Napoli
Provocatoria intimidazione poliziesca contro la libreria antifascista “Dante e Descartes”
Redazione di Napoli
Ondata di sdegno per la provocatoria presenza delle “forze dell’ordine” in borghese il 12 giugno a Piazza del Gesù Nuovo a Napoli davanti alla nota libreria antifascista di libri usati “Dante e Descartes”. Il gestore, Giancarlo Di Maio ha denunciato sulle pagine Instagram e Facebook la presenza asfissiante e dinanzi alla propria attività di poliziotti in borghese (polizia municipale?). Trattasi di un vero e proprio abuso di potere a partire dalle ore 16 di quel giorno, quando degli agenti delle “forze dell’ordine” in borghese si sarebbero posizionati dinanzi alle entrate della libreria, impedendo il passaggio e richiedendo la licenza per la sua attività, cui segue la richiesta di esibizione di un “permesso” per la vendita di libri sulle bancarelle, un documento inesistente e che non viene rilasciato dal comune di Napoli, notando inoltre un’inspiegabile aggressività da parte degli agenti ai danni del malcapitato commerciante, terminata solo con l’esibizione di tutti i documenti che attestano la regolarità del negozio.
“Arriva una poliziotta e lancia via una sedia che lascio sempre fuori per far sedere chi passa, dicendo che è pericolosa per i bambini. La alzo e la chiudo - spiega Di Maio - sperando si calmi. Mi chiedono la licenza, nel panico gliene consegno solo una parte mentre in otto continuano a minacciarmi. La più accanita è la poliziotta, lancia sedie, mi spintona più di una volta senza complimenti. Chiedo ad un suo collega di intervenire e la riprende dicendo di stare calma... Ho chiesto loro gentilmente se potessero spostare due auto che mi impedivano di lavorare. Mi sono rivolto con garbo per tre volte, poi sono scesi e con toni accesi mi hanno chiesto la licenza e tutta la documentazione del negozio, comprese le autorizzazioni per le bancarelle dei libri. Quando ho risposto che a Napoli queste ultime non sono previste, mi hanno detto che lo sapevano, ma al tempo stesso mi hanno chiesto di ritirare gli espositori. Io non l’ho fatto: la mia è stata una resistenza civile, perché loro non avevano spostato le auto come da me richiesto”.
“Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza alla libreria Dante e Descartes di Piazza del Gesù Nuovo - afferma il CEN -. Nessuna forma di abuso o violenza è tollerabile, tanto più se proviene dalle forze dell’ordine. È inaccettabile la minaccia subita dal titolare della libreria e, come tale, va stigmatizzata, come del resto ogni forma di sopruso, soprattutto da parte di chi amministra - o dovrebbe farlo - la città di Napoli. L’amministrazione ha il dovere di emarginare gli autori di queste condotte. Il CEN auspica che il titolare della libreria, come ogni cittadino che sia vittima della sopraffazione di esponenti delle forze dell’ordine, voglia denunciare l’accaduto alle competenti autorità, nella consapevolezza che il Comitato sarà pronto ad assisterlo nella sua battaglia”.
Questo atto provocatorio e intimidatorio altro non è che l’ennesima dimostrazione della “sicurezza” fascistissima del governo di Mussolini in gonnella Meloni, oltre che della spinta repressiva del neopodestà metropolitano e barone universitario Manfredi ai danni della cultura popolare, già attaccata da ulteriori e nuove strette contro gli artisti di strada.
22 luglio 2026