Accompagnata da attacchi a Gaza, in Libano e Siria e da minacce all'Iran
Verso l'annessione della Cisgiordania
Il governo nazisionista Netanyahu protegge il terrorismo dei coloni contro i palestinesi
In un'intervista rilasciata all'emittente israeliana “24News” e condivisa sui social media il 5 settembre il criminale Netanyahu si vantava di aver bombardato il Qatar giusto un anno fa, il 9 settembre, per assassinare dirigenti di Hamas presenti a Doha per un incontro di discussione sulla proposta di cessate il fuoco a Gaza sostenuta dagli Usa. La flagrante violazione di tutte le leggi e norme internazionali era condannata da tutti i paesi arabi e dall'Onu ma non produceva nessun passo concreto contro il governo nazisionista protetto dal criminale Trump. L'intervista che esalta le imprese criminali dal governo nazisionista fa parte della campagna elettorale del premier uscente in vista delle politiche che prossimo 27 ottobre.
Ma non è solo l'appuntamento elettorale di ottobre che detta l'agenda del criminale nazisionista, che non “vive” di guerra solo per restare attaccato alla poltrona di premier; sul lungo periodo costui persegue comunque il progetto biblico della Grande Israele, così come ha fatto nel corso dei suoi ultimi venti anno di governo e non è certo nato dopo il 7 ottobre. Un progetto che ha come accessori momentanei il controllo militare del sud del Libano, con la popolazione cacciata a colpi di bombe al fosforo, e di una parte più ampia della Siria dove con il bombardamento della base aerea militare di Abu al-Duhur a Idlib del 18 agosto per impedire lo schieramento delle truppe turche nella base, come spiegava un comunicato del governo sionista, si registrano atti di un nuovo capitolo di guerra nella regione. I primi capitoli del progetto con la prosecuzione del genocidio palestinese prevedono anzitutto la cacciata dei palestinesi da Gaza a suon di bombe, così come ci hanno recentemente ricordato vari esponenti del governo di Tel Aviv, e dei passi decisivi per l'annessione della Cisgiordania dove il governo nazisionista Netanyahu protegge il terrorismo dei coloni.
Pochi giorni prima, il 25 agosto, il criminale Netanyahu, in una iniziativa promossa dal movimento dei coloni, aveva definito l’espansione dell’occupazione della Cisgiordania come uno dei principali successi del suo governo e così ringraziava i coloni: “state realizzando la visione della Terra d’Israele. Questa è la nostra terra e resterà nostra”. Con buona pace del governo palestinese del collaborazionista presidente Abu Mazen, fermo alle poche proteste di inutili e inefficaci cominicati, e dei governi imperialisti, a partire da quello italiano della neofascista Meloni, complici del genocidio e del progetto sionista che fa saltare la oramai ridicola ipotesi dei due popoli, due stati.
Eppure era arrivata non ultima la denuncia del 20 agosto del rapporto dell'organizzazione umanitaria Human Rights Watch (HRW) che denunciava come l’aumento degli attacchi da parte dei coloni e la rapida espansione degli insediamenti, illegali secondo il diritto internazionale, stava provocando un’ondata di sfollamenti forzati dei palestinesi e il conseguente rischio della cancellazione definitiva di decine di comunità nella Cisgiordania occupata. Il rapporto accusava le autorità israeliane di armare, finanziare e garantire l’impunità ai coloni affinché potessero compiere aggressioni fin dal suo insediamento nel dicembre 2022, con quasi un anno di anticipo sul 7 ottobre; aggressioni che hanno raggiunto un picco nei primi due mesi dopo l'attacco Usa e sionista contro l’Iran del 28 ottobre e contraddistinte da omicidi, anche di bambini, assalti, violenze sessuali, abusi fisici e psicologici, detenzioni arbitrarie, incendi dolosi, demolizioni di proprietà e furti, dichiara il rapporto. “I coloni sparano, aggrediscono ed espellono i palestinesi dalle loro terre, e lo stato fornisce le armi, la copertura legale e i fondi per farlo” dimostrava, se ce ne fossa stato bisogno, il rapporto di Hrw.
Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, definiva “assolutamente urgente” una presenza internazionale di protezione in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e a Gaza, ricordando lìobbligo degli stati terzi di adempiere alle direttive della Corte Internazionale di Giustizia che ancora nel luglio 2024 ha ritenuto illegale l’occupazione stessa e ha stabilito che gli stati terzi non devono riconoscerla né contribuire al suo mantenimento. E chiedeva un'azione che potesse superare la paralisi del Consiglio di Sicurezza, non solo per effetto del veto Usa che copre anche la complicità di molti paesi imperialisti.
Un articolo del quotidiano israeliano Haaretz dell'1 settembre sottolineava che “Israele non sta discutendo di uno stato palestinese. Sta preparando l’espulsione dei palestinesi” secondo i piani delle forze di governo mentre la posizione delle opposizioni è irrilievante. Ciò che è in gioco oggi, sostiene il quotidiano, non è una “soluzione diplomatica”, ma l’esistenza stessa del popolo palestinese tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo. Le forze israeliane che si sforzano di “cancellarlo” non riconoscono limiti né restrizioni. I loro sostenitori sono troppo numerosi perché possiamo fare affidamento esclusivamente sulla fermezza e sulla resilienza di un popolo che ha già subito piani di espulsione messi in atto da Israele. Le leggi della Knesset, le dichiarazioni dei politici, gli ordini militari, i libri di testo scolastici e i sacri battaglioni immobiliari che operano a Gaza, in Cisgiordania e nel Negev lavorano tutti, insieme e separatamente, per portare avanti questa “soluzione” con diligenza e senza timore di condanne internazionali. Il mondo resta a guardare.
E il criminale Netanyahu rilanciava su tutti i fronti fino al bersaglio grosso, l'Iran. Alla solita emittente “24News” il 2 settembre dichiarava che “la missione di Israele in Iran non è ancora conclusa. Tutti i nostri sistemi, sotto la mia direzione, stanno lavorando per rovesciare questo regime e far crollare il Paese".
9 settembre 2026