Mentre il procuratore Rametta ha incredibilmente archiviato il caso
Ancora alla ribalta della cronaca l'inquinamento di Rio Corbore a Ischia
Topi morti finiscono nelle acque dell’Area protetta del Regno di Nettuno
Dal corrispondente della Cellula “Il Sol dell'Avvenir” di isola d'Ischia
Rio Corbore continua a far parlare di sé, nonostante la posizione assunta da qualche mese dal Procuratore di Napoli, dr.ssa Rametta, secondo cui la questione va archiviata perché priva di novità. Ma l’ennesima novità, guarda caso, è l’immagine di questi giorni, che mostra uno dei topi morti presenti in tutto il Rio che congiunge i comuni di Barano e di Ischia, e sta per riversarsi nell’Area protetta del Regno di Nettuno, anche in occasione dell’ultimo nubifragio che ha interessato l’isola intera. Cosa è venuto giù a cielo aperto dal famoso torrente lo descrive bene Peppe Agnese, titolare del Bagno Paradiso, attualmente ancora chiuso perché la spiaggia annessa versa in uno stato vergognoso: “Viene sempre sversato di tutto, topi morti, plastica, fogne, nafta, pietre”.
Oltre trent’anni fa nacque un Comitato denominato appunto “Rio Corbore” nell’intento di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni. Il Comitato denunciò prima gli scarichi della lavanderia Pat a base di sostanze chimiche, poi quelli di suppellettili e materiale di risulta depositati nei pressi del cimitero di Piedimonte e ancora, gli olii misti alla nafta provenienti da aziende site nelle zone alte del comune di Ischia e come se non bastasse, gli scarichi fognari provenienti da chi si era immerso abusivamente.
Per anni, abbiamo scritto articoli, abbiamo prodotto video, interviste. Mai un sindaco ha ritenuto opportuno intervenire almeno per annunciare un provvedimento.
Con la disponibilità dei titolari dei bagni Paradiso e Dai tu, che operano nella zona in cui sfocia il Rio, l’emittente nazionale Rainews
trasmise un ampio servizio che denunciava la presenza di una realtà che cozzava con l’immagine dell’isola più bella del mondo. Neppure questo intervento smosse qualcosa. Si passò alle vie legali affidando la pratica allo studio dell’avv. Mauro Buono di Napoli e fu sporta querela contro ignoti, a firma di alcune associazioni ambientaliste isolane e dei responsabili dei due stabilimenti balneari. Mesi di attesa e finalmente il procuratore di Napoli, la dr.ssa Rametta, annuncia la sua decisione di archiviare il tutto perché dopo un anno non erano emerse altre novità. Eppure, mentre ella studiava il caso, articoli, foto, video e interviste si susseguivano per denunciare le novità che non mancavano di certo. Ciò che stranamente mancava era solo una sentenza che ponesse fine al pluridecennale sconcio.
A questo punto, l’avv. Buono interveniva con una lettera inviata al procuratore: “Consapevole della Sua richiesta di archiviazione ancora non notificata alle pp.oo., vorrebbe scongiurare questo momento a seguito delle memorie depositate chiedendo di sentire le persone indicate da questa difesa, come il presidente della Commissione Ambiente, Onorevole Ciaramiello, nonché le diverse figure querelanti o, ancora l'on. Francesco Emilio Borrelli, che denunciò qualche tempo fa la presenza di amianto nel fiume Rio Corbore; e ancora le diverse associazioni ambientaliste presenti sull'isola o in Campania che hanno contribuito a denunciare lo stato vergognoso in cui si trova il fiume che collega i comuni di Barano e Ischia, inquinando le falde acquifere come dimostrato dai nostri filmati e foto. Sono disponibile ad un ulteriore incontro-confronto con la S.V. affinché si riprenda il filo di una vicenda che riguarda Ischia e il suo irripetibile patrimonio ambientale e culturale. La prego pertanto di darmi 'udienza' presso il suo ufficio nelle date, nei giorni e negli orari che possono convergere le nostre presenze nel migliore dei modi”.
L’avvocato, insieme al Comitato, sono ancora in attesa di una risposta che non arriva e forse non arriverà. Cosa fare?
La Cellula isolana del PMLI è intervenuta con un comunicato (vedere pubblicazione a parte) in cui denuncia quanto accade da oltre quarant’anni e propone la massima unità delle forze ambientaliste. Anche AVS ha presentato un'interrogazione regionale che non ha avuto risposta così come senza esito è rimasta una querela presentata al NOE dalla rappresentante AVS dell’isola. Il silenzio della regione e l’inerzia del suo presidente Fico dimostrano che cambia il maestro ma la musica è sempre la stessa.
A questo punto non resta che reiterare la via della querela che dovrà chiamare in causa direttamente il procuratore Gratteri al quale saranno certamente inviate la vecchia e nutrita documentazione e le nuove immagini fra cui quella che ritrae uno dei topi morti abbandonati sulla spiaggia in attesa che la risacca lo trascini nelle acque dell’Area Protetta.
22 luglio 2026