“Piano Estate” fallimentare
Ennesimo taglio alla sanità pubblica in Romagna

Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Il “Piano Estate” elaborato dall’Ausl Romagna per organizzare i livelli assistenziali durante il periodo estivo prevede il blocco del turnover al 75% per il personale sanitario e al 50% per il personale amministrativo e tecnico, e pesanti riduzione dei servizi e dei posti letto in tutto il territorio romagnolo.
Come ha denunciato la Funzione pubblica Cgil Romagna “le politiche assunzionali dell’Azienda, come confermato dal blocco del turnover previsto dal Piano triennale, stanno già producendo conseguenze inaccettabili sulle condizioni di lavoro del personale. Abbiamo ospedali, reparti e servizi in estrema sofferenza, con il personale che già sta facendo miracoli per garantire la qualità delle cure ai pazienti. Ora la nostra denuncia trova ulteriore conferma: l’unico modo che l’Azienda ha per garantire la continuità assistenziale in estate, il sacrosanto diritto al godimento delle ferie estive del personale e la gestione sanitaria dei flussi turistici è tagliare servizi e posti letto... l’Azienda deve ritirare il blocco del turnover. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità continuano a garantire con grande professionalità la tenuta dei servizi, ma non si può pensare di reggere all’infinito attraverso straordinari, prestazioni aggiuntive e continui spostamenti di personale. Il problema della carenza di organici è ormai strutturale e non si risolve con assunzioni precarie o stagionali. Servono assunzioni stabili, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro dignitose”.
La direzione generale dell’Ausl Romagna ha risposto che “È scorretto sostenere che l’unica risposta dell’Azienda sia 'tagliare servizi e posti letto': si tratta invece di un modello organizzativo adottato, fondato su flessibilità, integrazione ospedale-territorio e utilizzo appropriato delle risorse”.
Comunque la vogliano chiamare, dopo la riorganizzazione che ha portato alla riduzione delle auto mediche, dopo la nascita dei Cau che dovevano rappresentare un potenziamento dei Pronto soccorso e invece si sta dimostrando proprio il contrario cioè un loro indebolimento, dopo la controriforma che prevede il pagamento del ticket anche per l’acquisto dei farmaci “essenziali”, questo non può che rappresentare l’ennesimo colpo alla sanità pubblica, che da “fiore all’occhiello” della regione sta diventando sempre di più un colabrodo, sotto i colpi del governo regionale PD e di quello nazionale neofascista.


22 luglio 2026