vandalismo.
Importante anche la norma che condanna i danneggiamenti di gruppo, quando per gruppo si intende l’assembramento di cinque o più persone. La pena va da una reclusione da sei mesi a cinque anni e multa fino a 15 mila euro. A questo reato viene estesa la possibilità di arresto differito in flagranza.
Nel provvedimento viene inserita anche un’altra norma che riguarda la procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni. Ha spiegato Piantedosi: "Fino ad adesso era prevista per questo tipo di reati la punibilità nel caso di lesioni lievi o lievissime solo attraverso la querela di parte, invece viene estesa la procedibilità d’ufficio per questo tipo di reati".
Meloni punta a criminalizzare un’intera categoria, quella dei cosiddetti maranza, che sfugge a definizioni precise e identikit stringenti. Dalla stessa etichetta forgiata dalla propaganda meloniana traspare l’arbitrio e pericolosi vuoti giuridici. Dai tempi della prima rivoluzione industriale, il controllo corrisponde alla creazione delle categorie pericolose: si tratta di trasformare le questioni sociali in problemi di carattere penale. Generando l’ennesimo allarme gli attuali governanti prendono tre piccioni con una fava: criminalizzano al tempo stesso i giovani, i poveri, i migranti.
Un provvedimento che approfondisce la guerra ai giovani avviata dall’esecutivo con il primo atto della nuova legislatura: il decreto anti-rave del 31 ottobre 2022. "Viene estesa la disciplina del fermo di prevenzione anche a soggetti minorenni rispetto ai quali, nel corso di operazioni di polizia destinati alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi con consistenti afflussi di persone, possa sussistere un fondato motivo di ritenere le persone che pongono in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica", ha dichiarato in conferenza stampa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nel testo ovviamente non sono citati per nome, ma l’obiettivo sono i "maranza", il nuovo nemico pubblico costruito da allarmi politici e giornalistici sulla base di pregiudizi razziali.
Il fermo prevede che le forze dell’ordine, seguendo criteri estremamente ambigui e discrezionali, possano "accompagnare" nei locali di polizia, compresa quella locale, i soggetti ritenuti pericolosi. Qui saranno trattenuti, con la scusa ufficiale dell’identificazione, fino a 12 ore. Così il controllo giurisdizionale diventa più blando che mai. A febbraio, in uno dei tanti decreti sicurezza del governo Meloni, il fermo preventivo era stato introdotto con lo scopo di fronteggiare un inesistente allarme relativo ai reati di piazza . A cinque mesi dall’entrata in vigore l’esecutivo prova già ad allargare le maglie della misura che limita la libertà personale.
Il ddl vede al primo punto "Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile". Prevede anche una modifica al codice antimafia, aggiungendo un nuovo comma al divieto di aggregazione. Il questore potrà emettere un avviso orale per disporlo nei confronti di persone ritenute potenzialmente responsabili di atti di vandalismo e violenza. "Bande giovanili", dice la scheda sulla norma, che potrebbero alimentare degrado urbano, disagio sociale o minacce per ordine e sicurezza pubblica. In pratica: maggiore arbitrio delle autorità di polizia contro ragazze e ragazzi, minori tutele giurisdizionali ispirate ai diritti fondamentali. Come quello costituzionale di riunione.
Il disegno di legge interviene anche sul fronte delle sanzioni. Per il danneggiamento commesso da almeno cinque persone viene introdotta una specifica aggravante, con pene più severe e la possibilità di ricorrere anche all’arresto differito in flagranza.
Un altro capitolo riguarda la legittima difesa. Il disegno di legge modifica il codice civile prevedendo che chi è vittima di una rapina, di una violenza sessuale o di altri gravi reati non debba risarcire l’autore del delitto qualora venga condannato per eccesso colposo di legittima difesa. “Viene in qualche modo escluso il risarcimento del danno in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati", ha spiegato il ministro. “Il caso classico è quello della rapina in casa”.
L’ultimo intervento riguarda la tutela delle "forze dell’ordine". Diventa procedibile d’ufficio il reato di lesioni personali commesse nei confronti di ufficiali e agenti di polizia nell’esercizio delle loro funzioni.
Così, anche nei casi di lesioni lievi, non sarà più necessaria la querela della persona offesa per avviare il procedimento. Si tratta quindi di un nuovo giro di vite repressivo antigiovanile e non solo, inaccettabile. Per questo è necessario quanto prima buttare giù da sinistra e dalla Piazza il nero governo di Mussolini in gonnella, prima che porti a compimento la realizzazione definitiva del regime capitalista neofascista e con la scusa dell'ordine pubblico criminalizzi il dissenso, specie quello giovanile.
22 luglio 2026